Siracusa – Catania e Ragusa – Catania, si riparte da zero

C’è un approccio del tutto sbagliato alle questioni inerenti il completamento dei lotti della Siracusa – Gela che interessano il territorio ibleo e la dimenticata questione del raddoppio della Ragusa – Catania.
Giustificata solo l’azione dei sindacati per la tutela dei lavoratori, ma il problema è più ampio, il dimenarsi dei politici della vecchia guardia è, ormai inutile, come inutile sembra l’approccio delle deputate del Movimento 5 Stelle che diffondono comunicati come se fossero ancora all’opposizione.
Occorre guardare la realtà con occhio diverso: occorre ripartire da zero, occorre sgombrare il campo dalle questioni legali che riguardano le imprese e occorre verificare se i nuovi governanti vogliono completare queste opere.
I capi politici del Movimento 5 Stelle, e quello della Lega, per quanto poco rappresentato sul territorio del sud est, debbono dirci, anche attraverso i loro rappresentanti di zona cosa vogliono fare: si vogliono completare i lotti dell’autostrada attualmente in lavorazione? Si farà di tutto per non perdere i finanziamenti? Si vorrà completare l’opera fino a Gela ? Come e quando ?
Tutto il resto è passerella tanto cara al passato, ora c’è il cambiamento, occorrerà aspettare il proprio turno, perché i problemi, in Italia sono tanti, ci sarà da fare i conti con il governo regionale, ultima emanazione dell’inefficienza della prima e della seconda repubblica, si spera che i nuovi governanti non si soffermino sulle chiacchere e sulle foto delle visite romane e ci dicano quale sarà il destino di queste opere.
Al popolo non resterà che valutare la risposta e decidere il da farsi, non ci sono ipotesi di protesta vibrata che non alloggia nell’animo della gente locale, forse a lungo termine si potrà inficiare il trend a favore dei 5 Stelle, se non manterranno le promesse di cambiamento.
Più direttamente dipendente da Roma la questione del raddoppio della Ragusa – Catania, i due maggiori esponenti del governo nazionale sono in provincia, oggi 3 giugno 2018.
Entrambi potrebbero dare assicurazioni sul destino delle opere infrastrutturali, essenziali per la crescita e lo sviluppo del territorio, quanto meno ci potrebbero dire quale è la situazione reale e quali possono essere le soluzioni.
il cambiamento potrebbe essere già quello di non essere più presi in giro.

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