Anche a Comiso teatrino politico in Consiglio Comunale, ce lo racconta il PD cittadino

Acconto IMU: al peggio non c’è fine. Riassunto del Consiglio comunale, parte due.
(nota del PD di Comiso trasmessa dal Segretario cittadino , il prof. Gigi Bellassai)

Il prosieguo del Consiglio comunale di cui vi avevamo fatto un breve riassunto, cioè quello di ieri, è andato perfino peggio di come immaginavamo.
Immaginavamo, infatti, che l’assessore Pepi avesse capito la lezione, dopo la batosta del giorno precedente, che l’ha vista protagonista di una imbarazzante quanto involontaria piece teatrale, in cui era partita con la solita arrogante recita a soggetto ma, di fronte alle puntuali e inappuntabili critiche e osservazioni delle opposizioni, ha dovuto ripiegare sull’improvvisazione con tanto di svarioni e contraddizioni che ne hanno messo a nudo la totale incompetenza in materie economico-finanziarie.
E invece, no!
Ma si trattasse solo di questione personale, la sua questione personale, amen! Ognuno di noi ha la propria capacità di reggere alle brutte, pessime figure; ognuno di noi ha il proprio orgoglio, chi più chi meno: c’è chi per molto meno avrebbe con intelligenza e umiltà rassegnato le proprie dimissioni e c’è chi, invece, ha una resistenza fuori dal comune e, dopo il rossore del momento, riesce come se nulla fosse ad andare avanti. L’assessore, in tutta evidenza, appartiene a questa seconda specie. Fatti suoi.
Ma qui il punto è che quello che lei decide, propone e fa mentre riveste un ruolo pubblico, purtroppo per lei, non afferisce solo a lei: ha ripercussioni sulla città, sui comisani. Come in questo caso.
Pensavamo infatti che portasse in aula una proposta – peraltro già abbozzata da lei stessa e per la quale, dopo appena cinque ore di dibattito, ci eravamo complimentati – con la quale si spostava la data della scadenza dell’acconto IMU dal 16 giugno al 30 settembre per evitare il rischio di far pagare ai ritardatari sanzioni e interessi.
Noi del Partito Democratico, avevamo già deciso di votare favorevolmente a questa proposta, che migliorava senz’altro quella originaria della giunta comunale, e poi avremmo perorato la causa della nostra mozione provando a spostare ulteriormente i termini al 16 dicembre.
Non è successo, purtroppo, niente di tutto questo.
Con l’ennesimo, inspiegabile capitombolo all’indietro, l’assessore è ritornato alla proposta originaria: nessuno spostamento della data, che rimane per tutti il 16 giugno; a non pagare interessi e sanzioni entro il 30 settembre (forse!) saranno soltanto quei ritardatari in grado di dimostrare di avere subito un effettivo danno dalla pandemia.
Dimostrare, come? Non lo sappiamo e nessuno in aula è stato in grado di dircelo: tutti quelli da noi interpellati hanno parlato, piuttosto vagamente, di un modello da compilare. Come, quando e con quali informazioni, nessuno ancora lo sa.
Questo è quanto.
Una storia triste fatta di incompetenza, settarismo, incapacità totale di leggere e interpretare i bisogni della città, di prendere una decisione importante per dare concretamente una mano d’aiuto ai propri concittadini.
Ma, forse, non c’è neanche bisogno!
Come ha sostenuto più di un consigliere di maggioranza, il peggio è passato, la pandemia è solo un brutto ricordo, e Comiso si avvia allegramente alla ripresa.
A dirla tutta, a qualcuno di loro la pandemia ha fatto perfino risparmiare qualche centinaio di euro di benzina, grazie allo smart working; quindi, per estensione, chissà quanti altri comisani hanno tratto benefici simili, se non addirittura maggiori, dalla crisi.
Dunque, comisani, muti! Smettete di lamentarvi, pagate e concentratevi sulla ripresa!

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