Una sede del Circolo Velico Kaucana al Porto Turistico di Marina di Ragusa

Il Circolo Velico Kaucana getta l’ancora all’interno del Porto Turistico di Marina di Ragusa con l’obiettivo di salpare verso nuovi traguardi di crescita dell’attività velica.
Sarà inaugurata sabato 6 luglio, alle 19,30, la sede del Cvk all’interno del Porto turistico di Marina di Ragusa. Sarà così consolidata la partnership fra il sodalizio ibleo e il porto turistico che, nella scorsa primavera, ha consentito l’organizzazione di importanti eventi velici come la seconda Italia Cup Classi Laser.
In quell’occasione, anche la prestigiosa presenza, nella struttura portuale di Marina, del presidente della Federazione Italiana Vela, Francesco Ettorre, che ha avuto modo di constatare la perfetta macchina organizzativa messa in piedi dal Circolo Velico Kaucana e le potenzialità del porto turistico di Marina di Ragusa ad accogliere altri eventi di livello nazionale e internazionale.
“Dopo l’Italia Cup ci siamo resi conto che condizione imprescindibile per promuovere a tutti i livelli l’attività velica è la presenza stabile all’interno del porto turistico di Marina di Ragusa di una nostra sede – ha dichiarato il presidente Giuseppe Causapruno – che servirà come vetrina per i nostri corsi estivi e diventerà un punto d’appoggio sia per gli atleti della squadra agonistica, che già durante la scorsa stagione invernale si sono allenati al porto di Marina, sia per i soci del circolo titolari di posto barca all’interno del porto”.
In occasione dell’inaugurazione, nello specchio d’acqua antistante la banchina del porto, ci sarà una esibizione dei giovani atleti del circolo per promuovere i corsi di vela estivi che sono già in pieno svolgimento.
“I corsi estivi – aggiunge il direttore sportivo Luca Salvo – sono il serbatoio dal quale provengono tutti coloro che decidono di proseguire, entrando a far parte dei nostri gruppi agonistici e preagonistici.
La disponibilità di una sistemazione confortevole all’interno del porto agevolerà tutti coloro che decideranno di proseguire l’attività di una disciplina che, a torto, è considerata praticabile soltanto nel periodo estivo”.

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