Casa di Comunità, ci tocca per Legge ma, finora, non ci sono certezze, Ragusa sempre bistrattata

A dicembre scorso, una nota dell’Ufficio Stampa del Comune di Ragusa riportava che la città avrebbe avuto, così come previsto dal DM 77/2022, inserita nel Piano Territoriale Provinciale, la Casa di Comunità.

Era stato l’assessore alla Salute del Comune di Ragusa, come già in altre importanti questioni di ordine sanitario, anche nella sua veste di presidente regionale e vice vicario nazionale di Federsanità Anci, a far sì che le autorità preposte a decidere restituissero il maltolto alla città: in maniera del tutto errata e ingiustificata, rispetto agli standard previsti dal DM 77/2022, non era stata prevista a Ragusa la Casa di Comunità. Era arrivata la conferma dall’assessorato regionale alla Salute e dall’Agenzia Nazionale sui Servizi Sanitari (Agenas) della realizzazione a Ragusa della casa della importante struttura.
Si attendeva quindi l’accesso agli appositi fondi del PNRR, secondo la normale trafila comune a tutti i beneficiari.
Il problema sembrava risolto, almeno così si faceva intendere da Palazzo dell’Aquila.
E l’assessore Iacono aggiungeva che si sarebbero attesi gli atti conseguenziali e l’adeguamento di strutture già esistenti e attualmente inutilizzate, come l’ex Ospedale Civile.

Oggi, 26 marzo 2024, dopo oltre tre mesi di silenzio sulla questione, ignorata, naturalmente, anche dalle minoranze in tutt’altre faccende affaccendate, una nuova nota informa che prosegue l’iter.
L’amministrazione, per come si legge, starebbe ancora lavorando per modificare il piano predisposto dalla Regione e dotare anche la nostra città di una ulteriore struttura sanitaria preziosa.
Nulla di già deciso, quindi, tanto che sindaco e assessore si sono recati a Palermo, all’Assessorato Regionale alla Sanità “per perorare a tutti i livelli la causa di Ragusa.”
Quindi, a dicembre, la consueta comunicazione farlocca del governo Cassì che dava per assodata una problematica ancora da risolvere.
Non è una nostra maldicenza ma il risultato incrociato di due note dell’Ufficio Stampa del Comune.
Si scopre anche che, senza poter sapere in base a quali criteri e a quali scelte, è stata offerta a Palermo la possibilità di sfruttare una struttura comunale ormai pronta, la Casa protetta di via Berlinguer.
Come è sottolineato nel comunicato, non solo come attestato di disponibilità da parte del nostro Comune, ma un’azione concreta per agevolare e accelerare l’iter.
Ma tutti gli altri Comuni destinatari delle Case di Comunità rendono tutti disponibili beni comunali? Anche se le Aziende Sanitarie hanno strutture vuote e inutilizzate?
Perché Ragusa deve farsi in quattro ? Quali ostacoli ci sono per un iter comune a tutti i destinatari?
Ci sarebbe anche da capire, ma questa Casa protetta, attesa da decenni, serviva o no? Si disse che si doveva completare perché un utilizzo parziale non era remunerativo, ora cosa ci faranno nella struttura, se utilizzata in parte? Una sala giochi?
C’è un altro particolare che colpisce e attiene allo scoordinamento della comunicazione di palazzo, l’assessore Iacono ringrazia, anche a nome dell’amministrazione, Federsanità ANCI e ll’on.le Giorgio Assenza che starebbero sostenendo l’azione degli amministratori.
Cosa ci sarebbe da sostenere per quanto ci tocca per legge, è tutto da scoprire.
Sempre dalla comunicazione social del Sindaco, emerge che, addirittura, l’on.le Assenza ha accompagnato Cassì e Iacono all’assessorato regionale: senza nulla togliere all’autorevolezza dell’on.le Assenza non si comprende perché Cassì si rivolge all’esponente di un partito che ha rifiutato come alleato, peraltro poco gradito a suoi alleati di coalizione, come Ragusa Prossima, e perché non sfrutta la componente politica della DC che a Palermo è al governo e ha riferimenti in consiglio comunale.

Tanti misteri attorno a questa Casa di Comunità.

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