Trasparenza e accesso agli atti, solo utopie per i consiglieri D’Asta e Chiavola

Denuncia dei consiglieri del Partito Democratico, Mario D’Asta e Mario Chiavola, reiterata anche in aula, nel corso della seduta del Consiglio Comunale.
Una diffida al Presidente del Consiglio Comunale, perché non sarebbero garantiti i diritti di accesso agli atti, propri di ciascun consigliere.

“Negli ultimi mesi – sottolineano D’Asta e Chiavola – questa problematica, che pure già era presente in passato e rispetto alla quale più volte avevamo fatto sentire la nostra voce in privato, ma anche in Consiglio, rivolgendoci a chi doveva essere garante delle nostre esigenze, si è particolarmente acuita.
Ogni volta che facciamo richiesta d’accesso agli atti ci sono problemi in merito: o non ce li danno oppure gli stessi arrivano con notevole ritardo, dopo continue sollecitazioni, o non arrivano completamente.”
In particolare, i dem hanno richiesto documentazione relativa alla questione del servizio sociopsicopedagogico e non hanno ricevuto risposte.
Il termine di cinque giorni, contemplato dal regolamento viene violato regolarmente, e questa non è una novità perché anche altri colleghi, in passato hanno denunciato in tal senso.
Evidentemente, si tratta di una delle solite regole italiane, che possono essere disattese anche e soprattutto dalle istituzioni.
Ai consiglieri risulta anche verificata la risposta verbale del Presidente del Consiglio che asserisce di aver sollecitato, con apposita nota, gli uffici, ma la risultante è che i consiglieri, che dovrebbero essere i controllori dell’attività amministrativa, non sono messi nelle condizioni di controllare, non possono espletare bene il loro ruolo.
Per D’Asta e Chiavola, si tratta di una gestione inefficace del Consiglio, con la mancanza di quella trasparenza che i grillini menano a vanto e che, invece, non viene affatto concretizzata.
C’è qualcosa da nascondere? C’è qualcosa che bolle in pentola? Tutte ipotesi legittime che fanno pensare a una gestione, quella grillina, assolutamente nebulosa e piena di perplessità.
I dem sottolineano che, se non ci sarà una decisa virata verso la direzione della piena correttezza istituzionale, intendono a rivolgersi al prefetto e all’assessore regionale agli Enti locali, ritenendo il problema della massima delicatezza.
“La mancanza di trasparenza è insopportabile – dicono – a maggior ragione se ciò impedisce ai consiglieri eletti dal popolo di potere espletare nella maniera migliore i propri compiti istituzionali”

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