Tringali chiede al Segretario Generale la verifica delle procedure per l’indicazione del Presidente della Commissione Trasparenza

L’atteggiamento rilassato dei 5 Stelle per l’esito della anomala procedura che ha portato all’elezione del Presidente della Commissione Trasparenza, e i toni profondamente morbidi che erano trapelati dal comunicato del gruppo, avevano fatto pensare ad una rapida archiviazione dell’accaduto che si sarebbe facilmente esaurito, tutt’al più, in qualche residua schermaglia verbale, comune fra i 5 Stelle e il resto della politica.
Così non è, dal momento che, nella sua semplice veste di consigliere comunale, Antonio Tringali ha inoltrato una nota al Segretario Comunale, per conoscenza inviata anche al Sindaco, al Presidente del Consiglio Comunale e al Dirigente del Settore I, per chiedere un approfondimento normativo relativo alla seduta della Commissione Trasparenza nel corso dei cui lavori doveva essere indicato il Presidente dell’organo.
Nella nota, il Presidente del Consiglio Ilardo non viene mai menzionato, un capolavoro lo scritto di Tringali che, però, di fatto, sfiducia il suo successore che, ove fosse sancita l’irregolarità delle procedure seguite, non rispettose del regolamento, dovrebbe trarre opportune conclusioni, come capro espiatorio di una maggioranza che, forse inconsapevolmente, si è resa protagonista di uno scivolone epocale, peraltro per favorire un esponente politico di tutt’altra sponda, ancorché appiattito su strane e indecifrabili posizioni di neo collaborazionismo.
I malcelati rilievi nei confronti di una procedura anomala messa su dal Presidente Ilardo, dicono i malpensanti, per favorire l’elezione del compagno D’Asta, sono stati messi in chiaro da Tringali che ha richiamato l’articolo 25 dello Statuto e, segnatamente, il comma 3, dove di votazione per l’indicazione del Presidente della Commissione Trasparenza nemmeno si parla.
Su questi particolari si deve concentrare la verifica normativa del Segretario Generale che, a questo punto, per la sua autorevolezza che scaturisce da ruolo e dalle competenze personali, è attesa per sgombrare il campo da ogni dubbio sulla regolarità delle procedure per una importante designazione che non può essere inficiata da nessuna ombra per la delicatezza della carica che va a essere rivestita.
Propendiamo per l’ingenuità, soprattutto dei commissari, perché sarebbe una sorta di pastetta veniale post elettorale che avrebbe un’eco siderale.

Questo il testo della nota inoltrata, in giornata, da Antonio Tringali:

Al segretario generale
e p.c.
Al Sindaco di Ragusa
Al Presidente del Consiglio Comunale
Al Dirigente settore I

Con la presente, lo Scrivente intende esporre alla S.V. quanto accaduto nel corso della riunione della Commissione Trasparenza del Comune di Ragusa, tenutasi per l’elezione del Presidente.
Le decisioni assunte in tale seduta, infatti, ad avviso dello Scrivente illegittime, appaiono meritevoli di un Suo autorevole approfondimento normativo.

Nel corso della riunione i presenti hanno indicato quale Presidente della Commissione Trasparenza, il consigliere comunale Mario D’Asta, con 7 voti favorevoli rispetto ai 2 ottenuti dal consigliere comunale Alessandro Antoci.

Si sottolinea, a tal proposito, l’irritualità e l’illegittimità della decisione assunta, in quanto essa risulta in totale contrasto con quanto previsto dall’articolo 25 del Regolamento Comunale, che regola le procedure di funzionamento della Commissione stessa, il quale al comma 3 prevede testualmente: “Il Presidente sarà scelto tra i membri della Commissione appartenenti ai gruppi di minoranza e sarà designato congiuntamente dai Capi gruppo di minoranza”.

È evidente, secondo quanto consta allo Scrivente, che tale decisione è stata assunta in maniera diametralmente opposta a quanto previsto e raccomandato dal Regolamento, specie alla luce della particolare funzione di una commissione comunale strategica quale quella citata.

Vale la pena sottolineare altresì come l’elezione a Presidente del consigliere D’Asta, ottenuta con il determinante contributo dei membri della maggioranza consiliare, sia in totale contrasto, oltre che formale, con lo spirito dell’articolo 25, che mira a tutelare proprio il raggio d’azione dei consiglieri comunali di minoranza.

Una modalità, quella scelta, totalmente errata quindi, a parere dello Scrivente, sia nella forma che nella sostanza. Vale la pena riportare, inoltre, quanto previsto al comma 3 del medesimo articolo 25, poco oltre e che si riporta testualmente. “Nel caso di mancata designazione entro dieci giorni dalla nomina dei componenti della Commissione provvederà il Presidente del Consiglio nell’ambito dei componenti appartenenti ai gruppi di minoranza”. Tale procedura, prevista espressamente dal Regolamento, è stata invece totalmente ignorata dai membri della Commissione presenti alla riunione, i quali hanno invece scelto la modalità prevista per l’elezione non del Presidente, bensì del Segretario: “La Commissione sceglierà tra i propri membri con voto segreto ed a maggioranza relativa, il Segretario”.

Si chiede pertanto che la S.V., in qualità di massimo garante del corretto funzionamento delle Commissioni Consiliari, provveda immediatamente a verificare quanto riportato dallo Scrivente, acquisendo il verbale della seduta e verificando se esso, come emerge dalla lettura dell’articolo 25, sia in contrasto o meno con quanto previsto dal Regolamento Comunale, assumendo le decisioni conseguenti e consentendo un pronto ed immediato ripristino della legittimità degli atti e delle procedure, ma soprattutto del funzionamento di una commissione centrale quale quella citata.

Si richiede, ad ogni buon fine, riscontro scritto alla presente entro il termine di giorni 5, al fine di evitare che eventuali decisioni assunte da una Commissione operante in maniera illegittima, compromettano il corretto funzionamento dell’Ente.

Il Consigliere Comunale

Antonio Tringali

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