Yankee go home

Le prendiamo per far vedere i sorci verdi alle avversarie, ultimamente li hanno fatto vedere a noi.
Dalle peripezie dell’anno scorso con la Larkins che si perdeva negli aeroporti e firmava contratti doppi, per poi lasciare come non esaltanti le poche prestazioni sul parquet, alle due americane di quest’anno che ci avevano illuso di un buon affare.
Nella stessa partita, che ci vedeva opposti a una squadra di bassa classifica, che ha conquistato 4 dei 6 punti in classifica contro di noi, la prestazione onesta e senza fronzoli della squadra di Torino, ha fatto andare nel pallone le due americane.
Non vogliamo discutere della gravità del gesto antisportivo prima ancora che violento, non vogliamo annegare nel mare di parole del Presidente di Lega, del procuratore della Hamby, del referto del giudice sportivo, quest’ultimo assai distante dalla realtà dei fatti.
Vogliamo solo sottolineare, ed è sotto gli occhi di tutti, nel video, che la Hamby, superata ancora una volta, a pochi secondi dalla fine, dalla Tikvic, le assesta un sinistro fra spalla e braccio, dalle immagini non sembra che venga colpito il collo, la rovinosa caduta che segue fa sbattere violentemente la testa all’avversaria, questo la Hamby lo ha visto e, forse, lo ha anche sentito, la botta è fortissima già solo a vederla, i 20 minuti successivi, densi di tensione per le condizioni della croata che aveva perso conoscenza, hanno l’antipasto della Hamby che si mette a cavalcioni dell’avversaria stesa a terra, forse in procinto di assestarle il colpo del KO.
Se poteva essere capito il gesto violento nella furia agonistica, il successivo atteggiamento da film western non lascia adito a giustificazioni di sorta. E’ pure vero che in America, sotto canestro, se le danno di santa ragione, ma qui sei ospite e ti devi adeguare alle regole di casa.
Da noi in Italia viene valutato come inutile il fallo commesso lontano dal canestro o a seconda di dove è arrivato il cronometro, addirittura è compreso negli schemi quello strategico per sperare nell’errore al tiro libero.
Le americane sembrano vivere in altro pianeta: la Kuster colleziona due antisportivi che le provocano l’espulsione, ammettiamo che avevamo dimenticato la regola, da tanto non accadeva, non si è controllata ma nessuno l’ha controllata.
Il gioiello della Hamby è roba da smerigliare il cervello, se si pensa che mancavano 28 secondi alla fine della partita e Torino ci aveva messo sotto di 18 punti, roba da scomparire sotto il parquet e non di esibirsi ancora al cospetto dello sparuto pubblico torinese.
Il verdetto del giudice sportivo ha spento le discussioni dei tifosi che si dibattevano fra il perdono, le scuse e il provvedimento della società, tre mesi di squalifica bastano per chiudere il campionato della atleta di Marletta.
Ci resta la ribalta sulla stampa nazionale, ci sarà da vedere quali saranno le intenzioni della dirigenza rispetto alle attese dei tifosi: già si attendeva un ricambio per la Valerio, che dovrà restare ferma due mesi per infortunio, ora c’è l’esigenza di una degna alternativa alla Formica che non potrà sostenere da sola tutti i quaranta minuti di tutte le partite che restano, servono rinforzi anche per evitare che l’allenatore diventi il capro espiatorio di situazioni che, con quello che rimane, non sembrano fantasiose.
Dal comunicato della società solo accenni formali e laconici sull’accaduto, aspettiamo di sapere qualcosa di più dopo il verdetto del giudice sportivo.

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