Cerimonia di via Ramelli. avevamo parlato di inutile polverone, che si ritorce contro chi l’ha provocato

Un grave e per nulla giustificabile atto vandalico, che costituisce, inoltre, grave insulto alla memoria di Sergio Ramelli, è stato perpetrato, a pochi giorni dal giorno in cui si ricorda la morte del giovane studente milanese, nella stessa via intitolata alla vittima, ai danni della tabella toponomastica.
Militanti di Casapound, con una breve cerimonia avevano posto una corona d’alloro all’ingresso della strada, sita nella zona ovest del capoluogo ibleo, accanto ad uno dei cartelli di toponomastica che recano appunto il nome della via Sergio Ramelli, vittima politica 1956-1975.
La corona d’alloro è stata staccata, danneggiata e posta alla base della segnaletica verticale a cui è stato staccato il cartello (non si sa dove sia finito).
Il giovane, iscritto al Fronte della Gioventù, fu massacrato a colpi di chiavi inglesi alla testa da un commando comunista di Avanguardia Operaia e lasciato a terra sanguinante sotto casa, morì 47 giorni dopo in ospedale.
Ragusa, 12 anni fa riuscì ad intitolargli una strada affinché non venga mai dimenticato il sacrificio di un ragazzo; a maggior ragione l’azione vile di chi danneggia la cosa pubblica e compie sfregi alla memoria di un morto non possono restare impuniti.
Al contrario si penserebbe che oggi come ieri certi atti provenienti sempre dalla medesima parte siano legittimati da un clima di caccia alle streghe alimentato ad arte.
CasaPound chiede a Sindaco, Giunta e Consiglio Comunale della città di Ragusa la piena e incondizionata condanna del gesto e il pronto ripristino della segnaletica di toponomastica.

E’ opportuno rilevare come nessuna dichiarazione, dopo il vile atto vandalico, sia stata diramata dal segretario cittadino del Partito Democratico che era stato prontissimo a sollevare la protesta per la cerimonia che ha ritenuto espressione di apologia del fascismo, rivolgendosi a Prefetto, Questore e Sindaco per segnalare l’accaduto, con un esposto.

Sul brutto episodio, ritorna il Sindaco Cassì, forse consapevole di aver dato troppa importanza ad una questione sollevata per una sterile ricerca di visibilità.
Il primo cittadino, in una nota, giudica inaccettabili entrambi i fatti avvenuti, ma non si può esimere come vecchie e passate ideologie, riportate, aggiungiamo noi, alla ribalta in maniera del tutto inutile e avventata, hanno creato nuovi contrasti : Cassì, dopo che ignoti hanno compito atti vandalici ai danni della tabella toponomastica, buttando a terra la corona d’alloro in spregio alla memoria della vittima della violenza si sinistra, non ha potuto fare a meno di sottolineare come “auto appellarsi “camerati” e fare il saluto romano sono azioni che, stando a recenti sentenze, non oltrepassano il confine della legalità”, rimarcando nel contempo come vandalizzare un oggetto pubblico è certamente un reato, e sarà quindi perseguito legalmente.
“Personalmente trovo inaccettabili e indigeribili entrambi i fatti, distanti da quei valori di civiltà e rispetto che proprio la storia avrebbe dovuto insegnarci” ha dichiarato il Sindaco di Ragusa.

Sulla questione è anche intervenuta una nota del Coordinatore cittadino e del Direttivo del Circolo territoriale di Fratelli d’Italia di Ragusa che si occupa, solamente, dell’atto vandalico subito dalla tabella toponomastica, imbrattata e, successivamente asportata da ignoti, senza entrare nel merito della questione.
In una diramata si legge solo: “La polemica politica non può in alcun modo giustificare lo sfregio alla memoria di un ragazzo di soli 19 anni, ucciso barbaramente a colpi di chiave inglese per avere avuto il coraggio di esprimere la propria opinione, in anni in cui opporsi all’egemonia di sinistra poteva costare la vita.”

Una evidente posizione che vuole restare fuori dalle polemiche per la cerimonia, commemorazione per un caduto di destra alla quale Fratelli d’Italia non ha partecipato.
Addirittura, il Coordinatore cittadino, Avv. Alessandro Sittinieri, “vuole sperare che il grave fatto sia da ascrivere all’iniziativa di qualche vandalo occasionale che ha cavalcato le recenti polemiche, piuttosto che ad un atto deliberato con connotazioni espressamente politiche” limitandosi ad aggiungere che “in questo secondo caso sarebbe un’azione che di politico, nel senso più genuino del termine, avrebbe ben poco.”
“Auspichiamo, inoltre, che in merito a quanto accaduto venga presa una netta e decisa posizione di condanna da parte del Sindaco Cassì” conclude il coordinatore cittadino di Fratelli d’Italia.

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