Di tanto in tanto qualcuno si ricorda del nuovo ospedale di Ragusa

Nel corso di un forum dell’Italpress, l’assessore regionale alla sanità, Ruggero Razza, ha affrontato diversi argomenti inerenti il suo ufficio, rispondendo alle domande dei giornalisti.
Parlando di rete ospedaliera e di nuove strutture, Razza ha dedicato tredici parole, compresi gli articoli, al nuovo ospedale di Ragusa che dovrebbe aprire entro il 2018.
Di più non ha detto, si intuisce, dall’espressione “era stato sequestrato” che lo stabilimento ospedaliero sarebbe libero da vincoli giudiziari, c’è da temere solo per l’accavallarsi di appuntamenti elettorali, quale quello, possibile, delle elezioni provinciali, che potrebbero consigliare un ulteriore slittamento dell’inaugurazione.
Sempre nelle pause dell’incontro citato, l’assessore ha annunciato che entro la fine di giugno sarà definita la rete ospedaliera, l’ultimo atto sarà l’incontro con i sindacati di categoria, di martedì prossimo, prima della presentazione della proposta di legge alla sesta commissione sanità dell’ARS.
Intendimento è quello di riallineare la rete ospedaliera ai parametri del decreto Balduzzi che, se rispettato, comporterebbe non poche positive modifiche per gli ospedali del territorio ibleo che, essendo tutti di 1° livello dovrebbero garantire parametri di reparti e di assistenza ancora migliori rispetto all’attuale standard che, ha sofferto, anche di alcune rivendicazioni territoriali non in linea con quanto prescritto dalla legge.
Ancora c’è l’intenzione di riorganizzare il servizio di prenotazioni, per abbattere le liste di attesa.
Nell’ambito del bilancio complessivo della Regione siciliana la sanità ha un peso significativo di circa nove miliardi di euro: “se si immagina – ha detto l’avv. Razza – un’impresa con un volume di affari simili, sarebbe una delle prime cinque imprese italiane: la immagineremmo quotata e con manager di qualità”.
Impegni anche sul fronte della sicurezza per il personale sanitario, dove le Azienda sono già attive per garantire adeguati livelli di tutela per gli operatori sanitari.
Nel 2018, saranno stabilizzati circa 5.000 lavoratori precari, nel settore della sanità, attenzione è anche riservata alle infrastrutture, particolarmente ai pronto soccorso

Un altro passo in avanti è quello per la scelta dei nuovi vertici della Sanità siciliana. Tramite un decreto, il presidente della Regione, Nello Musumeci, ha nominato la commissione regionale che si occuperà di valutare tramite titoli e colloqui gli aspiranti nuovi direttori generali di Asp ed ospedali.
A presiederla sarà la catanese Adele Rita Schillaci, in rappresentanza della Regione Siciliana, mentre gli altri due componenti sono Rocco Domenico Alfonso Bellantone di Villa San Giovanni, in quota Consiglio Superiore di Sanità e Massimo Tarantino, leccese, in rappresentanza dell’Agenas.
In base a quanto previsto dalla procedura di selezione pubblica al via lo scorso 2 marzo con la pubblicazione del bando in Gurs, dopo una prima fase di valutazione tramite la commissione (e i relativi criteri sono stati approvati alcuni giorni fa dalla giunta regionale), sarà creata una rosa ristretta di potenziali manager per azienda sanitaria.
L’ultima parola, cioè la nomina, spetterà al presidente della Regione, tramite decreto su proposta dell’assessore alla Salute, previa delibera di giunta e parere della competente Commissione all’Ars.

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