Squallido teatrino del Consiglio Comunale

Preoccupante andazzo dei lavori del Consiglio Comunale, in preda alle spregiudicate strategie di qualche elemento delle opposizioni che vuole sfruttare, legittimamente, ogni piega del regolamento per fare becero e inutile ostruzionismo.
In politica l’ostruzionismo, l’opposizione strumentale è arte per raggiungere un obiettivo, per un fine ben preciso, quando si riduce a teatrino senza finalità, se non quelle di guadagnare il permesso di lavoro e, qualche spicciolo di gettone di presenza e il favore di qualche lampadina di qualche piccola telecamera, è triste dover ammettere di un livello della politica ormai infimo.
Qualcuno della maggioranza, nella serata precedente di lunedì, dopo la chiusura della seduta per mancanza del numero legale, aveva avuto il barlume di suggerire un boicottaggio del terzo appello, per vanificare, sia pure in parte i disegni delle minoranze e di qualcuna in particolare.
E’ finita che la maggioranza, dopo una camera di consiglio, non ha avuto il coraggio di attuare la mossa e, sia pure con la risicata maggioranza di 13 consiglieri è andata in aula.
Assenti le minoranze, presenti solo Mirabella e Chiavola, mancava il firmatario della maggior parte degli atti di indirizzo all’Ordine del Giorno.
Tutto assolutamente legittimo, anche le assenze e le strategie ostruzionistiche di qualcuno, ma il gruppo PeppeCassìSindaco, con la sua scarsa esperienza, non ha fatto una figura degna della stima di cui gode.
Prelevato il pinto relativo alla rideterminazione dei gettoni di presenza dei consiglieri comunali, una inevitabile presa d’atto sulla quale il Consigliere Chiavola è riuscito a produrre anche la dichiarazione di voto dopo gli inutili interventi sul punto, è stato il capogruppo Tumino a chiedere l’aggiornamento della seduta per l’assenza delle minoranze e, segnatamente, del consigliere D’Asta, firmatario della maggior parte degli atti di indirizzo da esitare, stigmatizzando un comportamento che rileverebbe assoluto disinteresse e poca attenzione alle esigenze della città, vantata solo a parole.
Richiesta logica e legittima, ma che poteva essere anticipata, dal mancato ingresso in aula per evitare una seduta quanto mai vuota di contenuti.
Anche sulla mozione del capogruppo Tumino, Chiavola e Mirabella hanno tentato di innescare un inutile dibattito polemico, ancorché del tutto legittimo nel momento in cui si è voluto sottolineare che, in ogni caso, la mancanza del numero legale, ancorché provocatoriamente determinata dall’uscita dei consiglieri del PD, la sera prima, era, di fatto, dovuta, alle assenze della maggioranza che, troppo presto, ha mostrato delle falle.
In ogni caso, uno spettacolo che stordisce chi non è abituato alla sua visione, chi, per cinque anni ha assistito alle esibizioni di certa opposizione, della quale permane qualche elemento residuale nell’attuale consiglio, non fa una piega, ben conoscendo i soggetti che, si ribadisce, in maniera del tutto legittima, utilizzano l’istituzione per strategie non sempre condivisibili.
Tutto resta affidato al carattere e alla caratura dei consiglieri di maggioranza che potranno scegliere di essere cinici e spietati con le opposizioni, se vorranno continuare con il collaboriamo e il vogliamoci bene capiranno, a proprie spese, di avere a che fare con il lupo di Cappuccetto Rosso.

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