Un’altra sentenza del TAR decreta il totale fallimento delle strategie delle opposizioni consiliari

Il TAR di Catania rigetta la richiesta di sospensione del provvedimento del Comune di soppressione del servizio delle attività integrative.
Con l’ordinanza n. 851/2017, pubblicata il 7 dicembre scorso, ha rigettato la richiesta di sospensione del provvedimento del Comune di Ragusa che aveva soppresso il servizio inerente le attività integrative e di doposcuola presso le scuole dell’obbligo statali a decorrere dall’ anno scolastico 2017/2018 e del provvedimento con il quale è stato modificato il profilo professionale delle ricorrenti.
Il ricorso, con contestuale domanda cautelare, era stato proposto da quattro dipendenti del Comune di Ragusa, in precedenza utilizzate come insegnanti adibite ad attività di doposcuola ed attività integrative, contro i succitati provvedimenti del Comune di Ragusa, difeso dall’avvocato dell’Ente Sergio Boncoraglio.
Il TAR non ha ravvisato profili di pregiudizio grave ed irreparabile nei confronti delle ricorrenti, atteso che il Comune ha disposto il mutamento del profilo professionale, con conseguente mantenimento del posto di lavoro.
Legittimo il ricorso al TAR delle quattro dipendenti che ritenevano lesi i propri diritti, ma la vicenda costituisce, per l’ennesima volta, la cartina al tornasole di alcune componenti delle opposizioni i consiliari che avevano intrapreso una battaglia in aula a difesa delle dipendenti ma, più ancora, contro l’amministrazione che sarebbe stata colpevole di scelte e decisioni non legittime.
Ci fu ogni tipo di accusa nei confronti della giunta presieduta da Federico Piccitto, la questione fu, come al solito, strumentalizzata, con tentativi di occupazione dell’aula e interruzione dei lavori consiliari.
Oggi che il Tribunale Amministrativo rigetta la richiesta di sospensione dei provvedimenti, si acclara la fondamentale incapacità amministrativa di alcuni componenti le opposizioni, la poca conoscenza delle norme e il becero modo di fare politica, non per fini costruttivi, non per il bene comune, ma solo per andare contro gli avversari politici.
Molti delle opposizioni dovrebbero chiedere scusa alla città per i comportamenti, gli atteggiamenti e il modo di fare politica che ha costituito solo intralcio al regolare svolgimento dell’attività amministrativa, intere sedute a discutere del nulla, tutti impegnati fare opposizione strumentale, ma senza riuscire mai ad avere ragione.
Purtroppo la città, i cittadini, non possono avere l’idea di quanto è avvenuto in aula, in questi anni, ma è bene sappiano che, ora, molti di questi incapaci sarebbero aspiranti amministratori, molti, di certo, avranno l’ambizione di candidarsi di nuovo al consiglio comunale, ma la cosa più grave è che quelli che hanno condotto l’opposizione più sfrenata e si sono scagliati con veemenza contro Piccitto, i suoi assessori e i 5 Stelle in generale, hanno ora la sfacciataggine di ambire alla poltrona di sindaco e lavorano, con ogni mezzo e con ogni metodo, al di sopra di ogni appartenenza politica e di ogni ideologia, per accaparrarsi una candidatura che, nel peggiore dei casi, possa assicurare un posticino da assessore in una coalizione comunque rabberciata.
Viene da rabbrividire che soggetti che hanno dimostrato totale incapacità politica nel fare opposizione abbiano, ora, la pretesa di governare la città, dopo che hanno dimostrato di non capire le norme più elementari del diritto amministrativo, neanche dopo i tanti falliti tentativi di adire le vie dei tribunali competenti.
Quanto prima sarà opportuno illuminare i cittadini con tutta la rassegna dei ricorsi al TAR contro il Comune di Ragusa che sono stati rigettati.

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