Tribunali soppressi: Modica potrebbe riavere il suo

Si è svolto, di recente, a Roma, un ennesimo incontro delle rappresentanze del Coordinamento Nazionale per la giustizia di prossimità di Sala Consilina, oltre che di Ariano Irpino, Lucera, Mistretta, Modica, Nicosia, Sant’Angelo dei Lombardi, Tolmezzo e Vigevano, tra i comuni che hanno subito la riforma della geografia giudiziaria.
Se ne ha notizia da alcuni articoli di giornali online del Vallo di Diano, nelle province di Salerno e di Potenza, dell’Irpinia, e della Marsica in Abruzzo, che riferiscono dell’incontro avvenuto, a Roma, presso la sede del Ministero, in via Arenula.
Per il tribunale soppresso di Modica era presente l’avv. Galazzo ma, stranamente, non si è avuta notizia della riunione, neanche attraverso i comitati che si sono occupati, con insistenza, della vicenda.

Dai commenti dei partecipanti, pare, ci sia stata un a certa apertura da parte del Ministro Bonafede, nel senso che il Ministero non è in grado di sostenere ulteriori spese, né investimenti sulla riapertura di 30 tribunali soppressi, ma gli stessi potrebbero riaprire ponendo a carico degli Enti locali le spese per il procedimento.
Il Coordinamento ha prospettato l’alternativa di porre a carico delle varie Regioni interessate la riapertura dei presìdi di giustizia. Lo stesso Guardasigilli ha ricordato che la soluzione non si troverà in tempi stretti.

Le richieste erano sull’applicazione del ‘punto 12’ del Contratto di Governo, inerente la riapertura dei tribunali soppressi, si voleva costruire una interlocuzione un ascolto su due temi, uno di carattere principale riguardante la richiesta di applicazione del Programma di Governo e quindi la riapertura delle sedi; e il secondo ha riguardato l’utilizzo degli immobili comunali che fino al 2013 ospitavano i tribunali, da destinare all’ipotesi di accorpamento attraverso strumenti di giurisdizione in via di valutazione.

A conclusione del vertice è stato deciso di proseguire nel confronto non appena il ministro avrà esaminato la documentazione fornita.
Dopo l’incontro con il Ministro, i componenti il Comitato sono stati ricevuti dall’Onorevole Renzo Tondo che ha costituto un gruppo interparlamentare per lo scopo. A seguire, infine, la delegazione è stata ricevuta anche dal sottosegretario alla Giustizia Jacopo Morrone della Lega.
Il Ministero ha avviato una fase di studio per comprendere quanti e quali tribunali è possibile riaprire e il dossier è sul tavolo del Ministro.

Per Modica, quindi, si apre uno spiraglio, a patto che il Comune o la Regione siano disponibili ad accollarsi le spese di riapertura del tribunale che, nella fattispecie, sarebbe facilitata dall’esistenza di locali nuovi, che erano stati costruiti da pochi anni e che, al momento rimangono inutilizzati.

La questione, in caso di positivo accoglimento delle istanze di Modica per la riapertura del Tribunale, potrebbe interessare il Comune di Ragusa che ha avviato trattative per l’acquisizione di idonei locali per un nuovo Tribunale, essendo la struttura principale del capoluogo orma satura, dopo l’accorpamento del Tribunale di Modica, con uffici decentrati al Ponte Vecchio e in piazza San Giovanni, nei locali comunali di palazzo INA.
Lo sdoppiamento dei due tribunali consentirebbe scelte più agevoli per il Comune di Ragusa che trovando una nuova sede unificata potrebbe avere la disponibilità di locali in centro storico per le sue strategie di riqualificazione e rivitalizzazione dello stesso.
Resterebbe lo spreco delle enormi risorse spese per l’allestimento dei locali di Palazzo INA, anche se, teoricamente, queste spese dovrebbero essere rimborsate dal Ministero competente.
Anche se sono previsti tempi lunghi per definire la questione, sono sempre particolari che il Sindaco Cassì dovrà attenzionare nel contesto delle scelte, sue e dell’amministrazione da lui diretta, per il centro storico.

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