Agitazione fra i politici per la zona arancione di Vittoria

La misura della zona arancione per Vittoria e Comiso agita i politici di tutte le colorazioni, in evidente imbarazzo di fronte alle categorie commerciali più esposte alle misure restrittive.
In effetti si è capito, ormai, ben poco, ci sono evidenti contraddizioni, una comitiva non può stare al ristorante a Vittoria o a Comiso, ma può spostarsi a Ragusa e fare quello che vuole, chi ha il green pass può uscire dal comune, chi non lo possiede deve restare dove risiede, ma anche quelli con il green pass devono rincasare alle ore 22.
Chi lavora, comunque si può muovere liberamente, i controlli sono pochi, se non inesistenti, criteri per un effettivo controllo dei contagi non sono adottati o non si riesce ad adottarli.
Si ripropone, anche legittimamente, il dilemma fra salute della popolazione e salute dell’economia, nell’impossibilità di trovare risposta al dubbio si cerca il capro espiatorio, ma responsabili sono tutti, i politici con le loro indecisioni, con il loro immobilismo, le autorità per la mancanza di adeguati controlli, sotto certi aspetti impossibili da attuare, i cittadini che ad ogni minima apertura considerano tutto finito, manca, in gini caso una adeguata informazione e promozione della vaccinazione per i quali pure, pare ci siano fondi dedicati che, inspiegabilmente, non vengono spesi.

Piero Gurrieri, avvocato, giornalista e candidato Sindaco a Vittoria, interviene nel dibattito e si dice basito dalle dichiarazioni di deputati, amministratori e candidati della destra.

“Il Governo della Regione deve smetterla di giocare a scaricabarile. La Sicilia è da mesi la prima Regione in Italia per contagi e l’ultima per vaccinati, se si è arrivati al giallo non è colpa di altri, ma sono stati loro a sbagliare tutto.
Se la mia Città, Vittoria, è arancione, è perché hanno deciso di lasciarla sola: niente prevenzione, niente presidi stabili, niente tracciamento, niente adeguamento degli organici sanitari e di emergenza, e scarsi controlli. Ora si sono accorti che la loro politica dissennata stava causando un disastro, anche in termini di vite umane, e hanno chiuso tutto, e con una grande faccia di bronzo nascondono pure le mani, dicendo che, poverini, proveranno a chiedere qualcosa al Governo centrale. Una spocchia incredibile, indegna!”.
“Si sono resi conto subito che quell’Ordinanza era indifendibile, una di loro – recentemente consigliere comunale a Vittoria – ha attaccato il presidente della Regione e altri l’hanno seguita, definendo l’Ordinanza intempestiva, dato che, appena qualche giorno prima il presidente, con precedente Ordinanza, aveva garantito che nulla sarebbe cambiato fino ad inizio settembre per cambiare poi le carte in tavola in due ore”. “Poi, però, hanno capito due cose, che Musumeci non sarebbe arretrato di un millimetro perché non è uno che ammette i suoi errori, ed allora era inutile insistere nel chiedergli modifiche, e che era meglio provare a cambiare linea, provando a pararsi dalla rabbia, giustificatissima, dei ristoratori, ed allora hanno cominciato a fare le animelle e a giocare a rimpiattino con il Governo centrale”.

“Qui bisogna parlare con la verità, perché i Cittadini non meritano di essere trattati come imbecilli” – prosegue Gurrieri – “Se qualcuno di loro pensa e propone di cambiare in due o tre giorni, in una situazione di relativa serenità per il paese e sull’onda di un’emergenza dell’Ipparino, le norme legislative su cui si fondano le restrizioni dell’arancione, è un illuso o un millantatore, è chiaro che i tempi sono comunque più lunghi, almeno quelli normali”. ”
“Musumeci, però, può chiedere a Salvini un miracolo per far fronte al disastro che lui in Sicilia ha provocato. Può chiedergli, nello specifico, di far pressioni su Draghi perché adotti un provvedimento d’urgenza per consentire – come stanno chiedendo una amministratrice, un deputato e un candidato – che si possa almeno entrare nei locali con il green pass. Prima però dovrebbero parlargli in quanto mi pare che sul GP non ci sia un grande accordo tra di loro”.

“C’è la seconda strada, quella di sostenere concretamente i ristoratori, ma anche palestre, scuole di ballo, centri estetici, tutto ciò che nell’Ipparino è stato chiuso anche per responsabilità della Regione. Di questo, però, loro non parlano, non dicono una parola” – dice Gurrieri – ed invece sono le cose più concrete e più sensate”.
“Rispetto ad uno Stato che comunque qualcosa ha fatto” – continua – “mi chiedo che cosa abbiano fatto alla Regione”.
“In questi mesi, al sostegno di bar e ristoranti la platea dei contributi a fondo perduto, riconosciuti dallo scoppio dell’emergenza COVID-19, si è arricchita con i nuovi sussidi previsti dal Decreto “Sostegni-bis” e con il Decreto Ristori Bis è stato istituito un fondo da 340 milioni di euro per il 2020 e 70 milioni per il 2021 per estendere le misure di ristoro previste alle attività che potrebbero rientrare nelle Regioni Rosse o Arancioni (o parti di esse) a seguito di successivi provvedimenti. Dica il presidente della Regione quante di queste risorse sono disponibili, le integri con un proprio fondo – sarebbe il minimo – e cominci a distribuirle a tutte le imprese – non solo Bar e Ristorazione – che stanno soffrendo!”.

“Stasera, sabato 28, tutti andranno a Marina di Ragusa e nelle altre località, specie rivierasche, e le tante imprese dell’Ipparino dovranno rimanere chiuse con le merci che tra qualche giorno potranno essere buttate via! Il presidente, lo ripeto, in attesa di convincere il Governo a cambiare le leggi, dia mandato alle Organizzazioni di Categoria, stimi i danni ed eroghi i contributi, almeno gli operatori piangeranno i suoi errori con un occhio solo. Ma si eviti” – conclude – di prenderli in giro, perché sarebbe troppo”.

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