Un fuoco di paglia la protesta dei commercianti di via Roma

Nel comunicato dei commercianti di via Roma, che annunciava di voler sensibilizzare l’amministrazione con una protesta volta a far vedere come sarà il salotto buono della città in un futuro prossimo, se non verranno attuate con urgenza quelle politiche di riqualificazione di cui tanto si è discusso, era scritto testualmente: “A partire dalle ore 20 di sabato 12 Ottobre, i commercianti aderenti, spegneranno luci dei negozi e chiuderanno le proprie attività esponendo nelle vetrine messaggi di disagio, FINO A QUANDO NON RICEVERANNO DALL’AMMINISTRAZIONE RISPOSTE CONCRETE.

Non c’è possibilità di interpretazione in quello che è scritto, ma pare che il tutto si risolva, invece, nella naturale riapertura pomeridiana del lunedì.
Un fuoco di paglia, una protesta limitata alle serate di sabato e domenica, che di certo, non avrà impressionato Sindaco e assessore competente.
Ben diversa sarebbe stata la protesta con una chiusura ad oltranza che avrebbe obbligato gli amministratori, in tempi brevi, a dare le risposte concrete richieste.
Così, si andrà avanti fino a Natale, e oltre, senza cambiamenti, anche perché la richiesta dell’apertura della via Roma al traffico veicolare non sembra trovare consensi nell’opinione pubblica e appare improbabile che eventuali provvedimenti dell’amministrazione possano trovare attuazione in tempi brevi.
Del resto, ascoltando interviste rilasciate dai commercianti, si apprende che qualcuno è venuto in via Roma appunto perché c’era l’isola pedonale, mentre qualche altro commerciante è rassegnato all’idea che la gente predilige, in ordine, Marina di Ragusa, Ibla, i centri commerciali, facendo trapelare una rassegnazione che non fa intravedere entusiasmo per iniziative che potrebbero scaturire dagli stessi commercianti per animare la via.
Eppure, le soluzioni ci sarebbero, basterebbe affidarsi a gente competente in materia di promozione e di turismo, per escogitare azioni, anche limitate alla campagna natalizia, per dare una scossa alla via.
Ma in tema di sviluppo economico, tutto dorme.

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