Al via il carosello per le europee, si intensificano riunioni, incontri e partecipazioni varie

Sono arrivate per prime le indicazioni del PD provinciale e del leader Nello Dipasquale per il voto alle europee, per il senatore Nicita che, in caso di elezione lascerebbe lo scranno senatoriale alla prima dei non eletti, Agata Iacono di Giarratana, peraltro moglie del segretario di Federazione, Lino Giaquinta.
Non si conoscono ancora, ufficialmente le posizioni del partito a Ragusa, per gli antichi e consolidati rapporti politici e di amicizia con il candidato palermitano Peppino Lupo, già segretario regionale del partito, con il segretario di Ragusa, Peppe Calabrese.
Dall’altra sponda prendono consistenza le indicazioni, finora non ufficiali: il senatore Sallemi appoggerebbe la candidatura Giammusso, l’on.le Assenza indicherebbe l’ex assessore regionale alla sanità, Razza.
Come da anni, al momento, non si muove Forza Italia, del tutto assente sul territorio, e marcatamente in città, si sa della lotta che ci sarà, all’ultimo voto fra il palermitano Tamajo e il catanese Falcone, entrambi attualmente assessori regionali del governo Schifani.
Quella delle europee è una lotta per la leadership nel partito, che va oltre l’elezione eventuale al parlamento europeo. Nella sfida interna al partito, contava, fino a qualche giorno fa la candidatura della Chinnici, che tutti ricordano come candidata perdente del PD alla presidenza della Regione, ma l’ultimo accordo della DC di Totò Cuffaro con la lista Noi Moderati di Maurizio Lupi, alleata di Forza Italia, ha consentito ai cuffariani di rientrare dalla finestra nelle stanze di Forza Italia, da dove era stata rifiutata.
La DC di Totò Cuffaro non può fare a meno di appoggiare il candidato di Noi Moderati, ma c’è anche l’indicazione di voto per Tamajo, segnatamente anche a Ragusa, oltre al sostegno per Bernadette Grasso.
Sull’altro versante, al momento, solo voci circa un sostegno, più o meno palese e ufficiale del sindaco Cassì per Marco Falcone.
Per Ragusa, questo il borsino, scarso appeal delle altre forze politiche, anche per la mancanza di candidati locali o vicini a Ragusa, anche indirettamente.
Sui candidati del Movimento 5 Stelle dovrebbe indirizzarsi il voto di Sergio Firrincieli, ma si ha la sensazione che il consigliere comunale non si alzerà all’alba per procurare voti, anche dopo la bocciatura della candidatura di Federico Piccitto che, di certo, avrebbe portato voti al movimento, oggi in caduta libera.
Non ancora note le simpatie del consigliere Mauro di Generazione, sul quale sono puntati gli occhi per le sue future scelte.
I sondaggi danno per spacciati i candidati di Su chiama Nord, all’1,8% su base nazionale, la competizione elettorale potrà servire per una conta dei voti a livello locale, per eventuali future ambizioni, anche quelle di presidenza regionale assai ridimensionate rispetto al recente passato.
Per quanto riguarda Ragusa si attende una conferma da parte del PD, anche per il citato scivolamento al Senato che vedrebbe coinvolta l’unico elemento locale, tutti gli occhi sono puntati sul bacino elettorale del sindaco Cassì, quel 63%, quei 21.000 voti che fanno a gola a molti e dei quali, anche una minima parte, potrebbe essere determinante in qualcuna delle sfide citate.
E, guardando ai potenziali voti di Cassì, il pensiero non può non andare alla schiera di alleati, i civici, che come lui, non dovrebbero interessarsi dei partiti.
Molti pensano che i fedelissimi lo seguiranno, anche per indicazioni di voto non ufficiali, ma qualche fedele, non fedelissimo, di Cassì ritorna a bazzicare dalle parti della DC di Totò Cuffaro, accetta gli inviti del leader modicano del partito, l’on.le Abbate, e partecipa all’incontro organizzato per dare, appunto, le indicazioni di voto per le Europee. E questo assessore potrebbe trascinare dietro di sé qualche consigliere.
Citiamo la presenza di un assessore all’incontro di Abbate perché ci ricordiamo gli attacchi dei consiglieri Iurato e Buscemi che mal sopportavano presenze in maggioranza, in coalizione, di elementi vicini alla DC, Iurato diceva che non ci voleva stare, Buscemi che era necessaria una verifica.
Sotto gli occhi di tutti che hanno continuato a stare con i DC accanto, ma se ora ci fosse anche un assessore della partita cuffariana come la metterebbero?
Per la cronaca, le indicazioni date stamane, a Modica, nel corso dell’incontro sono quelle che noi abbiamo citato.
Piuttosto, significativa è la battuta di una vecchia volpe della politica ragusana che, a proposito dei cuffariani locali, ha detto: “Abbate è ancora cuffariano ?” aggiungendo: “I peones non riescono a posizionarsi che i loro riferimenti sono già altrove” facendo riferimento a possibili nuovi posizionamenti dettati da ambizioni assessoriali regionali che tardano ad arrivare.
Ma questa sarà storia immediatamente successiva alle europee, quando e se ci saranno posti liberi e, soprattutto, si porterà lo scontrino dei voti.

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