Caos e teatrino: solo storielle di paese dominano la cronaca cittadina

di Cesare Pluchino
Come a Bagheria, i grillini inciampano per le feste in immobili comunali. Spunta ora una nota del dirigente, che aumenta le perplessità, mentre la consigliera Migliore si preocuupa di tutelare uffici e dirigente

La professionalità di giornalisti che seguono le vicende del Comune personalmente, per esempio seguendo un consiglio comunale dall’inizio alla fine, permette di appurare fatti e carpire al volo denunce che magari resterebbero a livello di sfogo verbale di singoli addetti ai lavori.
La fondamentale incapacità di molti consiglieri, e di molti amministratori, di controllare quanto accade all’interno della casa comunale, provoca l’esplosione del caso a livello mediatico.
Sapevamo e avevamo anticipato, la sera prima dell’uscita dell’articolo, che c’erano in atto tentativi di stendere panni sporchi di atti amministrativi poco chiari e con evidenti discrasie. Abbiano ritenuto di non raccogliere le indiscrezioni che fanno parte solo di un gioco al massacro, attualmente in atto e colpevolmente incontrollato, anche stanchi per altre segnalazioni sullo stesso settore, rimaste inascoltate.
Lo scoop è della giornalista Laura Curella che, su uno dei due quotidiani locali cartacei, riprende la denuncia del consigliere pentastellato Dario Gulino per una festa di compleanno che sarebbe stata organizzata all’interno dell’auditorium San Vincenzo Ferreri, a Ragusa Ibla.
Per poter sfruttare, privatamente, la struttura sarebbe stata inoltrata una richiesta di autorizzazione per un evento di carattere culturale, pare un incontro fra giornalisti e operatori turistici: preoccupazioni del consigliere per il futuro dell’auditorium che richiedono un riesame del regolamento per la concessione dello stesso, con norme più stringenti.
Che la denuncia mostri i limiti di una mossa strumentale contro l’amministrazione, e contro il sindaco in particolare, in quanto attuale detentore della delega alla cultura, è lampante.
Per tutto l’apparato degli uffici, palesemente in difetto, nessun rilievo, come appresso vedremo.
La vicenda, comunque, innesca un inevitabile teatrino, dai risvolti sempre, forse, volutamente parziali.
Alcuni quotidiani online riprendono la notizia, forse prevedendo, anche giustamente, che il caso non si fermerà a breve.
Cominciano a sorgere riflessioni e interrogativi, riprendendo, a cascata, gli articoli sull’accaduto.
Se qualcuno ha presentato una istanza falsa e ha organizzato una festa, ci deve essere un nome e un cognome, che, forse, tutti sanno ma non vogliono dire: si parla di festa chic, di un privato noto cittadino, forse evento culturale perché in abiti d’epoca (speriamo non siano stati concessi in comodato quelli della collezione Arezzo di Truifiletti, anche se è difficile pensarlo perché molti sono in manutenzione).
Un evento della ‘Ragusa bene’, senza specificare se il “bene” si riferisce al censo, a titoli nobiliari, al conto in banca o ad altro, poi scappa che si tratterebbe di un noto ristoratore che, forse, ha compiuto 50 anni.
Qualcuno suggerisce di identificare il soggetto in un personaggio che partecipa a tavoli istituzionali all’interno del Comune, forse in rappresentanza di qualche associazione di categoria, altri consigliano di andare a ricercare lo stesso fra elementi della squadra del candidato a sindaco Cosentini, altri, più sbrigativamente tagliano corto assicurando che ci sarà stato qualcuno che avrà fatto veleggiare sui tavoli giusti, e tempestivamente, l’istanza fasulla.
Si può comprendere che il dirigente vengo raggirato, forse la cosa non è nemmeno di competenza dell’assessore, soprattutto se qualcuno provvede a far apparire tutto come normale, a patto che si identifichino le responsabilità e si metta alla berlina chi ha organizzato la festa; potrebbe anche verificarsi il caso che il festeggiato, come Scajola o come il cardinale Bertone, nulla sapesse, forse un a festa a sorpresa, ed è pensabile trattandosi di un noto cittadino della ‘Ragusa bene’.
Alla fine di tutto, sorgono spontanei due interrogativi, uno melodioso sulla scia di polemiche note e recenti, chi ha avuto l’onere di pulire i cessi e la sala alla fine della festa?
Più ordinario un altro interrogativo: per un evento culturale, di qualsiasi natura, non ci sarà un incaricato del Comune presente nella struttura, per tutta la durata dell’evento stesso? oppure si consegnano le chiavi di una tale importante struttura e chi si è visto si è visto?
Passi per il raggiro autorizzativo dell’eventuale notabile o di chi è stato l’organizzatore, le cui responsabilità vanno valutate nelle sedi opportune, ma un responsabile della struttura avrebbe dovuto constatare che di culturale c’era ben poco quella sera, addirittura dai preparativi.
Ma ci diranno, come per i cessi, anche per le critiche situazioni economiche lasciate dalla precedente amministrazione, che non è possibile mantenere personale per la custodia e tutela dei siti comunali.
Allora teniamoli chiusi come i cessi.

Mentre stiamo per pubblicare l’articolo, ci arriva una nota, tramite l’Ufficio Stampa del Comune, che definire pirandelliana è solo un eufemismo:

“In riferimento agli articoli di stampa pubblicati in  data odierna riguardanti, come si legge negli articoli, l’avvenuto utilizzo da parte di un  privato, il 3 gennaio scorso,  dell’auditorium San Vincenzo Ferreri per una festa di compleanno, si fa presente che il dirigente del Settore Cultura e Beni Culturali, Dott. Santi Di Stefano  ha inviato, in  data 13 gennaio,  al richiedente a cui è stato concesso da parte del Comune l’utilizzo dell’immobile, una nota dalla quale si evince che, a seguito di richiesta assunta al protocollo al n. 88714 il 26/10/2015  ed integrata  con successiva comunicazione del 6/11/2015 prot. n. 93111, è stata concessa il 10/12/2015 l’autorizzazione n 105673 per l’utilizzo dell’Auditorium San Vincenzo Ferreri per giorno 3 gennaio 2016. Ciò al fine di organizzare, come si evince nella richiesta stessa, un’attività culturale con esibizione musicale in cui non era previsto l’uso di allestimenti tipici per banchetti.
Nella stessa nota del dirigente comunale si fa altresì presente che, da informazioni assunte e da documentazioni fotografiche acquisite, è emerso che l’immobile comunale è stato utilizzato quale luogo per una festa privata con allestimenti tipici per banchetti e ballo e che il sito è stato lasciato in pessimo stato di pulizia e con macchie sul pavimento non configurabile con l’uso di un rinfresco.
Tale situazione ha creato un danno all’immagine dell’Amministrazione che non ha inteso, si ribadisce nella lettera inviata, autorizzare tale uso.  L’Amministrazione, si precisa anche nella stessa nota, provvederà a trattenere la cauzione di € 100,00 versata per provvedere ad un intervento parziale di pulizia straordinaria riservandosi di valutare l’entità di ulteriori costi da sostenere”

Elementare rilevare come si stia cercando di mettere una pezza sulla vicenda, ma in maniera allucinante: la nota al richiedente, senza specificare il n. di protocollo, sarebbe stata inviata solo nella giornata prima dell’uscita dell’articolo, ben 10 gg dopo la serata della festa. Basta solo questo per esimere da ulteriori commenti.

Lascia maggiormente interdetti la nota della consigliera Migliore che sentenzia perché la maggioranza non deve strumentalizzare gli uffici, per fare guerra all’amministrazione.
Tendenza emersa in più occasioni quella della Migliore di evitare di addebitare responsabilità agli uffici e ai dirigenti, per motivi di cui non è opportuno disquisire in questa sede.
La Migliore non si preoccupa di identificare le responsabilità, ma basta solo ‘staccare la spina a Piccitto’.
La Migliore mostra di aver appreso (quando?) che il dirigente ha chiesto chiarimenti e sa già che è stata trattenuta la caparra a titolo di penale. Gli uffici sono estranei alla vicenda, si tratta solo di una occasione sfruttata dalla maggioranza per attaccare il Sindaco.
Nessun cenno o rilievo per l’organizzatore della festa !

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