Vincitore o protagonista ?

Sembrerebbe definita la questione del servizio di refezione scolastica: lette le osservazioni a difesa della ditta, il dirigente, fra l’altro Responsabile Unico del Procedimento, ha firmato la determinazione di revoca.
Come ha evidenziato un comunicato dell’amministrazione, il servizio sarà sospeso per alcuni giorni, in attesa che venga ripristinato, si pensa nel corso della prossima settimana.
La revoca è stata incentrata prevalentemente su violazioni del capitolato di appalto, alcune gravi perché afferenti alla preparazione dei pasti speciali, per la quale lo stesso responsabile della ditta aveva ammesso, in una intervista televisiva, che si trattava di un servizio che ancora doveva essere messo a punto.
Come appariva abbastanza chiaro, non sono emerse criticità particolari a carico del servizio relativamente alle questioni igienico sanitarie alla qualità dei cibi, ci sono state, prevalentemente, reiterate inosservanze al capitolato che hanno provocato la inevitabile rescissione del rapporto, secondo quanto previsto dal capitolato.
Nella vicenda ci sono tanti vincitori, molti protagonisti e qualche imbucato.
Hanno vinto le mamme che protestavano, in verità in numero molto minore rispetto alle mamme che hanno continuato a far mangiare i bambini come se nulla fosse: una protesta, quella dei genitori, ferma, che ha obbligato i responsabili ad adottare misure di controllo sollecite per sgombrare il campo da ogni possibile riserva sul servizio.
Vincitore, nella complessa vicenda, il sindaco con la sua amministrazione, perché ha attivato, ancor prima delle proteste tutta una serie di controlli, a partire dall’episodio del riso rancido, che ha innescato il processo di revoca: il sindaco ha proceduto per la sua strada, con la proverbiale calma, attenendosi, con la collaborazione del dirigente e dell’avvocatura, alle normative vigenti, per nulla impressionato né influenzato dalla protesta e dalle sollecitazioni di quanti volevano una sospensione del servizio immediata.
Nessun cedimento ai plateali tentativi di strumentalizzazione politica, peraltro rifiutati, in più di una occasione dalle mamme che, pubblicamente, nel corso degli incontri hanno invitato la politica, segnatamente il PD, a farsi da parte, rivolgendosi, direttamente prima a D’Asta e, successivamente, a Calabrese.
Vincitore si professa Peppe Calabrese, animatore della protesta, che ha guidato ancorché preceduto, in diverse occasioni dall’amministrazione e dal consiglio comunale: l’intendimento, dichiarato, era quello di andare in Consiglio Comunale, con l’intento malcelato di bloccarne i lavori.
In una prima occasione il sindaco ha accolto preventivamente in riunione le mamme, vanificando il tentivo di protesta, tanto da suscitare le veementi reazioni del capogruppo PD che, nella stessa occasione, si vedeva invitato da una mamma, a mettersi da parte, perché alle mamme non importava nulla della politica.
In una seconda occasione, più recente, lo stesso Calabrese, dopo aver attaccato verbalmente l’assessore e l’amministrazione, si vedeva invitato a mettersi da parte, da una mamma, sempre per gli stessi motivi, tanto che la riunione fra le mammee l’assessore si spostava in sala giunta, senza rappresentanti della politica.
Nel confronto con le mamme, quindi, il Calabrese, come esponente di punta del PD cittadino, è stato, di fatto, messo da parte e non si può ritenere il vincitore anche per la fondamentale inefficienza politica mostrata dai due rappresentanti in Consiglio che, nella vicenda, come de resto in altre, sono stati capaci solo di alzare i toni, senza acquisire risultati importanti della loro azione politica.
Calabrese è stato, piuttosto, il protagonista di una protesta che ha avuto la sua visibilità grazie alla sua esperienza politica e, soprattutto, per l’inconsistenza delle opposizioni che, in questa vicenda, sono state del tutto assenti, addirittura qualche esponente delle stesse è sembrato propendere per le posizioni della ditta affidataria dell’appalto per il servizio di refezione scolastica.
Calabrese si è reso protagonista perché si sa muovere agevolmente nell’agone politico, sa quando deve fare il politico, sa quando deve fare l’agitatore, ma, forse anche nella foga della campagna elettorale in corso, ha ecceduto nella commistione fra politica, comitati e legittima protesta di quanti interessati alla vicenda.
Il comitato mamme era e resta indefinito nella sua composizione, ci sono sempre personaggi dell’entourage politico di Calabrese che fanno parte di tutti i comitati, addirittura il Comitato delle contrade e delle periferie ha appoggiato la protesta per la refezione, imbucandosi nella riunione ultima con l’assessore.
Non sono tollerate forzature a fini strumentali, perché non è che se apre l’ospedale è merito del Comitato o se è stato bloccato il servizio mensa scolastica è solo merito del PD o di Calabrese.
Protagonisti sì, vincitori relativamente alla realtà dei fatti.

Troviamo conforto alle nostre opinioni nel comunicato del comitato genitori, del quale non si conosce un referente, né il numero esatto dei componenti, con relativo nome e cognome.

Il comitato dei genitori per la refezione scolastica di Ragusa comunica la propria soddisfazione per avere vinto la battaglia che ha portato il Comune a revocare l’affidamento alla ditta aggiudicataria del servizio.
“Siamo naturalmente soddisfatti per l’esito delle nostre proteste – dicono i papà e le mamme che formano l’organismo – e annunciamo sin da ora che il comitato continuerà ad operare per seguire le prossime tappe che riguarderanno il servizio mensa, a cominciare dalla riattivazione della refezione scolastica, per non parlare della vigilanza sulla qualità del cibo. Saremo attenti a che non si verifichino ulteriori ineffficienze”.

Il comitato inoltre precisa che “le mamme e i papà nono sono state aizzati né costretti alla protesta da nessuno a palazzo di Città.” (excusatio non petita, accusatio manifesta, NdR).
e aggiunge: Chi ci ha sostenuto lo ha fatto esternamente, esplicitando la propria volontà, manifestando vicinanza alla nostra problematica che non doveva essere trascurata sin dall’inizio perché parlavamo di una questione molto seria. In questo senso, stigmatizziamo il fatto che alcuni movimenti politici e consiglieri comunali che hanno assistito alle nostre proteste non solo hanno fatto capire tutto il loro disinteresse nei nostri confronti ma addirittura si mettevano a ridere appena ci vedevano arrivare. Questa è stata una sensazione spiacevole”.
“Il nostro, e lo chiariamo ancora una volta – continuano i componenti dell’organismo – è un comitato apolitico che accetta tutti coloro che intendono sostenerci nelle battaglie che abbiamo portato e che porteremo avanti. Che si metta una parola fine alla questione politica.
Noi siamo genitori. Ha vinto, lo diciamo senza mezzi termini, il coraggio delle mamme e dei papà. L’atto di revoca era dovuto, secondo noi, sin dall’inizio, cioè sin da quando abbiamo fatto sentire la nostra voce. Ringraziamo anche tutti coloro che avevano già manifestato l’intento di sostenerci in vista della protesta che avevamo indetto per domani, giovedì 8 febbraio, e che naturalmente abbiamo revocato dopo il provvedimento adottato dal Comune.
Grazie alle associazioni, ai movimenti politici e anche agli istituti scolastici di istruzione secondaria superiore che si erano dichiarati pronti a sposare la nostra causa”.

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