Il temporale è passato, verifichiamo i danni

Esultanza dei gruppi minori delle opposizioni consiliari alla fine della seduta del civico consesso che ha rimandato indietro variazione di bilancio e debiti da approvare
La mancanza di tempestività nel diffondere comunicati di vittoria, al di là di qualche intervista di rito, fa intuire che si sta riflettendo per capire se il danno possa aver superato gli effetti della vittoria in aula.
In effetti c’è molto da capire in questa vicenda che ha visto soccombere, senza possibili scusanti, i 5 Stelle al Consiglio Comunale di Ragusa.
C’è da pensare, perché Piccitto e il suo cerchio magico non sembrano particolarmente colpiti dall’evento: anche l’assessore Stefano Martorana, solitamente nervoso in simili frangenti, ha accolto la bocciatura dell’atto, tecnica prima ancora che politica, con sufficiente indifferenza.
Appare improvviso il cambiamento di rotta di quelle forze che, da tempo, costituivano stampella non riconosciuta dell’amministrazione, le plateali esortazioni al primo cittadino per venire in aula ad ammettere le difficoltà in aula, sono sembrate a qualche 5 Stelle come artefatte e, addirittura, concordate.
L’amministrazione, e il sindaco in particolare, continuano il lavoro quotidiano con inspiegabile normalità: anche oggi un diluvio di comunicati sulle attività, dallo sport al sociale, dai lavori pubblici al gasolio per il riscaldamento nelle scuole.
Come ha già fatto nella riunione con i residenti delle contrade, e di Puntarazzi in particolare, Federico Piccitto apre le mani a quanti non afferrano che se il consiglio comunale stravolge le sue decisioni è dovuto al fatto che i 5 Stelle non hanno più maggioranza in aula.
Del resto la maggioranza in aula era sta regalata dal duo Cosentini Dipasquale appunto per permettere di governare bene la città: se colpe ci sono, si debbono addebitare ai voltagabbana e ai consiglieri di opposizione che ne hanno cavalcato la tigre.
Come per la fognatura di Puntarazzi il sindaco aveva stanziato quanto promesso, così potrà rivolgersi al personale che sarà costretto a capire chi ha voluto strumentalizzare l’atto per una vittoria di Pirro, che giunge troppo tardi, senza alcun effetto positivo per la città, perché, comunque, fra qualche mese si andrà a votare.
D’altra parte è apparso abbastanza evidente che, nella seduta di ieri sera, nessuno ha preso in considerazione la sostanza degli ordini del giorno, pervaso da una furia cieca, come altre volte accaduto.
La improvvisa maggioranza in Consiglio doveva e deve essere sfruttata, se ancora fosse possibile, per apportare benefici alla città e alla collettività, ci dovrebbero essere misure e provvedimenti dove si veda la differenza fra le scelte dell’amministrazione e l’inversione di tendenza provocata dalle opposizioni.
Valga un esempio per tutti: fra le variazioni di bilancio c’era la misura per le luminarie di Natale, i 5 Stelle dovrebbero soprassedere per l’ultimo Natale della consiliatura, i cittadini dovrebbero esultare per il risparmio ottenuto grazie all’intervento delle opposizioni che dovrebbero indicare come meglio utilizzare i fondi relativi.
Per esempio si potrebbe decidere di destinare le somme alle famiglie bisognose, per un Natale migliore, partecipato, da passare insieme, ma con la città al buio.
Solo così si fa politica chiara, trasparente, senza infingimenti, senza strategie strumentali a fini elettorali.
Restano da verificare i danni eventualmente provocati da questa mossa delle opposizioni, finalmente unite, e il reale significato politico.
Delle forze politiche vere, solo il Partito Democratico, attraverso i suoi rappresentanti in Consiglio, ha diramato un comunicato, il centro destra continua a non esistere, poi solo un comunicato di Maurizio Tumino sul quale, per quanto detto prima, ci possono essere fondate riserve sulla credibilità di quanto diffuso alla gente.

Tumino esordisce dicendo che l’esperienza del governo cinque stelle a Ragusa termina nel peggiore dei modi.
“Il sindaco Piccitto, nonostante sia da più tempo sollecitato dai gruppi di opposizione di comunicare in aula sulle motivazioni della inconsistenza politica del suo movimento che ha di fatto determinato lo sfaldamento della maggioranza, ha insistito nel suo atteggiamento di prepotenza e di arroganza.
Una variazione di bilancio proposta dalla Giunta di oltre 3 milioni di euro che non ha trovato la condivisione dell’aula e che stata sonoramente bocciata.
Per senso di responsabilità abbiamo chiesto al sindaco di riferire al civico consesso sulla deflagrazione del suo movimento facendo, con umiltà, appello al senso di responsabilità di ciascuno.
Il sindaco Piccitto, invece, ha preferito al solito tacere ed evitare il confronto.
Per fortuna il tempo della consiliatura giunge alla fine e la prossima primavera e i ragusani avranno la possibilità di scegliere un Buon Governo per la città.!”

Ci spiace rilevare che non è preciso scrivere che l’aula ha bocciato la proposta della giunta per la variazione di bilancio, solo provocatoria la richiesta della venuta in aula del Sindaco per dichiarare la resa, c’è di buono che anche Tumino capisce che la città sceglierà, presto, il buon governo per essere amministrata, che non potrà essere, certo, quello di un’accozzaglia di forze minori alla ricerca di poltrone, priva di una guida autorevole e attendibile in termini politici.

Chiavola e D’Asta del Partito Democratico parlano di fine dell’esperienza pentastellata al Comune di Ragusa, reiterano l’ormai inflazionata richiesta di dimissioni per liberare la città da quella che sarebbe una presenza inutile e ingombrante.
Bene riferiscono i democratici del consiglio sulla votazione a favore delle pregiudiziali, mostrando di pensare prima di scrivere, al contrario di Tumino, aggiungono, giustamente, che il movimento grillino non “ha più né i numeri né la forza politica per chiudere con dignità questo scorcio conclusivo di consiliatura”, ma sbagliano anche loro quando dicono che gli atti bloccati dalla pregiudiziale potranno essere discussi più avanti, dimenticando che le variazioni avevano, come termine ultimo, il 30 novembre.

Bene dicono D’Asta e Chiavola quando ricordano che, un anno prima, le opposizioni avrebbero potuto tentare di creare il fronte per la sfiducia al primo cittadino, ma, si sa, i numeri non ci sono mai stati.
Esagerano quando parlano di città anonima, senza slancio e prospettiva, non ricordano che alle recenti elezioni i 5 Stelle hanno fatto i numeri, cosa che non può vantare il Partito Democratico.
Sarebbe opportuno dire che c’è una parte di cittadini scontenta, ma affermare che la città intende liberarsi della Giunta Piccitto a grande maggioranza, sembra, al momento, abbastanza prematuro, senza scartare ipotesi di ribaltoni alle prossime elezioni.
Ma ci dovrà essere un fronte unito, per ognuno dei rispettivi candidati a sindaco e non si dovrà ricadere nell’eccessiva frammentazione delle componenti politiche, ipotesi che il centro sinistra ha mostrato già di capire, mentre l’idea latita ancora nelle menti del centro destra, fuorviate da aspirazioni personalistiche riferibili a una costellazione di piccole formazioni civiche senza futuro.

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