A Ibla, gli esercizi di ristorazione non osservano le norme per il conferimento dei rifiuti, lo sostiene il Comitato Comibleo

Il Comitato di residenti di Ibla denuncia la mancata osservanza, a Ibla, da parte dei ristoratori, delle più elementari norme per il conferimento dei rifiuti.
Un esposto è stato inviato al Procuratore della Repubblica, al Prefetto e ai NAS dei Carabinieri (ci piacerebbe ricevere copia di questi esposti, per capire chi si disinteressa della questione NdR).
Naturalmente, è stato informato anche il sindaco.
E’ opportuno premettere che, pur comprendendo la gravità della questione, è praticamente impossibile procedere a severi controlli, per la vastità del territorio e per l’esiguità del personale di polizia che non potrebbe provvedere, in maniera costante a reprimere il fenomeno.
Del resto, è difficile capire se un sacchetto di rifiuti è lasciato dal ristoratore o da un semplice cittadino, tutto nasce dall’assurdità del piano di raccolta dei rifiuti e dal capitolato che ha previsto, senza immaginare le conseguenze, questo sistema dei contenitori che, ove manchi il suolo privato per sistemarli, vanno messi su strada sul suolo pubblico.
Accade così che un condominio che non ha spazi interni per posizionare i contenitori, li sistema sul marciapiede, così pure per le attività commerciali e di ristorazione in particolare. Non solo i titolari dei contenitori conferiscono i rifiuti negli stessi indipendentemente dal giorno di raccolta, e senza badare a orari di conferimento, ma c’è di più: i contenitori sul suolo pubblico offrono l’opportunità, per molti, di depositare sacchetti di rifiuti, anche fuori dai contenitori se questi sono stracolmi.
In sostanza, minidiscariche autorizzate, impossibili da controllare dove, per aggravante, i ristoratori, come se fosse del tutto legittimo, abbandonano cartoni non piegati e cassette in legno per la frutta, offrendo ai passanti uno spettacolo indegno di cui è piena la città, non solo Ibla.
Inconvenienti igienico sanitari causati dai cattivi odori e dal proliferare di insetti, di roditori e di randagi, nessuna soluzione dal momento che un esercizio commerciale che non ha dove sistemare i contenitori, è autorizzato a metterli sul marciapiede o, comunque, sul suolo pubblico.
La situazione è la stessa a Ragusa come a Ibla, anche se il comitato Comibleo sostiene che il Comune invece di imporre il rispetto della normativa, con ordinanza sindacale n.302/2018 avrebbe concesso, ai soli esercizi di ristorazione e solo per il centro storico di Ibla, la possibilità di mettere i bidoni della loro spazzatura all’esterno e lontano dai loro esercizi, senza limitazione di orario e senza rispettare il calendario delle giornate previste per il ritiro di ogni singolo rifiuto.
Per alleviare il problema, chi amministra la città ha proceduto a camuffare i bidoni, a spese dell’intera cittadinanza, ponendoli all’interno di manufatti simili a gabbie, di capienza inadeguata, e dislocati lontano dalle attività che li producono, ma, possibilmente sotto le finestre di case private o di un asilo.
In responsabili di Comibleo non riescono a esimersi dal fornire la solita lezione di normativa sulla materia, le norme igienico-sanitarie prevedono l’obbligo di comandi non manuali per l’apertura dei contenitori e dei relativi armadi, come è previsto anche dal regolamento comunale del 2016 per la raccolta differenziata, oltre a ricordare che i rifiuti andrebbero conferiti, per tipologia, nei giorni e negli orari previsti dal piano di raccolta.
Del sistema, secondo Comibleo, beneficiano anche le abitazioni e le attività ricettive del centro storico di Ibla, non dichiarate e abusive, che sfuggono al controllo del Comune e che ammassano i loro Rsu sopra e intorno a queste gabbie, sicure di non subire alcuna conseguenza.
Comibleo chiede interventi a tutela della normativa e della salute pubblica, ma è una partita persa in partenza, per l’impossibilità dei controlli che andrebbero effettuati h 24 e con un numero enorme di personale.
Il tutto è causato dalla totale indifferenza dei cittadini che non protestano, non esistono opposizioni politiche, e consiliari in particolare, che in un sistema normale troverebbero di che ridire sulla gestione della cosa pubblica.
I ragusani, in fondo, si accontentano, stanno bene, piace loro ascoltare il sindaco quando vanta l’amministrazione virtuosa, quando sale in classifica per l’Ecosistema urbano, quando raggiungiamo percentuali importanti di differenziata, anche se il centro storico, come altre parti della città è sede di minidiscariche dove la gente abbandona mobili vecchi, materassi, poltrone e altro genere di rifiuti.
Anche Comibleo, in passato si è trastullato con le palme del viale di ingresso della villa di Ibla, si interessa della segnaletica della ZTL, per la quale non ha mai ricevuto risposte dalle autorità destinatarie di esposti, della scarsa manutenzione del verde pubblico, della larghezza della carreggiata della circonvallazione in un quartiere dove la maggior parte delle viuzze permette appena il passaggio di una utilitaria.
Dei rifiuti, non parla nessuno né le opposizioni, né i cittadini di Ibla che dovrebbero protestare con veemenza, né i cittadini in generale, ai quali più isole dove conferire i rifiuti ci sono, meglio viene a disfarsi della spazzatura.
Però abbiamo il Caravaggio, A Tutto Volume, Ibla Gran Prize e Ibla Buskers. I rifiuti vengono dopo, il sindaco si interessa di tante questioni che vanno oltre la scadenza del suo mandato, ma delle modifiche da apportare al capitolato della raccolta dei rifiuti nemmeno ci ha messo mano. Forse perché c’è la ESPER che ci assiste su tutto.

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