A Ragusa anche un normale spartitraffico diventa un caso, dove tutelare le esigenze di pochi in contrasto con l’interesse generale

Come tanti altri casi, anche lo spartitraffico di via Melilli, a Ragusa, diventa un caso, non si antepongono l’interesse generale e la sicurezza ma vanno privilegiate anche le esigenze di pochi
È il frutto di una amministrazione scarsamente autorevole, propensa al confronto la dialogo, al compromesso, anche in casi, come questo, dove sarebbe da privilegiare, prima di tutto la sicurezza.
Un caso dove anche i consiglieri di minoranza ci marciano per farsi vedere e per dare seguito alle classiche istanze degli amici o dei conoscenti.
Lo spartitraffico di via Melilli serve per risolvere il pericoloso incrocio con via Anfuso, serve per far rispettare una regola elementare, invece di permettere le svolte a sinistra, che tagliano i flussi di traffico, si incanala il traffico sulla destra per raggiungere la più vicina rotatoria ed eventualmente ritornare sul senso di marcia opposto.
La sperimentazione ha un limite nella scarsa lunghezza della fila di new jersey che induce i soliti pirati della strada a invertire il senso di marcia alla fine dello spartitraffico, con evidente attentato alla sicurezza. Ma sarebbe problema subito risolvibile con l’allungamento dello spartitraffico, senza dire che qualche controllo in più servirebbe a tenere qualcuno senza patente per qualche tempo con notevoli benefici per il traffico cittadino e per la sicurezza stradale.
Ma a Ragusa certi problemi sono irrisolvibili, come quello, quasi analogo, di via Licitra dove non è consentita la svolta a sinistra per attraversare il passaggio, dove la gente se ne infischia, potendolo fare in assenza di ogni minimo controllo.
Ma per le esigenze di pochi, senza badare all’interesse comune, si lascia aperto il passaggio a livello con i conseguenti ingorghi, dopo che sono stati spesi milioni per un cavalcavia che doveva ovviare alla chiusura del passaggio.

Della questione si occupa il consigliere comunale Mario D’Asta, con una interrogazione volta a capire su quali basi è stata adottata la scelta dello spartitraffico e quali riscontri sono arrivati dalla sperimentazione.
I disagi per le autovetture dei residenti provenienti da via Anfuso, costretti ad una deviazione ritenuta eccessiva, inducono a chiedere di valutare l’adozione di una piccola rotatoria.
E poi c’è la retorica domanda su come si intende intervenire contro il pericoloso fenomeno delle inversioni a U.
Di installare un cordolo lungo tutta la mezzeria della carreggiata di via Melilli nessuno ne parla, perché i problemi, a Ragusa, non si devono risolvere radicalmente ma le soluzioni si devono adattare alle mille esigenze di chiunque evidenzia il suo minimo disagio. E in questo ci guazzano i consiglieri di minoranza che non esigono soluzioni radicali, come sarebbe giusto, ma trovano ideale dare ascolto a ogni istanza.
Quanto mai strumentale, poi, diffondere la foto di un’auto controsenso sulla corsia di marcia, frutto di colossale svista nell’imboccare la corsia opposta o episodio delinquenziale di un soggetto che per imboccare la sua direzione ha scelto questa scellerata soluzione, un soggetto che dovrebbe essere denunciato e perseguito, del quale invece si ha l’accortezza di rendere illeggibile il numero di targa.

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