Troppo silenzio in una città che deve essere educata alla differenziata

Dopo il modesto tam tam mediatico, in occasione della conferenza stampa per la presentazione del nuovo appalto, e i momenti di incontro organizzati in piazza San Giovanni, nella tenda, e in viale Ten Lena, al Caffè del viale, è calato il silenzio sul nuovo appalto della raccolta dei rifiuti.
Nessuno dubita che si stia lavorando sodo per iniziare al meglio, si nota anche che ci sono “pulizie di primavera” alla sede operativa della zona industriale, l’ottimo personale continua a svolgere in maniera impeccabile il lavoro di raccolta dei rifiuti, ma, a pochi giorni dall’inizio annunciato del nuovo procedimento di raccolta, a pochi giorni dalla scomparsa totale dei cassonetti, la comunicazione necessaria è del tutto silente.
Non sappiamo se si partirà il 1° febbraio, o più avanti, ma, in ogni caso, anche se si dovesse partire in primavera, o anche dopo, si sarà sempre in enorme ritardo con l’informazione ai cittadini utenti.
Non sappiamo nemmeno come verrà organizzata la campagna di informazione, non ci sono dettagli, non vorremmo che la diffusione delle notizie utili avvenga quando già saranno scomparsi i cassonetti.
Non sappiamo quali mezzi saranno scelti e privilegiati sulla base di strategie di comunicazione che, si spera, saranno già fissate.
Finora non c’è stata informazione e, soprattutto è mancata la formazione: Ragusa rimane una città fondamentalmente pulita, e di questo si deve dare atto alla ditta incaricata della raccolta rifiuti e alle maestranze che svolgono il lavoro in maniera eccellente, ma non si può negare che ci sono delle sacche di utenza del tutto indisciplinate, incivili e allergiche a qualsiasi tipo di regola.
In centro storico, e nelle zone dove è attivata la raccolta differenziata accade di tutto, con creazione di mini discariche anche in zone centrali. Attorno ai cassonetti, in altre zone della città si assiste ad ogni tipo di inciviltà.
E’ indubbio che manca una educazione civica in tal senso, in buona parte addebitabile a processi di comunicazione che, nel tempo, si sono rivelati esigui e, in ogni caso, inefficaci.
Ci sarà, poi, da risolvere il problema del posizionamento dei bidoni contenitori della spazzatura che, prevalentemente, l’utenza, privata e commerciale, tende a posizionare sulla pubblica via e distante dal ingresso dell’abitazione e del punto vendita.
Si teme che, una volta scomparsi i cassonetti, la città sia invasa da questi contenitori di vario colore che, potrebbero sì costituire delle valide isole ecologiche, a patto che non sostituiscano, nella funzione, i cassonetti, come purtroppo avviene attualmente.
In ogni caso non si ha contezza di cosa dovrà avvenire, si resta in attesa di una efficace campagna di propaganda e informazione e di una mirata campagna per le scuole, auspicando che i disagi e i disservizi possano essere limitati al minimo, si teme che, alla scomparsa dei cassonetti, come avvenuto in altre città, si possa assistere al proliferare di minidiscariche abusive, fenomeno, attualmente, contento dalla presenza dei cassonetti che assorbono grossi volumi di rifiuti, anche se l’abbandono da parte delle attività commerciali è comunque incontrollato.

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