Aerolinee Siciliane: quaranta milioni ai vettori aerei per ottenere il caro voli ?

Un fiume di denaro corre dai gestori aeroportuali o dalla regione verso i vettori aerei. Il risultato è una crescita indiscriminata dei prezzi.
Questa la descrizione della situazione che arriva da Aerolinee Siciliane SpA, per bocca di Luigi Crispino, recentemente descritto da molti esperti come ‘uno degli uomini che ha fatto la storia dell’aviazione civile in Italia’.
La società di trasporto aereo a capitale diffuso sottolinea che le fluttuazioni dei prezzi sono traccia di distorsioni di mercato che probabilmente è la stessa Regione Siciliana a creare.
“Abbiamo appreso – spiega Crispino – che Ryanair, nella sua qualità di cliente dell’aeroporto di Comiso, ha staccato una fattura di 1,2 milioni di euro per tre mesi di attività nello scalo ragusano.’
Nel periodo d’interesse della fattura, la compagnia irlandese ha movimentato ventisettemila passeggeri e centonovantacinque voli in uscita, dall’aeroporto Pio la Torre.

A partire dall’analisi che è scaturita da questo inusuale pagamento richiesto ad un fornitore (l’aeroporto) da parte di un cliente (la compagnia aerea) di queste somme, Aerolinee Siciliane, sulla base di autorevoli fonti di analisi sul traffico aereo mondiale, ha valutato che i contributi a tutti i vettori sul piano regionale potrebbero facilmente arrivare a cinquanta milioni di euro l’anno, di fondi pubblici.

“Il tutto accade presumibilmente con artifici per aggirare i regolamenti europei che vietano simili contribuzioni, se provate. Ovviamente, noi ci auguriamo, per il loro bene, che i nostri gestori aeroportuali siano maestri nell’evitare le insidie che si nascondono nelle norme. Il punto è che nonostante l’enorme spesa, il risultato tangibile è l’aumento dei prezzi dei biglietti aerei che colpisce tutti i siciliani.’

Crispino spiega che ‘finché ci sono stati vettori siciliani, il problema caro voli non esisteva. Se le nostre deduzioni sono corrette, oggi una politica basata sul finanziamento dell’attività aeronautica in Sicilia porta a ridurre gli operatori, perché chi non riceve soldi rifiuta giustamente di lavorare con la Sicilia. Ed è questo che riduce l’offerta e fa aumentare i prezzi dei biglietti aerei.’

Aerolinee Siciliane ha reso noto che nei mesi passati ha più volte chiesto garanzia al governo regionale di garantire pari condizioni di accesso al mercato a tutti gli operatori. “È evidente che se ci sono i contributi che sospettiamo e che la fattura di Ryanair a Comiso rivelerebbe, queste pari condizioni non ci sono e ci impediscono di poter avviare le nostre operazioni di volo.”

“Non cadiamo nella polemica spicciola e non rispondiamo al mancato senso della legalità che spinge il governo regionale a non volerci incontrare. Che il governo non venga incontro alle richieste dei propri cittadini e delle imprese siciliane riteniamo che sia grave.”

“Ricordiamo che mentre si fanno moniti immotivati ad Aerolinee Siciliane perché lavori senza contributi pubblici che non abbiamo mai avuto né chiesto, così come è già accaduto per Air Sicilia e per WindJet, contributi per almeno sei milioni di euro l’anno sono stati concessi ai due aeroporti di Trapani e Comiso, per poi scoprire che detti aeroporti devono pagare fatture ai vettori, e non il contrario.”

“Chiediamo di avere una risposta – spiega Crispino – su chi ci dovrà garantire la libertà d’impresa e la parità di trattamento appena saremo operativi con i nostri primi voli.”

“Negli ultimi giorni, qualcuno ha dichiarato che ‘abbiamo vinto il caro voli’. A noi pare che questa dichiarazione faccia il paio con la dichiarazione di un ministro che si illuse di ‘vincere la povertà’.”

Ultimi Articoli