Al sicuro, nel Palazzo della Provincia, Mauro e Calabrese, con i colleghi Piero Mandarà e Giovanna Caruso riassumono il teatrino di Iblea Acque e preannunciano di chiedere un incontro al Prefetto

Sono ormai compositi gli incontri dei consiglieri comunali di diverse città della provincia con la stampa per esternare le preoccupazioni sulla questione Iblea Acque che continua a tenere banco.
Questa volta, conferenza stampa convocata da Gaetano Mauro, con Peppe Calabrese, il collega Piero Mandarà di Santa Croce Camerina e Giovanna Caruso di Giarratana.
Un résumè di una vicenda ormai nota, tante le puntate e gli interventi in consiglio comunale di Gaetano Mauro che, finora, per concorsi e posizione dell’Amministratore Unico hanno avuto pieno e positivo riscontro da parte del Comitato di Controllo Analogo presieduto dal sindaco di Ragusa Cassì e dall’assemblea dei sindaci che hanno dovuto ammettere, errori e irregolarità, per i quali sono dovuti correre ai ripari.
Un plotone di 12 sindaci, finora distratti, per usare un eufemismo, sulle vicende di Iblea Acque, che hanno dovuto soccombere ai precisi rilevi di un consigliere comunale alla prima esperienza, una storia che la dice lunga sulla caratura politica e amministrativa di chi regge le sorti dei comuni della provincia.
Un Presidente dell’Assemblea dei Sindaci, 5 sindaci nel Comitato di Controllo Analogo, 12 nell’Assemblea, nonostante il terremoto provocato dalle irregolarità sono ancora tutti al loro posto, come del resto gli assunti irregolarmente.
Una storia paradossale che ora i protagonisti delle contestazioni vogliono presentare al Prefetto.

All’incontro con i giornalisti, i consiglieri hanno rilevato “ una cronica mancanza di trasparenza negli atti prodotti dalla governance della società di cui fanno parte i comuni iblei”.

“Da mesi poniamo dubbi su assunzioni, concorsi, gestione – ha esordito il consigliere comunale di Ragusa , Gaetano Mauro- Prima la storia dei 4 posti messi a bando con 9 partecipanti, senza alcuna pubblicità. Poi, la trasformazione di due di questi assunti nel ruolo di dirigenti , in completa violazione di legge e senza concorso pubblico. E le reazioni alle nostre interrogazioni sono state davvero stravaganti.
Il Comitato dei sindaci, che si occupa del controllo presieduto dal sindaco di Ragusa Peppe Cassì ha deliberato che i concorsi andavano rifatti, dando la più ampia pubblicità. Nulla di tutto questo si è verificato a distanza di mesi”.

“Il 2 gennaio 2024- ha proseguito Mauro- Iblea acque Spa ha pubblicato la selezione per l’assunzione di 6 figure , tra cui 2 dirigenti, ancora una volta violando le norme concorsuali e facendo dei bandi palesemente TAYLOR MADE citando in maniera chiara i requisiti posseduti dai due gia beneficiati dirigenti che tra l’altro avevano due lauree non più esistenti nell’ordinamento universitario.
Stavolta, l’intervento del Comitato di controllo, sempre presieduto dal sindaco di Ragusa Cassì, ha deliberato di bloccare i concorsi del 2 gennaio 2024 dando mandato alla società per rifare le procedure concorsuali entro 30 giorni.
Ancora una volta, niente di tutto questo. Ad oggi i concorsi non sono stati banditi.

Ed ancora. Il 22 febbraio scorso, anche l’assessorato alle autonomie locali della regione Sicilia, in una nota indirizzata ai 12 Sindaci ed alla Corte dei Conti rilevava che l’incarico di Amministratore Unico conferito all’ing. Franco Poidomani sarebbe illegittimo essendo questo un ex dirigente pubblico in quiescenza e che, come tale, avrebbe potuto ricevere l’incarico solo per un anno e a titolo gratuito.
Nel caso di specie, invece è pari a tre anni con un compenso annuo di € 95.000 lordi. Anche qui, Iblea Acque riesce a stupire per indifferenza nei confronti della Regione.
In forza di tale nota- ha detto Mauro- il 07.03.24, il comitato sul Controllo analogo decide di chiedere un parere pro veritate ad un avvocato per verificare la veridicità di quanto asserito dagli uffici regionali. Paradossale. Ad oggi, nulla”.

A rincarare la dose anche il consigliere del Partito Democratico Peppe Calabrese che ha parlato di un “silenzio inquietante” dei sindaci e del Presidente dell’Ambito Territoriale Idrico, il sindaco di Giarratana Giaquinta, peraltro Segretario di Federazione del Partito Democratico.
“Il comune di Ragusa- ha detto Calabrese- ha anticipato alla Iblea Acque Spa, la cifra monstre di 10 milioni di euro. Un’enormità per una società pubblica con capitale sociale di 97 mila euro.
Ci chiediamo come saranno rimborsati questi ruoli e soprattutto chi dovrà pagare questa cifra a rimborso. Non siamo per privatizzare l’acqua, ma vogliamo che il metodo di gestione dell’acqua pubblica sia trasparente e legittimo. Calabrese si è anche rivolto agli altri amministratori dei comuni iblei per chiedere un commissariamento della società. “Ci rivolgeremo anche al prefetto per esporre ogni criticità. Vogliamo legalità e trasparenza, ci dissociamo dalle posizioni di ATI Ragusa e abbiamo pronto un dossier da inviare alla magistratura.”

Sulla stessa linea anche il consigliere comunale di Santa Croce Camerina Piero Mandarà che ha evidenziato come nel suo comune “… il costo dell’acqua gestito dal servizio pubblico abbia subito un incremento del 100% rispetto a quando veniva gestito da una società privata. La tariffa unica per tutti è una ingiustizia- ha concluso Mandarà.

Anche Giovanna Caruso, ex assessore e oggi consigliere d’opposizione a Giarratana, ha chiesto che venga fatta chiarezza , invocando trasparenza nelle procedure assecondando le richieste fatte dai colleghi presenti e che ormai provengono da ampi strati della popolazione provinciale.
La consigliera di Giarratana ha parlato dei comportamenti del sindaco di Giarratana, che si è sottratto al confronto in consiglio comunale, lui che in qualità di Presidente ATI potrebbe e dovrebbe dare risposte.

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