Sembrava tutto congelato… ma non è vero

Il responsabile della piccola formazione politica del consigliere Maurizio Tumino tenta di dare una accelerazione alle trattative per identificare la candidatura comune dell’area di centro destra per la sindacatura.
Sembrava tutto congelato, così almeno tentavano di far credere i protagonisti della complicata trattativa infinita, ma l’iperattivismo dei candidati avversari, Calabrese, del PD, più appariscente, Tringali sottotraccia, anche per la mancanza di una approvazione della candidatura scellta dalla base, da parte dei vertici del Movimento, che non arriverà prima di metà marzo.
Il candidato del PD ha scelto la strada della ricerca di visibilità e di consenso attraverso la cavalcata di ogni problematica emergente, ieri le contrade e le periferie, oggi il centro storico e la refezione scolastica, sullo sfondo di un problema, al momento irrisolvibile, quale quello dell’apertura del nuovo ospedale.
Tringali, apparentemente dedicato al lavoro, pare staia intessendo una fitta trama di contatti per allargare la sua già consistente base di consenso, verso ampi strati della società civile che avrebbero manifestato disponibilità ad avvicinarsi al Movimento 5 Stelle.
Fisiologico che i potenziali avversari siano in allarme, per le non smentite notizie di sondaggi sempre più favorevoli ai 5 Stelle, soprattutto sul nostro territorio, e per il previsto ingresso in campo del leader del Partito Democratico in provincia, l’on.le Nello Dipasquale che, con il suo serbatoio personale di voti, potrà influire non poco sulla contesa per le prossime amministrative.
Parlavamo di accelerazione nelle trattative, perché pare che il gruppo di Maurizio Tumino abbia voluto organizzare un incontro, per lunedì sera, 13 febbraio, non solamente fra le formazioni civiche, solitamente convenute al tavolo di trattative, ma allargando alla presenza del senatore Giovanni Mauro, quindi di Forza Italia, di Fratelli d’Italia e invitando al tavolo, cosa non avvenuta negli incontri precedenti, anche Sonia Migliore.
Le indiscrezioni davano per non coinvolto nell’incontro, in prima battuta, l’on.le Giorgio Assenza, ma pare che l’intenzione sarebbe rientrata ben presto, considerando anche che qualcuno di Fratelli d’Italia aveva già provveduto ad informare il parlamentare comisano.
Confermato, invece, il mancato coinvolgimento degli onorevoli di Forza Italia, Minardo e Ragusa, con la scusa che, al tavolo, ci sarebbero solo esponenti politici del capoluogo.
Ennesima puntata, quindi, di questa lunga trattativa che pare sia servita solo a bruciare i primi nomi che sono stati messi sul tavolo: comune denominatore di tutti gli incontri l’assenza di un candidato indicato da più parti, voluto dalla gente, solo autocandidature, spinte a forza, che si sono scontrate, e continuano a scontrarsi, in una stucchevole contesa che ha stancato già buona parte della città.
La gente ha molto apprezzato il disimpegno del sindaco Piccitto, ha esaltato il passo indietro del vice sindaco Iannucci, erano i giudizi unanimi espressi, anche ieri, nel corso dell’incontro con Guglielmo Epifani.
Gli attivisti 5 Stelle, indipendentemente dal loro numero, hanno scelto un candidato.
Anche nel Partito Democratico c’è stata una scelta della Direzione cittadina, avallata dai vertici provinciali e, addirittura, messa in stand by, fino a dopo le elezioni nazionali, per tentare il poco probabile, ma nemmeno tanto difficile, recupero di Giorgio Massari.
Anche la sinistra, come ci ha detto, ieri, Guglielmo Epifani in un’intervista, pensa alla candidatura per la sindacatura, solo l’area politica di centro destra, che sarebbe favorita, quanto meno per un ballottaggio con i 5 Stelle, è impantanata in una logorante sfida interna che, per paradosso, non coinvolge elementi dei partiti della coalizione ma semplici esponenti di piccole formazioni civiche di peso politico relativo.
Sarebbe ora che Forza Italia uscisse dal letargo e mostrasse gli attributi, innanzitutto rivendicando la candidatura e scegliendo una figura indiscutibile per la carica di sindaco, che sia, prima di tutto, candidabile ed eleggibile, anche per evitare possibili successivi intoppi.
Del resto, anche fra gli esponenti di qualche formazione civica si fa strada la convinzione dell’opportunità della ricerca di una figura eminente della società civile, mentre i saggi della vecchia politica si godono lo spettacolo perché sanno che, alla fine, abbottonarsi la giacca e incamminarsi verso il patibolo di una candidatura di servizio per il bene comune, non sarà , poi, né complicato né doloroso.
Ma si sa, se tutto era congelato, il ghiaccio a sciogliersi ci mette tempo, quindi sappiamo già che si dovrà aspettare il dopo elezioni, anche perché i risultati saranno condizionanti, per molti.

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