A Trapani, esponenti leghisti positivi alle fibrillazioni da cambio di gestione politica

E’ la responsabile provinciale di Trapani della Lega Sicilia che informa di alcune fibrillazioni fra quella parte del partito che era in carica, prima della sua nomina. Tutto il mondo è paese, appena ti levano il volante dalle mani, non sei disposto a fare il passeggero.
In una nota, Maricó Hopps, di Mazara del Vallo, Responsabile Provinciale Lega Sicilia Trapani, scirve:

Leggo di alcune auto sospensioni dal partito in provincia di Trapani. In una lettera inviata al Segretario Federale Matteo Salvini si lamenta di un presunto mancato coinvolgimento di una parte di partito che c’era prima della mia nomina e che nessuno ha mai messo in discussione, tanto che sin dall’inizio si è provveduto a dare il giusto riconoscimento ad ognuno dei dirigenti della provincia di Trapani.
E a seguire, nonostante l’azzeramento dovuto al cambio di vertice provinciale, ricordo che c’è stata la nomina a responsabile provinciale enti locali e riconferma di tutti i coordinatori comunali riconoscendo in loro il lavoro svolto all’insegna dei valori fondanti della Lega di Matteo Salvini: identità, famiglia, territorio, buona amministrazione e buon senso.
Ho riletto incredula, e per 18 minuti, le motivazioni che hanno indotto questa piccola parte del partito trapanese all’autosospensione: tra queste l’ipotesi di scorrettezze e ostacoli, di personalismi e di presunta autoreferenzialità, del tentativo di isolare.
La lettera però non trova la firma di tutti gli altri consiglieri comunali, degli altri dirigenti della segreteria provinciale, degli altri coordinatori comunali, militanti e tesserati che evidentemente non si riconoscono in quanto lamentato.
Ho letto di un richiamo al buon senso … buon senso che l’azione intrapresa dai firmatari di questo documento, inizialmente interno, non hanno avuto tanto che la missiva è sfociata in polemiche sulla stampa che di certo non fanno bene a nessuno.
Il mio partito, la Lega Sicilia, ogni giorno di più mostra di saper essere interlocutore su ogni piano e se per qualcuno, magari per qualche ex potente locale, l’arrivo di nuovi esponenti può essere un limite, per altri la presenza di chi con nuove esperienze si aggiunge alle battaglie che portiamo avanti è soltanto un valore aggiunto.
All’accusa di eccessiva moderazione rispondo che questa è pregio e non difetto, che questa mi ha consentito di poter intraprendere il mio percorso politico e personale e che mai sarà limite nella mia azione di esponente della Lega Sicilia. La moderazione va intesa come stile nel fare politica, capacità di ascolto delle esigenze dei cittadini in ogni porzione di territorio, apertura alla ricerca e soluzione dei problemi, altro che “democristianesimo”, parola inutile e che rispedisco al mittente.

Del resto, gli ultimi risultati alle amministrative conseguiti dalla Lega in provincia di Trapani non erano stati esaltanti, per usare un eufemismo!
Io ora rivendico di lavorare con moderazione intesa nell’accezione più nobile del termine in un partito che mi ha dato l’opportunità di poter competere alle elezioni europee e a cui ho risposto con gratitudine andando a ricoprire qualsiasi ruolo mi venisse proposto, dal commissario cittadino al dirigente regionale; perché l’importante è dare sempre il proprio contributo.
Sono stata infine chiamata a quello di Responsabile della Lega in provincia di Trapani e ancora una volta risponderò al mio Segretario Regionale con i fatti, senza fronzoli, con pragmatismo e moderazione.
Insieme all’On. Nino Minardo abbiamo da subito e più volte mostrato disponibilità al dialogo, con incontri andati deserti non certo da noi, cercando di trovare sintesi nel tentativo di superare insieme le eventuali incomprensioni. Evidentemente senza esito e ottenendo da pochi una lettera che probabilmente più che una contestazione politica vuole essere un alibi o un pretesto per scelte diverse.
Ai firmatari di questo documento necessito infine ricordare che far parte di un partito equivale a far parte di una famiglia e così come in famiglia anche in un partito esistono regole; ancor di più nella Lega di Matteo Salvini che porta avanti le proprie battaglie all’insegna del “Vince la Squadra” e lo fa indipendentemente dai ruoli.

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