Sui fondi della Legge su Ibla e sulla mancata rendicontazione, un muro di gomma come per la strage di Ustica

Dell’abbattimento dell’aereo dell’Itavia, sui cieli di Ustica, si è capito come si sono svolte le corse, chi sono i protagonisti della tragica vicenda, ma la casta impone il silenzio ufficiale su quello che tutti sanno.
Può sembrare esagerato, ma c’è un muro di gomma, simile a quello per i fatti di Ustica, anche per i fondi della Legge su Ibla, su quelli che qualche sindaco, ben identificato, pensò di utilizzare per altre necessità e urgenze dell’ente, come pure su quelli non rendicontati e attualmente, bloccati dalla Regione.
Dagli esiti della commissione di indagine sui fondi mancanti della Legge su Ibla, che fu presieduta dall’attuale assessore Giovanni Iacono, si è capito, e sono comunque trapelati i nomi dei sindaci in carica nel periodo in cui avvennero le accertate distrazioni.
Politica e dirigenza giocano sulle rispettive competenze e scaricano vicendevolmente le responsabilità, mentre i cantori della casta, la manovalanza, la truppa, si preoccupa di dire che il Consiglio Comunale non è un tribunale, non deve giudicare le responsabilità, compito che appartiene alle autorità competenti che dovrebbero essere in possesso degli esiti della Commissione di indagine.
Resta il fatto che sotto una determinata amministrazione, fra amministratori e dirigenti, fu scelto di utilizzare i fondi vincolati della Legge su Ibla per altre esigenze, fatto che si chiama violazione della Legge, in ogni caso, perché il vincolo era una precisa indicazione della Legge 61/81.
Accomunati nella vicenda tutti i sindaci che si sono succeduti nel tempo, che avrebbero dovuto sapere e non hanno denunciato il misfatto, sostanzialmente colpevoli di fronte alla comunità, indifferenti gli amministratori grillini e quelli attuali che non hanno denunciato la cosa all’autorità giudiziaria né, fino ad ora, si sono preoccupati di riparare a questo buco dell’ente che qualcuno dovrà pure coprire.
Il tentativo bevero di far andare tutto in cavalleria è tuttora latente e, forse, raggiungerà l’obiettivo, grazie alle collusioni fra le varie componenti della politica che, come in una sorta di setta elitaria, sono tutte interessata a non fare emergere la merda delle passate gestioni, senza capire che molti sono ormai fuori dalla politica, sono tramontati e nessuna merda del passato può peggiorare il loro consenso elettorale ormai ridotto ai minimi termini.
Questa storia squallida, di gente che tenta di imporre ancora un prestigio politico ormai dissolto, viene ora ricordata dall’ennesima frittata della gestione politico amministrativa dei 5 Stelle di Ragusa che, dopo le varie irregolarità segnalate dalla Corte dei Conti, a proposito dei bilanci 2015 e 2016, ci regala la mancata rendicontazione dei fondi della Legge su Ibla per cui la Regione ha bloccato i fondi residui.
Dovevano aprire il Palazzo come una scatoletta di tonno e sono stati inscatolati dalle scelte assessoriali, rivelesi scellerate, di Federico Piccitto.
Anche in questo caso il tentativo di frapporre un muro di gomma, nessuno parla chiaramente di come stanno le cose.
C’è solo la conferma, da parte del Sindaco, che ha parlato in seduta del consiglio comunale, rispondendo ad un intervento del consigliere Mirabella sull’argomento, della mancata rendicontazione, per gli ultimi 5 anni, delle somme spese per i centri storici.
Sulla questione il Sindaco voleva tenere un profilo basso, impegnato piuttosto a sfruttare i buoni rapporti con i vertici regionali per salvare il salvabile, inoltrando, intanto le rendicontazioni mancanti e sperando in un atteggiamento comprensivo del governo regionale.
Ben lungi, però, dal mettere sul tavolo responsabilità, nomi di assessori, dirigenti e funzionari colpevoli dei mancati adempimenti, meno che mai intenzionato a mettere in evidenza le gravi mancanze della precedente amministrazione.
Silenti, sulla linea del Sindaco, l’assessore al bilancio Iacono e quello ai centri storici Barone, che non si sbilanciano sulla questione.
Appunto un muro di gomma, che è sostenuto anche dal precedente assessore ai centri storici, Iannucci, vago nelle risposte, che tiene, addirittura a evidenziare la necessaria distinzione fra potere politico e gestionale.
Su tutta la questione aleggia la totale inconsistenza dei consiglieri comunali, di maggioranza e opposizione, per molti questi argomenti sono totale fantascienza, l’incompetenza domina sovrana, né si alzano voci a pretendere chiarezza dopo quello che si viene a sapere.
Una classe politica nuova ma totalmente inadeguata al ruolo, una opposizione ridicola che si trastulla con piccole cose, per interessi di bottega, l’interesse generale è cosa sconosciuta per quanto propagandato in abbondanza.
La questione, un petardo ad orologeria di quello che rimane del gruppo INSIEME, il tentativo immane di Maurizio Tumino di risorgere dopo il tramonto politico, dopo quindici mesi dalla sconfitta elettorale, con i suoi ormai noti tentativi di mettere in cattiva luce il primo cittadino, senza un briciolo di opposizione concreta, né in aula, né tramite una minima organizzazione della sua componente politica ridotta, forse, al padre, al figlio e allo spirito santo.

Ultimi Articoli