Suvvia ! Unitevi !

Sarà forse il responsabile di Forza Italia per gli Enti Locali, Maurizio Gasparri, a tentare, in extremis, di risolvere la questione della candidatura di Forza Italia per le comunali di Ragusa.
Un tavolo regionale che si trasferisce a Roma, per dirimere, con i vertici del partito, una faccenda che i veti incrociati hanno trasformato in commedia dell’assurdo perché non c’è un vero candidato di Forza Italia, come non c’è un candidato dei partiti della coalizione.
Ci sono solo due espressioni civiche e una della società civile, tirata, quasi a forza, nel gioco delle candidature e, poi, scandalosamente scaricata dai notabili che l’avevano richiesta.
La candidatura della società civile, quella dell’avv. Peppe Cassì, gode del sostegno già ufficializzato di Fratelli d’Italia che, come partito, dove sono ritornati, addirittura esponenti che erano transitati nella lista del Presidente Musumeci, #diventerà Bellissima, ha incitato Cassì alla candidatura e ha voluto sancire l’appoggio per evitare di essere obbligato a confluire su una delle due espressioni civiche, ambedue non condivise sin dalla prima ora.
In pratica una rottura della coalizione che segue quella all’interno di Forza Italia, divisa fra Maurizio Tumino e Sonia Migliore.
I due consiglieri comunali, l’uno fuoriuscito da Forza Italia, l’altra che dalla sinistra socialista era arrivata, al massimo al centro, con l’UDC, hanno fatto di tutto per ottenere la rappresentanza della coalizione, ma non sono riusciti ad avere la leadership neanche al tavolo delle forze civiche.
La disputa è complicata dal sostegno che l’on.le Orazio Ragusa dedica al candidato Cassì tramite i suoi referenti del capoluogo, i civici di Idee per Ragusa di Ciccio Barone.
Se poteva essere meno difficile decidere fra Tumino e Migliore, il non indifferente sostegno del duo Barone/Ragusa a Cassì vanifica ogni tentativo di unità, a questo punto solo utopia, a tutto vantaggio dei 5 Stelle che diventano, indipendentemente dalla candidatura incomprensibilmente ancora non ufficializzata, possibili vincitori al primo turno.
Dopo l’impasse a livello locale, con candidati accarezzati, in occasione delle regionali e delle politiche, sedotti e abbandonati, il tavolo si era spostato a Palermo, dove la decisone era stata delegata a Miccichè e a Musumeci.
Anche i due leader siciliani della coalizione, nonostante esercitati, in questi mesi, alle più ardue tratttive ai più spericolati compromessi, con gente di ben altro livello politico, non sono riusciti nell’intento, segnale che ci saranno pochi spazi di trattativa in un contesto difficile dove un leader di partito parla, o dovrebbe parlare, per via indiretta, tramite i parlamentari locali, a due o tre soggetti che di Forza Italia hanno condiviso, da tempo, ben poco.
Non è da escludere che a Roma, dove sarà spostato, martedì, il tavolo locale, si decida per un nominativo, ma non si potrà costruire in un giorno, se non a carissimo prezzo e al costo di compromessi che apparirebbero scandalosi agli elettori, quella unità del centro destra che, da tutti, è considerata la condizione essenziale per vincere le comunali di Ragusa.
Unità che, verosimilmente, si ritroverà in occasione di un eventuale ballottaggio, ma circolano già voci che gli eventuali ‘sconfitti’ di Forza Italia, che, come abbiamo detto di Forza Italia non sono ma sono solo protetti dai notabili del partito, sono già intenzionati a spostare i consensi al ballottaggio sul candidato del PD o su quello del Movimento 5 Stelle.
Un motivo in più perché dal tavolo romano dovrebbe uscire il nominativo fuori dalla contesa, senza condizionamento dei partiti, che già era stato trovato.
Tutto il resto servirà a marginalizzare ulteriormente Forza Italia nel panorama politico locale, preconizzando la fine già prevista del partito che, dal 2011, non riesce a trovare leader autorevoli in sede nazionale e locale.

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