Clima teso in Consiglio comunale e in Commissione, a Ragusa, ma si vuole dare l’idea che tutto fila liscio

Non è un momento ideale per la politica ragusana e per i suoi protagonisti, che mostrano, ogni giorno di più i propri limiti.
L’ultimo quadretto è fornito dalla questione dell’intitolazione del Museo Archeologico di Ragusa all’archeologo e politico del secolo scorso, Biagio Pace.
Comisano, non a caso l’intitolazione è stata annunciata con soddisfazione dall’on.le Giorgio Assenza, Pace fu illustre archeologo ma anche fascista, protagonista della vita politica del ventennio.
Contro l’intitolazione si è posto da subito l’on.le Nello Dipasquale che, oltre a stigmatizzare la mancata condivisione da parte dell’assessore con il territorio, mette in evidenza la carriera politica e militare di alto rango dell’esponente fascista.
L’intervento dell’on.le Dipasquale non è stato occasionale e isolato, ne ha parlato anche all’Assemblea Regionale Siciliana, sono intervenuti a sostenere la protesta il capogruppo PD al Consiglio comunale di Ragusa e il Segretario della Federazione Provinciale del partito.
I valori dell’antifascismo sono indiscutibili e noti per i componenti del Partito Democratico e anche l’on.le Dipasquale, da vecchio democristiano, anche quando era passato in Forza Italia, non ha mai mostrato la benché disposizione favorevole nei confronti di tutto quanto potesse afferire al fascismo e alle sue propaggini moderne.
Sarà interessante vedere come andrà a finire, considerato anche che il sindaco della città, Cassì, ha solo lamentato la mancata condivisione della scelta, per quanto di competenza dell’assessorato regionale che sovraintende al Museo, nulla opponendo all’intitolazione per il curriculum di eccellenza nella materia archeologica del Pace e liquidando sbrigativamente la questione dicendo che a quei tempi tutti erano iscritti al partito fascista.
Interessante vedere chi avrà l’autorevolezza di far prevalere le proprie posizioni, se l’assessore regionale e la giunta saranno costretti ad un dietro front, raccapricciante per la loro dignità politica, oppure quelle dei democratici, con a capo l‘on.le Dipasquale, resteranno voci nel deserto delle nuove tendenze politiche.
In ogni caso, come molti malignano, la querelle serve per distrarre dall’atteggiamento morbido dei componenti del PD per l’esame del PRG e per la questione Iblea Acque.
Piuttosto, si resta basiti nell’osservare che personaggi del consiglio comunale di Ragusa, che hanno fatto della loro nuova azione politica in maggioranza, una bandiera brandendo la più netta opposizione non solo ai cuffariani ma anche a Fratelli d’Italia (Mai con Cassì se ci sarà Fratelli d’Italia ! NdR), restino silenti di fronte alla possibilità di questa intitolazione.
Ma, del resto, non volevano avere a che fare con i cuffariani in maggioranza ma, fianco a fianco, in Commissione, stanno esaminando insieme lo strumento urbanistico.

La Commissione che sta esaminando il PRG va avanti stentatamente, con il numero legale assicurato dalle minoranze, fra i quesiti delicati avanzati dal consiglier Mauro e le richieste della consigliera di maggioranza, Caruso, che chiede di avere a disposizione tutte le tavole per avere contezza della situazione.
Al riguardo va detto che l’assessore Giuffrida, unico direttore d’orchestra dei lavori di commissione, aveva preannunciato il trasferimento della stessa nei locali dell’ex ufficio anagrafe, dove sono esposte, al pubblico, tutte le tavole, ma siamo arrivati a 48 ore dall’ultima seduta programmata di commissione e a cinque giorni dalla prima seduta del consiglio comunale per il PRG, ma le tavole sono solo oggetto di veloci osservazioni in commissione.
Il tutto sullo sfondo della delicata questione venuta fuori delle prime rivendicazioni dei proprietari di aree declassificate da edificabili a terreno agricolo, che l’assessore ha cercato accuratamente di evitare come argomento delle sedute.
Nelle sedute precedenti, in occasione dell’esame delle tavole, sono venute fuori le priorità del piano, la rigenerazione urbana, la perequazione per servizi, le problematiche legate ai vincoli decaduti e relative schede norma necessarie, gli accorgimenti per fare fronte alle modificate condizioni ambientali in relazione ai nuovi eventi atmosferici.
Previste infrastrutture legate alla metroferrovia, si è pensato anche alla delimitazione del centro storico di Marina.
Il dibattito si è infiammato relativamente alle zone PEEP fortemente ridimensionate, sugli insediamenti turistico-alberghieri in zona Marina di Ragusa, sulle questioni relative al Parco Agricolo e agli insediamenti produttivi che, su osservazioni di privati, sono stati privilegiati, in zona viale delle Americhe.
Nella seduta di commissione di giorno 4, lunedì, qualche tensione, intanto per il rifiuto dell’assessore Giuffrida a discutere del caso Arena Decò, il consigliere Marco Antoci ha esortato ad una trattazione di carattere generale del piano, ad un esame che prescinda da interessi particolari che, in ogni caso possono essere oggetto di osservazioni, anche successive all’approvazione del piano, il consigliere Mauro è ritornato a chiedere lumi su i possibili interessi della nuova società di gestione del porto turistico per le aree a destinazione turistico alberghiera, il pentastellato Firrincieli mostra, invece, un atteggiamento fortemente propositivo ma, in sostanza, acquiescente alle scelte dell’amministrazione.
Del resto, i cardini del piano, consumo di suolo zero, parco urgano riduzione delle aree PEEP, sono tutti temi cari ai 5 Stelle.
Prevista, intanto, la prima seduta del Consiglio comunale che avrà come punto all’OdG, per il giorno 11 marzo, lunedì, la trattazione del PRG: in particolare, nella prima seduta, saranno verificati i numeri in relazione a quanti si dichiareranno incompatibili con la trattazione e approvazione del Piano.

In altra parte del giornale ci occupiamo dei contenuti della seduta del Consiglio comunale di giorno 4 marzo, dove sono emessi diversi spunti interessanti, relativamente alle questioni Iblea Acque, intitolazione del Museo, piano regolatore e caso Arena-Decò, quest’ultimo oggetto di esaustiva trattazione anche nella seduta di commissione del 6 marzo, unitamente a riferimenti alla questione, ormai in archivio Teknè

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