Si lavora, tardivamente, per istituire un servizio di e-bike sharing

Nel quinquennio di amministrazione pentastellata siamo stati sommersi da una valanga di termini stranieri, segnatamente nel campo delle energie rinnovabili, delle politiche ecologiche, di quello che veniva sbandierato come smart city.
Il PAES dominava i dibattiti in aula, i grillini stavano al gioco e recitavano la parte, qualche convinto sostenitore di queste materie portava avanti una causa che, già allora, sembrava persa.
Di tutte le mirabili che ci raccontavano, è rimasto ben poco: una colonnina per le ricariche delle vetture elettriche, le manopole dei caloriferi degli edifici comunali e i pannelli solari nelle strutture sportive e nelle scuole, oltre ai corpi luminosi della pubblica illuminazione sostituiti con lampade a led.
Quanto si guadagna in termini ambientali e, soprattutto, quanto si risparmia non è dato sapere perché non sono diffusi i dati relativi alla spesa di una volta e a quella attuale, per il riscaldamento dei pubblici edifici e per l’illuminazione pubblica.
Spesso si ha l’impressione che si aderisca a progetti e programmi più per tendenza, più per moda, che per reale convinzione sulle tematiche ambientaliste.
Per esempio, quando salirono al potere i grillini, c’era anche l’illustre ambientalista, prof. Conti, nella giunta, non si parlò mai di isole pedonali, di limitazioni del traffico, di misure per scoraggiare l’uso dell’automobile, con qualche scuolabus a metano se ne uscirono alla grande.
Con l’attuale amministrazione, abbiamo sentito parlare di tempi ambientali a proposito del piano di mobilità sostenibile, abbiamo sentito parlare di car pooling, di car sharing, di e-bike sharing, ma di concreto non c’è nulla.
Il Comune non ha nemmeno una vettura elettrica, il trasporto pubblico che servirebbe per scoraggiare l’uso dell’automobile è, come è stato sempre, a livelli preistorici.

Oggi il comunicato sull’intenzione di avviare una indagine di indagine di mercato per l’acquisizione di manifestazioni d’interesse a partecipare alle procedure selettive per l’affidamento del servizio stagionale di mobilità dolce tramite biciclette a pedalata assistita.
Procedure sempre assai tardive, a stagione imminente, se non inoltrata, per un servizio che dovrebbe partire il 1° giugno il termine per le istanze è al 22 maggio, solo sei giorni lavorativi prima.

L’appalto del servizio, della durata di 4 mesi, riguarda due lotti funzionali (i due centri storici di Ragusa e Marina di Ragusa) e consiste nella fornitura dei mezzi, delle attrezzature e dei servizi accessori gestiti da un operatore economico privato per ciascun lotto.
Il servizio si articola in postazioni fisse con apposite rastrelliere di sosta per almeno 10 bici previste in 4 aree (2 per lotto): Piazza San Giovanni presso il portico del Palazzo ex Ina, Giardino Ibleo presso il nuovo ingresso, Porto Turistico e Piazza Malta. Ogni bici dovrà essere equipaggiata con idonea apparecchiatura di ricarica, la fornitura di energia presso le postazioni fisse sarà a cura dell’ente appaltante.
Per ciascuna postazione non possono essere impiegate non meno di 7 biciclette elettriche (capacità della batteria non inferiore a 400 Wh), con la previsione di altre 3 bici aggiuntive in caso di mezzi fuori servizio.
Il servizio dovrà essere operativo dal 1° giugno al 30 settembre per l’intera giornata, dalle 9 all’ una di notte. La modalità di fruizione per gli utenti deve avvenire con abbonamento temporaneo o permanente e tariffazione di tipo mista, a tempo, per sessione.
La prenotazione dei mezzi dovrà effettuarsi attraverso app o call center con addebito del servizio tramite canali telematici di pagamento (carta di credito, paypal, etc.).
Ai soggetti interessati verrà richiesta la formulazione di un’offerta al rialzo sul canone mensile costante da corrispondere al Comune per la concessione del servizio; l’importo posto a base di offerta è quello che scaturirà dal conteggio degli oneri TOSAP complessivi per l’occupazione delle aree pubbliche interessate (forfettariamente valutato in 30 mq per ciascuna area), ridotto del 70% e rapportato a quota rateo mensile costante.
I ricavi di gestione, derivanti dal sistema di tariffazione proposto dall’affidatario ed approvato dall’amministrazione comunale, andranno a beneficio dell’affidatario ad integrale copertura dei costi sostenuti per il servizio.
Gli operatori economici specializzati nella fornitura dei servizi di noleggio biciclette potranno redigere e trasmettere esclusivamente in formato elettronico la manifestazione d’interesse a partecipare alla gara per l’affidamento del servizio entro e non oltre le ore 14 del prossimo 22 maggio attraverso il portale dell’ente dedicato.
Sul sito internet del Comune di Ragusa (sezione “Bandi di Gara, Incarichi e Concorsi di prossima scadenza” dell’homepage) sono scaricabili l’avviso ed il modello dell’istanza.

Staremo a vedere se l’iniziativa avrà successo e, soprattutto se il servizio che verrà reso sarà all’altezza delle aspettative.

Dalla lettura del comunicato si evince una destinazione eminentemente ‘turistica’ del servizio, non già finalizzato a politiche ambientali.
In tema di mobilità dolce, considerata anche la conformazione orografica della nostra città, servirebbe incentivare l’uso delle biciclette assistite e non limitarlo solo allo spasso dei turisti, per il quale ci possono essere iniziative private che permettono di evitare i canoni al Comune.
Non dovrebbe essere il privato a dover pagare un canone, dovrebbe essere il Comune a finanziare iniziative di questo genere per favorire la mobilità dolce.
Certo si tratta di vedute sulla questione, che possono non essere condivise, i risultati parleranno.
Nell’occasione, si attendono i risultati della gara per il servizio noleggio delle bici a quattro posti, (velocipedi a più ruote simmetriche senza conducente, denominati “risciò”), da istituire a Marina di Ragusa, il cui termine per la presentazione scade il 16 maggio.

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