Una nota del Circolo Il Carrubo di Legambiente Ragusa da cui trapela il fondamentale apprezzamento per le politiche sul verde pubblico, portate avanti dall’assessorato competente del Comune di Ragusa, retto da Giovanni Iacono, pur nella comune consapevolezza che resta molto ancora da fare.
Legambiente Ragusa: bene il primo intervento di depavimentazione urbana, ma ora bisogna fare molto di più
Il circolo Legambiente di Ragusa saluta con soddisfazione il primo intervento di depavimentazione a Ragusa, annunciato dall’assessore al verde pubblico Giovanni Iacono.
Questo provvedimento, ancorché episodico e insufficiente, si iscrive meritoriamente nella direzione che da anni Legambiente, seguendo le più recenti risultanze scientifiche e progettuali, indica alle amministrazioni comunali, sia a livello nazionale che locale.
Ma un unico provvedimento non può bastare per fronteggiare una crisi climatica conclamata i cui effetti sono sotto gli occhi di tutti noi quotidianamente.
Come Legambiente Ragusa, stiamo ancora aspettando l’intervento sperimentale nell’area del mercato del mercoledì e quello dell’ex stazione degli autobus, annunciati da tempo ma non ancora avviati.
Ma, soprattutto, aspettiamo l’intervento strutturale, quello sul piano regolatore.
Bene ha fatto l’assessore Iacono ad affidare l’incarico per il piano del verde. A tal proposito, Legambiente ringrazia l’assessore per la proposta di coinvolgere il circolo nel gruppo di lavoro sul piano del verde, proposta che accettiamo per poter dare il nostro contributo, sicuri che il metodo partecipativo può portare buoni risultati.
Cogliamo l’occasione per rimarcare che in passato ci saremmo aspettati un simile coinvolgimento da parte degli assessori all’ambiente che si sono succeduti in questa sindacatura, ma purtroppo così non è stato.
Forse, con la giusta progettazione e il contributo degli esperti che avremmo potuto coinvolgere, si potevano evitare gli attuali deludenti risultati di questa amministrazione in materia di rifiuti.
Ma il piano del verde, anche se ben fatto, risulta efficace soltanto se inserito all’interno del PRG. I
l verde (e ormai se ne sono resi conto anche coloro che dicono che “il caldo c’è sempre stato”) è una infrastruttura decisiva per la vivibilità delle città trasformate in isole di calore, e non un fattore estetico. Va inserito nel piano delle opere pubbliche e finanziato con interventi pluriennale di manutenzione, altrimenti fra qualche anno avremo solo erba secca e alberelli morti.
Per tutti i meteorologi e climatologi, quest’anno non è un anno anomalo, ma rappresenta la normalità del futuro.
Per questo motivo abbiamo chiesto al comune di Ragusa di riavere indietro il PRG già adottato e in corso di valutazione in regione per integrarlo con il piano del verde inserendo tutte le osservazioni che Legambiente aveva fatto come il consumo di suolo zero, l’obbligo di prevedere solo parcheggi alberati, aumentare le superfici da cedere da parte dei privati per destinarli a verde e che il consiglio comunale aveva bocciato.
Non bastano gli interventi episodici, bisogna che consumo di suolo zero e depavimentazione così come l’aumento delle superfici a verde siano strutturali come prevede il regolamento UE 2024/1991 sul ripristino natura.
Intanto si può iniziare a recuperare superfici pari a quelle impermeabilizzate all’interno del parco agricolo urbano dal nuovo McDonald’s e dal nuovo supermercato e destinarle a verde, e magari prevedere alberature ombreggianti (non palme) sulle strade di nuova realizzazione (come quella che porta verso la nuova stazione degli autobus) e lungo le piste ciclabili.
