Sulla Ragusa-Catania ritorna protagonista la serena indifferenza del territorio e dei ragusani in particolare

A tenere vivo l’interesse per la Ragusa Catania solo una nota dell’on.le Nello Dipasquale, in fondo l’unico titolato a parlare per il suo impegno ininterrotto a favore dell’apertura dei cantieri per la Ragusa-Catania.
Se è vero, come vogliono sostenere quelli del PD, che se l’iter è arrivato sul tavolo del CIPE lo si deve all’impegno del partito, si deve anche puntualizzare che senza il personale interessamento di Nello Dipasquale, che ha seguito varie fasi cruciali della lunga storia, non saremmo a questo punto.
Possono essere considerate opinioni del tutto personali e opinabili, ma è evidente che altri hanno fatto solo parole e qualche fotografia.
Nonostante le ultime delusioni, l’on.le Dipasquale mantiene la lucidità necessaria per intravedere cosa fare ancora di positivo, nonostante spesso soggetti politici, o pseudo tali, hanno cercato di millantare posizioni sulla Ragusa-Catania per scavalcare il parlamentare ibleo; quest’ultimo, da fine e navigato politico, non di passaggio come altri, rivolge, invece, un appello all’unità.
Per l’on.le Dipasquale, tutti quelli che hanno fatto battaglie per l’importante infrastruttura, anche se con risultati che si rivelano del tutto parziali, debbono restare uniti, debbono tralasciare reciproche accuse, debbono tralasciare reciproci addebiti di responsabilità e devono cercare insieme di alzare il livello di rivendicazione.
“Ritengo, infatti – dice Dipasquale – che non serva a nulla portare attacchi sulla stampa o tentare di delegittimare l’azione di qualcuno. Oggi serve che, tutti insieme, come abbiamo fatto in passato, si agisca all’unisono nei confronti di questo Governo nazionale che si sta preparando a compiere un vero e proprio scippo nei confronti del Sud-Est di Sicilia.
E quando dico ‘tutti insieme’ mi riferisco ai sindacati, alle associazioni di categoria, ai sindaci dei 12 Comuni della provincia di Ragusa e a quelli dell’intero comprensorio interessato a quest’opera, ai parlamentari regionali e nazionali di tutti i colori e schieramenti politici”.
“Mi permetto di dire, dunque – conclude – che non abbiamo bisogno di contrapposizioni, né di mettere o togliere medagliette, ma serve sederci intorno a un tavolo per studiare nuove azioni da portare avanti in difesa della Ragusa-Catania”.

La nota di Nello Dipasquale, di indubbia profondità nel contesto del disorientamento diffuso per l’ennesimo rinvio, nasce anche sulla scia dell’ennesimo comunicato del Comitato per la Ragusa- Catania.
Si legge, su alcuni giornali, di una nota che sarebbe stata diffusa alla stampa, contenente alcune considerazioni sulla vicenda.
I toni denotano scarsa serenità, c’è una velata diffusa polemica, dopo anni nei quali il comitato, al pari dei politici, ci ha inondato di assicurazioni, sempre provenienti da fonti autorevoli e attendibili vantate dai vecchi componenti, si accorge, ora che, forse, si tratta di una bocciatura tombale per l’azzeramento del progetto e contraddittoria perché, dopo tutte le approvazioni, si scopre che il progetto di finanza non è attendibile.
Ma queste cose le dovrebbe dire l’uomo della strada, il poveretto che non avrebbe mai avuto l’accesso alle stanze della burocrazia nazionale, come ha vantato il comitato.
Si doveva dubitare prima dell’affidabilità dei burocrati di stato e si doveva alzare la voce in maniera nitida, invece di vantare i contatti eccellenti per venire a raccontarci gli esiti delle riunioni.
Ora che tutto è in discussione, si rivolgono domande alla burocrazia nazionale, al governo, alla nostra deputazione che, in qualche modo, si è voluta emarginare, con malcelata presunzione.
Dopo che il Comitato è stato snobbato dai sindaci, ora si richiamano gli stessi alle prassi consolidate di prima.
Se i politici eletti sono inamovibili fino alla fine del mandato, come lo sono i sindaci, forse sarebbe meglio che il Comitato avesse un ricambio, almeno nelle espressioni più vecchie, con qualche qualifica in più e più attinente alla problematica.
E’ naturale che l’azione risulti appannata, dopo molti anni di attività e di insuccessi, occorrono forze nuove, più lucide, più autorevoli, lo stesso reiterato appello al prefetto, dopo tante mancate risposte, denota scarsa capacità di interpretazione delle posizioni in campo, parlare di ‘vuoto istituzionale che contraddistingue la provincia’ è tardivo, la scarsa partecipazione alla manifestazione in piazza Poste denota che, forse, il Comitato ha fatto il suo tempo e servono entità nuove per avviare una diversa azione di rivendicazione.

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