Servirebbe un pompiere, anche intelligente, per sbollire scelte dettate dall’ansia da prestazione

Non ci occupiamo di cronaca giudiziaria e, per coerenza, non ci siamo occupati della vicenda giudiziaria del candidato Maurizio Tumino, ancorché espressamente invitati alla conferenza stampa.
Una questione di lana caprina, in funzione elettorale, quella della presunta appropriazione indebita di attrezzature edili, che non sarebbero state restituite, denunciata da un soggetto che, secondo quanto affermato dal candidato Tumino, avrebbe già inoltrato altre denunce, soccombendo puntualmente davanti al giudice e non ottemperando al pagamento delle spese processuali come sentenziato.
Da tempo, a Ragusa, si parla dei problemi personali di questo o quel candidato, fa parte del gossip politico, ma fare un caso di questa presunta appropriazione indebita di vecchie attrezzature ci sembra proprio strumentale, i problemi di un candidato non possono essere quelli di una piccola bega giudiziaria, peraltro nemmeno arrivata in un’aula di tribunale e che sarebbe definita, stante i tempi della giustizia italiana, ben oltre un eventuale mandato conferito, eventualmente dagli elettori.
Mettendo da parte l’aspetto ‘giudiziario’ della vicenda, non si può non soffermarsi su quelli legati ad una campagna elettorale sempre più nervosa e caotica.
C’è la voglia del colpo di teatro, si vuole impressionare, ad ogni costo l’elettorato, evidentemente percepito distante, con annunci a sorpresa, con eventi ad effetto, Maurizio Tumino non sfugge a questa tendenza ma spesso si evidenzia qualche discrasia da ansia da prestazione, manca un vero stratega della campagna elettorale in grado di sincronizzare e armonizzare le azioni.
Per quello che abbiamo visto, agitazione c’è stata al confronto organizzato dagli architetti, quando Tumino, nel suo intervento, ha tralasciato il tema della serata, impegnandosi in un comizio elettorale rivolto a criticare e sminuire l’azione dell’amministrazione grillina in tema urbanistico, suscitando il mormorio in sala e l’intervento duplice degli organizzatori che rilevavano l’intervento fuori tema del candidato.

La stessa conferenza stampa sul caso giudiziario è stata un colpo di teatro organizzato per far derubricare la disavventura a persecuzione, allestendo un parterre di fedelissimi e di candidati che hanno trasformato l’appuntamento con la stampa in un evento da stadio, con applausi, interventi inappropriati e provocazioni per suscitare tensioni e riscaldare l’atmosfera.
Una conferenza stampa allestita per mostrare cartellini penali vergini, dei quali nessuno dubitava, che non ha nemmeno interessato più di tanto perché appunto riguardava fatti personali, al di fuori della politica, un evento che non ha potuto evitare, però di far riflettere su alcune assenze accecanti.
Dov’era il leader di Insieme ? Dov’erano tutti quelli che per altri eventi elettorali hanno sgomitato per mettersi davanti agli obiettivi ? Dov’era il commissario provinciale di Forza Italia, partito colonna portante della coalizione che sostiene Maurizio Tumino ?
Non ci si aspettava la presenza, ma messaggi di solidarietà di Musumeci, di Armao, di Miccichè, dei leader della Lega, questo sì, invece il silenzio e la totale invisibilità in un momento nel quale si doveva difendere la causa comune che qualcuno tentava di minare.
Forse si doveva evitare di far convergere tanta gente, perché quando c’è solo confusione e mancano elementi di peso e autorevoli, sarebbe melio evitare, l’incontro con la stampa sarebbe stato più produttivo.
Ansia da prestazione per una campagna elettorale partita in salita, difficile da gestire, complicata nell’approccio all’elettorato e influenzata, giocoforza, dalle vicende nazionali che relegano sempre più indietro i partiti e i protagonisti della vecchia politica.
Occorrerebbe un pompiere, nella cricca, per far sbollire questa ansia da prestazione che non assilla solo il candidato Tumino, ma dilaga, senza controllo, sciorinando iniziative, interventi, post e commenti sui social che, attentamente valutati, creano spesso effetti indesiderati e dannosi.
L’ultima trovata che ha suscitato un vespaio di polemiche è l’annuncio ufficiale del Presidente di una piccola società sportiva, peraltro amico di vecchia data di Tumino, che, con un messaggio sui social, ha dichiarato di appoggiare Tumino, non a livello personale ma come società.
Ancora una volta Tumino riesce a far parlare di sé, in una campagna elettorale che non lo ha visto protagonista, se non forzatamente, come avrebbe aspettato.
Troppi i primi attori sulla scena, per poter emergere facilmente, Tringali e i 5 Stelle sempre protagonisti, Cassì espressione nuova e genuina della politica e della Ragusa sana, la Migliore super attiva e onnipresente, l’incubo Nello Dipasquale che sostiene Calabrese e il PD altrimenti votato all’oblio, Massari che raccoglie consensi dai cattolici ai comunisti di sinistra, lo stesso Ialacqua che per Tumino è stato sempre una spina, per quanto piccola, fastidiosa.
Confermando una nostra precedente rilevazione, Tumino vede come avversari solo i grillini e Cassì, ai primi riserva i rilievi di inefficienza e di incapacità amministrativa, al secondo addebita, in continuazione, la mancata esperienza e la poca competenza nell’amministrare.
Cassì è visto, però, come il naturale catalizzatore del consenso nel mondo sportivo, Tumino pensa, allora, di ufficializzare l’appoggio della piccola società sportiva, che per i rapporti pregressi con il Presidente, non gli porterà ulteriore consenso elettorale, ma serve per impressionare la gente su un presunto consenso del mondo sportivo che conta.
Una mossa azzardata, quasi scorretta, dal momento che l’enunciazione è un falso: la Virtus non esiste più, non c’è la squadra, non ci sono i dirigenti, si propina per Virtus quel che resta del glorioso Basket Club che forse voleva assumere il nome di NovaVirtus, forse nemmeno certificato.
Quel che resta è il tentativo spregiudicato di vendere vetro per zucchero, la squadra in questione è nota ed è seguita per l’allenatore, figlio di illustri e noti concittadini, persona per bene lui e i genitori che sicuramente non saranno coinvolti in questa querelle, ancorché possano essere, legittimamente, elettori di Maurizio Tumino.
Tralasciamo le leggerezze sulle inevitabili commistioni fra società sportiva e progetti relativi, il Presidente che dicono navigato nelle stanze del potere, anche grazie ad amicizie importanti nel mondo di centro destra e di Forza Italia, in particolare, ha voluto eccedere, forse trascinato da Tumino per l’ansia da prestazione, ma, siamo certi, è consapevole, ed esperiente, di come, all’ombra o entrando dalla porta di servizio, si possa godere di più concreti e sostanziosi sostegni per la società sportiva e, soprattutto, per le attività collaterali.

Se le esuberanze elettorali di Tumino hanno bisogno di un idrante per raffreddare l’ansia da prestazione, il comunicato stampa ha limiti che ne richiederebbero il fuoco per ridurlo in cenere.
Si parla di progetti e di programmazione già avviati da tempo, “scelta che scaturisce da ciò che in questi anni Maurizio Tumino, anche da consigliere di opposizione, ha fatto per lo sport a Ragusa e per il basket ragusano”, seguiamo Maurizio Tumino da cinque anni almeno, giornalmente per la sua attività consiliare, e di sport non ne abbiamo mai sentito parlare, se non per il tentativo di inserimento in bilancio di modeste somme a favore di qualche società sportiva ‘amica’.
Poi c’è, ancora, la disamina “dell’importante progetto che ha come pilastri portanti la crescita sportiva, sociale e culturale della comunità Ragusana” avviato con Tumino, e di una serie di iniziative, finora del tutto sconosciute, ma presentate come eventi di grande caratura, “INSIEME FOR AFRICA”, “una Città per i ragazzi”,
“Un canestro nello zaino”, la comunity hub, tutte coinvolgenti la pubblica amministrazione e le scuole e per questo poco adatte a sostenere un solo candidato e, per lo stesso motivo, naturalmente destinate all’archivio.

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