Si preannunciano tempi duri per il gestore della raccolta dei rifiuti

Il processo per la piena attuazione del nuovo appalto per la raccolta dei rifiuti urbani è già avviato e si preannunciano già i primi problemi per il gestore e per l’assessorato all’ambiente del Comune di Ragusa.
Gli occhi sono puntati sul nuovo appalto e, segnatamente le associazioni ambientaliste, sono sul piede di guerra, intenzionate a rilevare ed eccepire ogni minima discrasia nel servizio e nei procedimenti previsti dal capitolato.

Il Presidente del Circolo ‘Il Carrubo’ di Legambiente Ragusa, il dr. Claudio Conti, già primo assessore all’ambiente del Comune di Ragusa dell’amministrazione 5 Stelle, diffonde la nota che è stata inviata all’attuale assessore all’ambiente, nella quale, testualmente, si evidenzia come “ negli ultimi 10 anni di gestione dei rifiuti a Ragusa, i cittadini hanno dovuto pagare il servizio in silenzio senza la benché minima tutela rispetto ad una erogazione che, a voler essere buoni, è stata molto scadente e spesso non rispondente agli obblighi contrattuali.

A questo punto, prima di proseguire nell’esame della nota, non possiamo esimerci dal chiedere come mai, dal momento che nell’arco di questi dieci anni citati, per molti mesi, dal giugno 2013, il Presidente del Circolo ‘Il Carrubo’ di Legambiente Ragusa, il dr. Claudio Conti, è sttao assessore all’ambiente del Comune di Ragusa, come mai non è stata data notizia di denunce ufficiali che, alla luce di quanto affermato, il dr Conti avrebbe dovuto inoltrare agli organi competenti, quanto meno per l’erogazione dl servizio non rispondente agli obblighi contrattuali, e come mai, nella sua qualità di amministratore non avrebbe informato la stampa e il consiglio comunale.

La nota inviata al competente assessorato del Comune evidenzia che, già dal mese di ottobre scorso, “ al fine di tutelare i diritti dei consumatori e degli utenti dei servizi pubblici locali, e di garantire la qualità, l’universalità e la economicità delle relative prestazioni, Legambiente Ragusa ha richiesto di adempiere ad un obbligo richiesto agli enti locali: quello della consultazione obbligatoria delle associazioni dei consumatori, in sede di stipula dei contratti di servizio.”
La nota sottolinea che non è stata ricevuta nessuna risposta, mentre, nel frattempo, il nuovo gestore continua a comportarsi come il vecchio: non rispetta le clausole contrattuali, producendo un danno agli utenti/consumatori, appellandosi all’assessore, nel caso non fosse in grado o non volesse dare udienza per consultare gli istanti, affinché possa indicare, per piacere, qualcuno che lo possa fare in sua vece in modo da far partire, al più presto, forme legali di tutela del consumatore.
Nell’occasione il dr Conti, nella sua qualità di Presidente del Circolo ‘Il Carrubo’ di Legambiente Ragusa ricorda all’assessore che l’obbligo di consultazione delle associazioni dei consumatori vale anche per l’altro servizio pubblico locale, l’acqua, e non risulta che anche questo adempimento sia stato rispettato.

Si riporta il contenuto della nota che il dr. Conti aveva inoltrato, in data 23 ottobre 2017, all’Assessore all’Ambiente del Comune di Ragusa e al Dirigente del settore Ambiente del Comune di Ragusa:

Con l’affidamento all’ATI vincitrice del servizio di gestione dei RSU inizia un nuovo percorso che prevede il coinvolgimento dei cittadini e delle associazioni di consumatori in un sistema di monitoraggio del rispetto dei parametri fissati dal contratto di servizio e di quanto stabilito dalla carta di qualità dei servizi.
Infatti l’art. 33 del capitolato d’appalto prevede che “ l’I.A. dovrà collaborare, senza alcun onere aggiuntivo per il Comune di Ragusa, con le associazioni dei consumatori e gli stakeholders locali per dare attuazione all’articolo 2, comma 461, della Legge 24/12/2007, n. 244 (Finanziaria 2008) al fine di tutelare i diritti dei consumatori e degli utenti dei servizi di igiene urbana e di garantire la qualità, l’universalità e l’economicità delle prestazioni “
Il citato art. 2, comma 461, della Legge 24/12/2007 prevede al punto b) che al fine di tutelare i diritti dei consumatori e degli utenti dei servizi pubblici locali e di garantire la qualità, l’universalità e l’economicità delle relative prestazioni, in sede di stipula dei contratti di servizio gli enti locali sono tenuti ad applicare le seguenti disposizioni:
– consultazione obbligatoria delle associazioni dei consumatori.
Considerato che:
– Legambiente Circolo il Carrubo di Ragusa è uno stakeholders locale;
– Legambiente Circolo il Carrubo di Ragusa è socio di Legambiente Sicilia;
– Legambiente Sicilia APS svolge le sue attività nel territorio della regione Sicilia per il raggiungimento dei seguenti scopi (art. 2 lettera p dello statuto ) : promuove e attua iniziative a protezione della salute e della sicurezza del consumatore e dell’ambiente, a tutela degli interessi economici e giuridici del consumatore, di educazione, informazione e partecipazione del consumatore, ed all’attuazione della normativa in generale in materia di tutela dei consumatori e degli utenti;

Tutto ciò premesso, il sottoscritto Claudio Conti, in qualità di presidente di Legambiente Circolo Il Carrubo di Ragusa chiede di essere consultato, nel più breve tempo possibile, prima che venga emanata la “ carta della qualità dei servizi “ e di essere messo in condizione di poter esercitare le funzioni previste dalle lettere a), c), d), ed e) di cui all’art. 2 della legge 24/12/2007 n. 244.
A tal proposito chiede copia dell’offerta tecnica dell’ATI vincitrice la gara d’appalto che apporta migliorie al capitolato d’appalto base e al disciplinare tecnico prestazionale in sede di gara.
Tale richiesta è esercitata ai sensi della L. n. 241 del 1990 e del D.P.R. n. 184 del 2006, recante la disciplina regolamentare del diritto di accesso ai documenti amministrativi.
Occorre però segnalare che, ai sensi della sentenza TAR Aosta n.34 del 5/6/2017 e TAR Lombardia –Milano sez III 15/01/2013 n. 116, per escludere dall’accesso agli atti eventuali parti che costituiscano, secondo dichiarazione dell’offerente, segreti tecnici o commerciali è necessario che le parti dell’offerta che contengano detti segreti siano indicate, motivate e comprovate da una espressa dichiarazione dell’offerente, contenuta nell’offerta stessa.
Pertanto è facile desumere, dunque, che l’offerta tecnica nel suo complesso è accessibile; rimane esclusa soltanto la parte di essa che contiene informazioni che costituiscano segreti tecnici o commerciali, così come affermato dalla giustizia amministrativa.

Ragusa 23/10/2017
Il Presidente
Dr. Claudio Conti

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