Si stenta a comprendere l’unità della coalizione di centro destra

Per limitarci a Ragusa, il panorama politico di queste amministrative è quanto mai confuso e senza riferimenti certi.
Si stenta a capire se i 5 Stelle faranno il boom o se Nello Dipasquale riuscirà a tenere a galla il PD, non si riesce a quantificare il peso delle componenti civiche nelle varie coalizioni, come non si comprende che peso potranno avere i candidati che hanno scelto di stare senza partiti.
Un panorama che dovrebbe avviarsi verso una schiarita generale ma che, a circa 25 giorni dal voto fa esprimere, ancora, diverse perplessità.
Dove si comprende ben poco, in particolare, è nell’area di centro destra, all’interno della coalizione ufficiale e tutt’attorno.
Oggi c’è stato un pullulare di comunicati, apparentemente ordinari ma abbastanza criptici sotto certi aspetti:
prima il comunicato degli onorevoli Minardo e Ragusa che hanno ribadito come unità e condivisione sono alla base del loro progetto politico, in perfetta sintonia con quanto auspicato dal coordinatore regionale del partito, on Gianfranco Miccichè.
Un ‘in bocca al lupo’ ai candidati della provincia, per rafforzare il partito, ma nessun cenno al candidato di Ragusa sul quale si era, e forse lo è ancora, spaccato il partito.
Né un semplice endorsement dell’on.le Minardo, né una dichiarazione chiara dell’on.le Ragusa sulla necessaria virata, richiesta dal partito, da Cassì a Tumino.
Anche il coordinatore provinciale Mauro plaude alla sintesi raggiunta in Forza Italia che dovrebbe preludere all’ennesimo successo del partito, auspice anche il livello delle candidature nei vari comuni.
Poi è la volta del leader di Unione dei Siciliani, il prof. Armao, una delle farfalle che nell’anteprima della campagna elettorale ha volato di fiore in fiore, che ha voluto confermare la partecipazione alla coalizione di centrodestra che si riconosce nel Governo Musumeci, in alleanza con Forza Italia.
Pieno sostegno è offerto ai candidati espressi dalle forze politiche che partecipano alla coalizione nei Comuni chiamati al voto, anche quando espressi da liste civiche, ma ad essa riconducibili, con la sola eccezione di Catania dove si è optato per un accordo tattico-elettorale con la Lega.
Ci ha colpito il passaggio della “partecipazione alla coalizione di centrodestra che si riconosce nel Governo Musumeci in alleanza con Forza Italia.” che non è da tutti condiviso, ma c’è di più.

L’avv. Alessandro Sittinieri, candidato al Consiglio Comunale di Ragusa, sotto le insegne di Fratelli d’Italia, partito che, a Ragusa, ha alimentato e sostiene la candidatura di Peppe Cassì, fuori dalla coalizione di centro destra, incontra, sabato, in città, l’assessore regionale al turismo, Pappalardo, personaggio indicato dalla destra, che viene a Ragusa per un confronto su pianificazione turistica, sostegno allo sport e programmazione di eventi culturali.
L’incontro potrebbe essere derubricato a semplice incontro di partito con il referente regionale, per quanto l’immagine dell’incontro riporta, chiaramente, il riferimento alla candidatura di Sittinieri e, considerato il periodo pieno di campagna elettorale, è difficile non pensare alla candidatura di Cassì sostenuta dal partito.
Ci sarà un momento di confronto ampio per una programmazione da compiere nel prossimo quinquennio al comune di Ragusa, quindi la figura del primo cittadino sarebbe, comunque coinvolta.
Sarà momento di confronto con gli operatori dei settori turistico, culturale e con le associazioni sportive, ma senza la chiamata di tutti i candidati.
A questo punto, vorremmo capire come si può inquadrare la partecipazione di un rappresentante del governo regionale, quindi componente della coalizione di centro destra che fa capo al Presidente Musumeci, a sostegno di un candidato componente di una lista che appoggia un candidato diverso da quello indicato dalla stessa coalizione.
Nell’occasione, sarebbe d’uopo che fossero ufficializzate le posizioni dello stesso Presidente della Regione e dell’on.le Assenza con la loro #diventeràBellissima che, ci permettiamo di ricordare, annovera il leader del movimento civico del candidato Tumino, indicato come candidato di Forza Italia e della coalizione, nel direttivo regionale di #diventeràBellissima, formazione nella quale erano anche transitati due consiglieri del gruppo di Tumino, ora, inspiegabilmente sparpagliati nelle diverse liste civiche della coalizione.
Impossibile negare che c’è un po’ di confusone che non solo non viene dissipata ma, quasi, fomentata a pochi giorni dalle elezioni.

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