Anche le opposizioni ‘morbide’ mostrano preoccupazioni per la situazione nel centro storico dimenticato da sindaco e assessore al ramo

Si moltiplicano le espressioni di forte preoccupazione per le condizioni nelle quali è, ormai, il centro storico di Ragusa, del tutto privo delle adeguate attenzioni da parte degli organi competenti.
In particolare, le politiche di chi del centro storico dovrebbe occuparsi sembrano del tutto avulse dalla realtà, forse si pensa già alla Ragusa del 2043 non solo per i prossimi due anni ma, addirittura per venti anni dovremo convivere con questo stato indecoroso e di insicurezza, stante l’immobilismo, anche progettuale, per il centro storico, a oltre sette mesi dall’insediamento della giunta, i cui elementi nuovi dovevano apportare quel valore aggiunto per rilanciare, appunto, il centro storico, dopo cinque anni, dai banche delle opposizioni, di ‘lezioni’ su cosa si doveva fare.

Ora sono le opposizioni notoriamente ‘morbide’ a sottolineare una situazione non più sostenibile, soprattutto in fatto di sicurezza.

Per Mario Chiavola, del Partito Democratico, : “troppi episodi preoccupanti. necessario fare qualcosa”

“Adesso basta. Adesso si faccia qualcosa. Abbiamo massimo rispetto di tutti. Ma non possiamo continuare ad assistere inermi a questo stillicidio di notizie riportate, nell’ultima settimana quasi quotidianamente, sul nostro centro storico.
Prima l’accoltellamento in via Roma, poi la violenza sessuale ai danni di una cittadina straniera che stava rincasando da scuola. Dobbiamo convincerci che non è normale quello che sta accadendo. Non è normale nella nostra Ragusa. Dove, evidentemente, alcuni fenomeni stanno prendendo piede sino a diventare sempre più presenti. E non accetteremo mai che questa possa diventare la normalità”.

E’ il consigliere comunale del Pd, Mario Chiavola, ad affermarlo dopo avere raccolto anche la preoccupazione dei sacerdoti che, negli ultimi giorni, hanno visto violare gli edifici di culto, in centro così come in periferia. “In alcuni casi, per fortuna – continua Chiavola – grazie ai sistemi di videosorveglianza è stato possibile appurare che cosa era accaduto. E, però, da qui a risalire agli autori ce ne corre.
Resta il danno e il senso di impunità che, purtroppo, ti assale quando rimani vittima di episodi del genere. Abbiamo anche dovuto fare i conti, nelle ultime settimane, con i casi di scippo nella zona di piazza Cappuccini piuttosto che nell’area della chiesa dell’Ecce Homo.
Sembra quasi che la microcriminalità stia prendendo coraggio. Ecco, è proprio quello che bisogna evitare. Sono necessari dispositivi di monitoraggio per garantire sicurezza ancora più efficaci di quelli già attivati.
E’ indispensabile che la percezione di questa stessa sicurezza, minata, tra l’altro, da sempre più presenze sul fronte dello spaccio in alcune zone critiche del centro storico, possa tornare alta così come accadeva una volta. Ragusa non può subire tutto questo”.

Per Sergio Firrincieli, esponente e capogruppo del Movimento 5 Stelle, già candidato sindaco alle ultime consultazioni: “tentativo di stupro, accoltellamento e furti centro storico di ragusa ai minimi termini”.

“Continua a preoccupare il ripetersi di episodi che hanno per cornice il centro storico. Come la notizia, diffusa ieri dai carabinieri, che riguarda la violenza sessuale ai danni di una cittadina straniera.
Il presunto responsabile, un cittadino albanese, è stato assicurato alla giustizia. Ma questo non può esserci di conforto”.
Lo evidenzia il consigliere comunale dei Cinque Stelle a Ragusa, Sergio Firrincieli, che punta l’attenzione su quanto sta accadendo proprio in questa porzione territoriale della città.
“Solo nell’ultimo mese abbiamo assistito a scippi (in zona piazza Cappuccini e zona Ecce Homo), accoltellamenti (in via Roma) e furti in luoghi di culto (chiesa di Santa Maria delle Scale, Santa Lucia per non parlare dei Salesiani e di San Pio X), oltre a ruberie in abitazioni e quant’altro, che destano grande preoccupazione nel contesto di una realtà urbana, la nostra, che non aveva mai fatto i conti con una concentrazione di episodi del genere.
Eccezion fatta per lo stupro e gli accoltellamenti, le cui motivazioni sono da ricercare in fattori culturali o nel disagio mentale, per i furti, invece, a livello politico ho una mia idea corroborata anche dai dati che arrivano dalle Questure di tutta Italia: da quando è stato eliminato il Reddito di cittadinanza e, quindi, il sostegno a chi aveva più bisogno (al netto delle furbate che nessuno di noi potrà mai tollerare), sembra quasi che la situazione sia degenerata.
Si registra una recrudescenza che appare in qualche modo essere collegata alla soppressione del Rdc. Sarà davvero così? Naturalmente, non lo posso affermare con certezza scientifica, ma una riflessione credo debba essere fatta”.

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