Audizione dell’assessore alla sanità in Commissione ARS, per i 5 Stelle e i PD solo una arrampicata sugli specchi

Resta la necessità di fare chiarezza sui posti letto in Sicilia, chiarezza che, pare, non si arrivata dall’audizione dell’assessore Razza e del dirigente La Rocca.
Per i componenti 5 Stelle della Commissione Sanità, solo una “Sterile e patetica difesa ufficio”.
I deputati regionali del M5S Giorgio Pasqua, Francesco Cappello, Salvatore Siragusa e Antonio De Luca, hanno parlato di uno squallido spettacolo di arrampicata sugli specchi, peraltro con il divieto dello streaming che era stato richiesto, a conferma della mancanza di trasparenza, diventata bandiera di questo governo
Irricevibili le giustificazioni del dirigente per l’audio incriminato, numerose le discrasie con i dati che erano stati consegnati, nello stesso giorno, alla commissione.
Del tutto evidente l’impossibilità di spiegare le discordanze fra i dati reali e quelli forniti ufficialmente, del resto nessuno dell’assessorato è ancora in gradi di spiegare quanti sono, in effetti, i posti letto di terapia intensiva attivi e convertiti in Covid e quali, invece, quelli istituiti ex-novo.

Anche gli onorevoli Cracolici e Arancio, del Partito Democratico, parlano di arrampicata sugli specchi, rilevano grande confusione nella programmazione dei posti letto e attendono le risultanze dell0ispezione ministeriale, per capirci qualcosa, rimarcando l’esigenza di fare chiarezza perché i dai servono anche al 118.

Più verosimile che vada a finire tutto a tarallucci e vino, considerato anche che la mozione di censura per l’assessore Razza, che sarà discussa oggi, in Assemblea, non avrà gli esiti sperati.
Pare, da autorevoli fonti giornalistiche,
( https://edicola.lasicilia.it/lasicilia/pageflip/swipe/ragusa/20201125ragusa#/4/ ) che, nonostante il rapporto di fiducia fra Musumeci e Razza non sia più quello di un tempo, il mercato della politica, vecchio e apprezzato, a quanto pare anche da Musumeci, abbia trovato le condizioni giuste per evitare quello che alla fine, sarebbe una sconfessione non del sottoposto ma dello stesso capo del governo regionale, per la cui sostituzione, come sempre accade in politica, non ci sono le condizioni ideali né il sostituto giusto.
E allora.. tiremm innanz .
Ma della situazione dei posti letto in emergenza si deve parlare, a meno di non voler aspettare la fine della seconda ondata e riparlarne alla prossima.
Da maggio ci sarebbe stato tutto il tempo per organizzarsi, per fare nuovi reparti, per trovare il personale, invece hanno chiuso, addirittura, gli ospedali nuovi che avevano aperto.
A Ragusa ci avevano fatto toccare con mano l’ospedale covid, per questioni, principalmente di personale, non si è potuto creare un centro di assistenza efficiente e chi dirige la sanità si è visto costretto a rivoluzionare il nuovo Giovanni Paolo II.
Delle difficoltà di trovare anestesisti ha dato conto anche il nostro dr Rabito, in consiglio comunale, è lampante che mancano questi specialisti, come cominciano a mancare pediatrie e medici di base e medici di pronto soccorso.
Ma di posti letto si deve parlare, perché siamo arrivati che la trattazione di casi urgenti di chirurgia oncologica o di cardiologia interventistica vengono passate come cose eccezionali.
Vorremmo capire cosa differenzia un paziente positivo da uno colpito da infarto.
Il dr Rabito ha illustrato in consiglio comunale la situazione aggiornata: ha detto che, comunque, anche il nuovo Giovanni Paolo II potrebbe arrivare alla saturazione dei posti, il cui numero è sempre condizionato dalla necessità del personale idoneo e adeguato.
Non tocca al nostro primario di rianimazione discutere delle strategie sanitarie, dalla scelta del Maria Paternò Arezzo al numero dei posti letto, lo deve fare la politica e 20 posti di terapia intensiva, elevabili, solo in caso di emergenza, a 25, sono pochi, soprattutto in un periodo come questo e tenendo conto che il nostro ospedale, anche per le riconosciute competenze dei medici e di tutto il personale, accoglie come COVID, e non solo, pazienti da tutto il sudest della Sicilia.
Ecco perché, in tema di audizione, assume particolare rilevanza la seconda richiesta di incontro dei capigruppo al consiglio comunale di Ragusa con il Direttore Generale dell’Azienda Sanitaria.
Audizione che non deve essere solo ascolto della situazione esistente, ma una precisa indagine su quello che sarebbe stato indicato dalla Regione per l’emergenza, su tutto quello che è arrivato dalla Regione per l’emergenza, in termini di personale, attrezzature e supporto economico necessario, su tutto quello che è stato fatto e su tutto quello che non si è potuto fare.

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