Turismo a Ragusa: i 5 Stelle lo hanno infossato e ora cercano rimedi

Hanno pienamente ragione quelli del gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle quando dicono che non hanno nulla a che vedere con la precedente amministrazione e, segnatamente, in tema di turismo si sanno quali erano i rapporti con chi determinava le scelte nel settore.
Ma quello che ci ritroviamo, per ora, non è altro che il risultato delle politiche turistiche portate avanti, per 5 anni, dall’amministrazione grillina, politiche che possono aver prestato attenzione alle condizioni di bilancio, per una amministrazione sana, ma che, indiscutibilmente, hanno risentito di un braccino corto e di alcune spese inutili.
Ricordiamo i 350.000 euro alla Palomar, o i 180.000 euro per le nuove rotte sull’aeroporto di Comiso, per citare solo le spese più eclatanti che non hanno avuto nessun ritorno specifico per la nostra città.
Mentre noi ci trastullavamo con inserzioni su riviste straniere e videopromozionali, eccezionali per la produzione ma malamente utilizzati, i vicini di territorio facevano qualcosa in più.
Basti ricordare la tragica esperienza di Ragusa, al seguito della Regione per la partecipazione all’EXPO di Milano, mentre la vicina Modica allestiva uno stand maestoso con Torino e Perugia, capitali del cioccolato, situato in zona centrale dell’esposizione fieristica, meta ininterrotta di migliaia di visitatori.
Mentre gli altri studiavano grandi progetti e si occupavano di turismo a grandi livelli, il capogruppo dei 5 Stelle si faceva dettare le modifiche al piano di utilizzo della tassa di soggiorno da chi si preoccupava, legittimamente, di specifici interessi di categorie e di lobby.
Se queste cose non li sanno Firrincieli, Antoci e Gurrieri, se li facciano raccontare dalla collega Federico o dal collega Tringali che, ancorché nella sua veste di Presidente del Consiglio, era spettatore di quanto avveniva dentro e fuori dall’aula.
Addirittura, la pietosa scena della dettatura delle modifiche al piano di utilizzo della tassa di soggiorno avveniva nella stanza del Presidente del Consiglio, sia pure in sua assenza.
Tutto ciò premesso, sarebbe auspicabile che, una buona volta, i consiglieri del gruppo 5 Stelle affrontassero certe problematiche, che risentono assai del passato, con maggiore acume.
Molti avrebbero preferito vedere i 5 Stelle attori di una efficace e rivoluzionaria azione di opposizione, anche contro quelle storture determinate dalla precedente amministrazione.
Pe restare in tema di turismo, nessuno chiede lumi sull’ultimo piano di destinazione della tassa di soggiorno, con 338.000 euro che sorvolano l’aeroporto di Comiso, su spinta di ben identificati componenti della giunta comunale, nessuno chiede un rendiconto dei 341.000 euro destinati alle attività culturali ad alta valenza turistica.
Basterebbero solo queste due voci, per discutere seriamente delle politiche turistiche, invece ci si lascia abbagliare dalla notizia dell’aumento delle presenze turistiche a Modica, nel 2018 rispetto al 2017.
Una notizia enfatizzata dal quotidiano Repubblica che, ‘stranamente’, negli ultimi tempi privilegia Modica in maniera particolare, che deriva da quanto detto prima a proposito delle scelte operate dalla città della Contea.
Potremmo chiedere noi, allora, perché l’effetto Montalbano funziona su Modica e Scicli e stenta proprio nel Comune che ha tirato fuori 350.000 euro.
Se i grillini fossero veri grillini, quelli del ‘vaffanculo’, ne vedremmo delle belle.
Invece c’è la solita opposizione in giacca e cravatta, quella della nouvelle vague pentastellata che si definisce propositiva, che diventa sterile proprio nel momento in cui il settore è affidato a Ciccio Barone, su cui, politicamente tutto si potrà dire e scrivere, ma è, di certo, una delle scelte migliori di Cassì per i settori ai quali è stato incaricato (si potrebbe dire anche per i quali sarebbe stato incaricato, in riferimento alla fallimentare iniziativa del protocollo con i Comuni del Val di Noto NdR)

Vero è, c’è molto da fare per il turismo a Ragusa, ma l’amministrazione Cassì ha cominciato da poco e, segnatamente l’assessore Barone, da appena 5 mesi.
Desidereremmo ricordare agli amici grillini che il turbinio di azioni e di iniziative di Ciccio Barone ha già ubriacato: Giro di Sicilia, scambi con Malta, eventi sportivi di assoluto rilievo, accordi con SKY arte, con il contorno di eventi minori assai partecipati e soprattutto idee chiare su come relazionarsi con il territorio circostante, il tutto, finora, a costi irrrisori.

Opposizione, quindi, se ci è permesso, a livello artigianale, non profondamente grillina come ci si aspetterebbe, con quella solfa che, ormai ha stancato, delle proposte costruttive, della partecipazione, della condivisione per le scelte dell’amministrazione, senza le quali non si potrebbe vivere.
La città, per la seconda volta, ha fatto delle scelte chiare, come i 5 Stelle non volevano essere disturbati e non si facevano disturbare, si lascino amministrare Cassì e compagni (camerati, se volete, considerando l’ispirazione di destra), parliamo, alla fine, dei risultati, quando ci saranno, che si eserciti una efficace azione di controllo e di verifiche, come è nel ruolo delle opposizioni.

I 5 Stelle parlano del turismo mordi e fuggi, ma non è cosa facile liberarsene, controproducente allora la sollecitazione per modificare il protocollo per l’apertura delle Chiese perché allargando gli orari delle visite si incentiva proprio il turismo del mordi e fuggi, quello che in una giornata deve vedere tutto e andarsene.
Altra predilezione del turismo mordi e fuggi i cessi pubblici, che è anche altra piaga irrisolta, sin dal tempo dei grillini.
E’ come per il verde pubblico, inutile girarci attorno, serve quantificare economicamente la somma occorrente per garantire il servizio, per tenere aperti i servizi pubblici con orario continuato: i bisogni della gente si presentano a tutte le ore, non si interrompono per la pausa pranzo o dopo le 21.
Occorre solo il coraggio di dire: la città ha i gabinetti pubblici, funzionanti e aperti, altrimenti tanto vale chiuderli del tutto, comunicandolo a chiare lettere.
Poi, nella nota diffusa alla stampa, si fa riferimento al “fallimentare piano di partecipazione alle fiere del turismo”, il protocollo Val di Noto, unico rilievo degno di particolare attenzione, ma si deve eccepire come, sull’argomento, i 5 Stelle non affondano il coltello nella piaga, basterebbe chiedere un resoconto della partecipazione ai primi sei eventi fieristici, cosa che nessuno ha voluto chiedere.
Infine, si chiude con l’altra solfa dell’aeroporto di Comiso, per il quale, a questo punto, visto le insistenti repliche sull’argomento, vorremmo capire quale potrebbe essere il ruolo del Comune di Ragusa, altra questione sulla quale, quando lo potevano fare e c’erano le condizioni per farlo, i 5 Stelle hanno evitato di affrontare, anche solo proponendolo, un ingresso del Comune nella governance dello scalo, coinvolgimento per il quale, forse, sarebbe stato consentito anche l’utilizzo delle royalties.
Ma le royalties servivano per aggiustare i bilanci, pazienza.

Ultimi Articoli