La TRACCIA DI UN GESTO di Angelo Iemulo fa tappa a Palazzolo Acreide che accoglie la ricerca dell’artista comisano che attraverso pochi tratti densi ed evocativi indaga il volto umano come luogo di incontro, riconoscimento e mistero.
Lasciare un segno significa affermare la propria presenza. Un gesto minimo, un’impronta capace di attraversare il tempo e mettere in relazione l’individuo con l’altro.
Il vernissage, domenica 9 agosto, alle ore 19, al KOKÒstudio di Palazzolo Acreide, in via Gaetano Italia 60
La ricerca di Iemulo nasce dal disegno come gesto primario, istintivo, attraverso cui l’uomo lascia una traccia di sé nel mondo.
Nei suoi volti, tracciati con segni essenziali e incisivi, l’umano si rivela e si nasconde. Il volto diventa così luogo di riconoscimento e di estraneità, uno spazio in cui familiarità e mistero si incontrano.
Un invito a guardare l’altro e, attraverso il suo volto, provare a riconoscere noi stessi.
I volti di Angelo Iemulo, pur nella loro semplicità, sono carichi di mistero e di autenticità, ed invitano l’osservatore a proiettare le proprie emozioni e i propri ricordi su queste figure enigmatiche.
Angelo Iemulo è un artista ecclettico che spazia dalla pittura all’architettura, e in questo evento presenterà una serie di opere su cartone di piccolo formato in cui l’artista indaga la natura della memoria e dell’immaginazione attraverso la rappresentazione di volti umani stilizzati e ripetitivi.
Di lui ha scritto Giuseppe Digiacomo, Presidente della Fondazione Bufalino, “Angelo Iemulo, per anni si è concentrato nel tentativo di costruirsi un linguaggio e un segno che fosse personale, fortemente legato ad una visione del mondo e dell’uomo coerente con le sue convinzioni ideologiche, con le sue tensioni morali”.
