Torna l’incubo delle piazze strapiene

Gli avversari politici dei 5 Stelle hanno un bel dire sulle differenze fra competizioni elettorali nazionali e regionali e le comunali, da mesi, per farsi coraggio di fronti all’incalzare delle truppe a 5 Stelle e al dilagare, questo attuale, della Lega di Salvini, hanno sentenziato che le comunali sono un’altra cosa e che, soprattutto, lo scontento per 5 anni di amministrazione grillina avrebbe colpito, duramente, il Movimento 5 Stelle.
Le ultime fibrillazioni interne al Movimento, la colpevole assenza di candidati locali alle ultime elezioni, la candidatura della Campo che è sembrata imposta dall’alto, come le candidature alle nazionali e, segnatamente, all’uninominale, avevano fatto riprendere fiato agli avversari che, in definitiva, sono da ricondurre alla inefficiente truppa delle opposizioni consiliari che, per cinque anni, ha portato avanti politiche di contrasto all’amministrazione inefficaci e senza risultati.
Qualcuno, in un delirio di onnipotenza, ha parlato di opposizione ferma e risoluta, di contrasto costante all’azione amministrativa, ma nessuno è in grado di presentare il benché minimo risultato se non quello di avere disturbato, inutilmente, i lavori d’aula e di commissione che si sono tradotti, unicamente, in dispenser di gettoni di presenza e di permessi lavorativi.
Nonostante il 39,38 % alle regionali e il 47% alle nazionali erogato dalla città di Ragusa a favore dei 5 Stelle, qualcuno ha vissuto sulla utopia, possibile, di un calo di consensi dei 5 Stelle che determinerebbe, almeno, la possibilità del ballottaggio.
Dal 47%, anche dimezzando i consensi, il candidato 5 Stelle sarebbe, comunque, in partita, i concorrenti si erano organizzati per il dopo: confermato da una delle parti l’accordo fra Calabrese e la Migliore, spunti di fantapolitica parlano di un accordo di Tumino con Tringali per spartirsi, a seconda delle posizioni, le poltrone di sindaco e di vice, al momento sospesi Massari, che escluderebbe accordi per il ballottaggio, e Cassì, la cui coalizione pensa, forse, di ottenere un risultato in grado di condizionare ogni possibile trattativa.
Ma nessuno sarebbe disposto a scommettere un centesimo sull’esclusione di accordi da parte di questi due ultimi contendenti.
E’ questa la pagina più disdicevole delle comunali, quella per la quale, alla fine, come è prevedibile, ci sarà una ammucchiata paurosa, incurante di ideologie e posizioni e finalizzata solo all’accaparramento anche solo di uno sgabello.
Anche oggi, Di Maio, prima di salire sul palco è stato sibillino, alla domanda: “e in caso di ballottagio ?” riferito al fatto che l’accordo nazionale con la Lega non è riproposto per le amministrative, ha risposto che il Movimento lascia la base libera di decidere !!! (come per le candidature alle nazionali, NdR).
Per farla breve, dopo la presentazione delle liste, qualificanti della caratura della coalizione a sostegno del candidato, si erano delineate, sempre e solo riferite a sensazioni della gente comune, le posizioni di Tringali e di Cassì per il ballottaggio, con gli altri in un fazzoletto di voti, ma non mancano neppure le ipotesi di un ballottaggio fra la vecchia politica, Calabrese-Tumino, centro sinistra contro centro destra, come pure ipotesi che non possono lasciare fuori altri contendenti, riconducibili, comunque alla successiva ammucchiata generale alla quale ci siamo riferiti prima.
Stamattina, domenica 3 giugno, il raggio di sole del neoministro Luigi Di Maio ha disturbato i candidati alle comunali come quello che filtrando dalla persiane, a mattino inoltrato, svegliava il Giovin Signore: la visione di una Piazza Malta, a Marina di Ragusa, stracolma di gente osannante ai 5 Stelle ha rispolverato l’incubo dei comizi 5 Stelle del 2013 che portarono poi al trionfo di Federico Piccitto.
Qualcuno ha già detto che allora si contrastava il pastone preparato dal PD, che qualcuno non condivideva la figura di Cosentini, come se ora, invece, non ci siano figure discutibili, qualcun’ altro ha cercato come l’oro un metro quadrato ‘sfitto’ o ha scattato foto della piazza un’ora prima del comizio, alla ricerca disperata di un conforto per scacciare l’incubo del plebiscito che sempre incombe, visto il consenso dilagante per i 5 Stelle a livello nazionale e, soprattutto, nel sud dove la Lega è poco rappresentata.
Una botta psicologica, come un tiro da tre nel momento topico di una partita di basket, a stento alleviata dai persistenti dubbi della lista dei 5 Stelle, carente in termini di previsto consenso e di autorevoli nominativi, ma aggravata dal consenso dimostrato anche nei confronti del sindaco Piccitto che gli oppositori beceri vorrebbero inviso ai cittadini
Piazza piena che ha fatto da contorno squisito al primo discorso ufficiale di Di Maio, in terra iblea, come autorevole Ministro della Repubblica.
Discorso che, peraltro, ha infiammato la piazza per le ‘portate’ eccellenti, presentandosi l’ospite come Ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico, settori che, ha detto, possono permettere di ripagare il grande consenso ottenuto dal Movimento 5 Stelle.
Reddito di cittadinanza e pensione di cittadinanza, fra le prime azioni incisive, oltre a quelle rivolte alle imprese. Abolire la legge Fornero, adottare il reddito di cittadinanza e la pensione di cittadinanza, lasciare in pace imprenditori e commercianti, professionisti e partite IVA, saranno le prime misure del cambiamento tanto auspicato.
Imprenditori e commercianti, professionisti e partite IVA, devono lavorare per creare lavoro e ricchezza, non per lo Stato padrone, via lo spesometro, il redditometro e gli studi di settore, occorre lasciare la gente in pace, ci sarà la legge per l’impignorabilità della prima casa, lo Stato deve saldare i debiti con gli imprenditori.
Si lavorerà per ridare stabilità e dignità a chi lavora, saranno normalizzate le retribuzioni, ci sarà il salario minimo garantito, per tutti, per ridare qualità della vita, saranno messi a posto i centri per l’impiego, non saranno più tollerate discrasie nel settore.
Di Maio ha promesso di eliminare i burocrati legati alla vecchia politica, ci saranno progetti importanti, c’è un metodo generale nuovo che metterà il cittadino al primo posto.
Di Maio dice che sembra incredibile di stare al governo, ci sono tanti siciliani nella compagine ministeriale, il Ministro Tonìnelli, ha evidenziato, potrà mettersi in contatto con Giancarlo Cancelleri e con Antonio Tringali per dirimere le scandalose vicende dell’autostrada e della Ragusa Catania, si potrà fare una seria legge per combattere la corruzione.
Nel contratto di governo è prevista l’eliminazione dei vitalizi, tutto è pronto per questo epocale provvedimento, sarà eliminato il quorum per i referendum, via le scorte inutili, via le auto blu superflue.
Di Maio ha assicurato che ci saranno tante altre cose da fare, ma ha fatto appello alla piazza per avere ancora consenso e fiducia per continuare la battaglia e poter agire sempre meglio a vantaggio dei cittadini.
Obiettivo è di poter godere ancora della rete di sindaci, amministratori, parlamentari che dovranno lavorare in simbiosi con il governo centrale e recuperare anche tutto quello che non si è potuto fare, in questi anni, per gli ostacoli frapposti dal governo regionale da quello centrale con le loro inefficienze.
Luigi D Maio ha garantito alla città che se, sarà eletto, Antonio Tringali avrà il governo centrale dalla sua parte, potrà contare sulla massima vicinanza per ogni esigenza, ogni qualvolta che Antonio Tringali dovesse chiamare, Luigi Di Maio ci sarà, come, peraltro, ha sempre dimostrato.

Ultimi Articoli