L’amministrazione e, segnatamente l’assessorato ai lavori pubblici, hanno dovuto un passo indietro e rendersi conto dei limiti e delle criticità di un progetto che dovrebbe mettere in discussione anche la valenza dei progettisti e di chi ha approvato l’opera così come era stata prevista.
Un punto a favore delle forze politiche di opposizione, in testa il partito Democratico con Peppe Calabrese, che hanno quasi imposto le modifiche, dopo le diverse proteste dei cittadini.
Lascia il tempo che trova, ora, il comunicato dell’amministrazione, con il quale sindaco e assessore si arrampicano sugli specchi e cercano di mettere una pezza alla ‘malafiura’, addirittura con passaggi al limite del delirio o della farneticazione dove si legge: “Gli interventi rientrano tra le opere di interconnessione della metropolitana di superfice, che a Cisternazzi avrà una sua fermata. Oltre che con l’auto, la fermata e tutta questa parte di città si potranno raggiungere a piedi o in bici partendo dal nascente Parco Agricolo Urbano (zona via La Pira, per intenderci). Immaginate spostarsi in bici o a piedi in tutta la parte alta della città, da un parco fino alla stazione della metropolitana: possibilità che in qualsiasi città d’Europa ammiriamo e che qui fatichiamo a immaginare.”
Il sindaco, o, si spera, chi per lui, scrive: “Chi amministra ha due doveri, solo apparentemente opposti: da una parte fare ciò che si ritiene giusto, anche se qualcuno inevitabilmente si lamenterà in base alle proprie ragioni; dall’altra ascoltare ciò che dice e chiede la città.
Nelle scorse settimane – afferma il sindaco, Peppe Cassì – l’intervento che riguarda l’ultimo tratto di via Fieramosca ha suscitato dibattito, anche per la concomitanza con lavori privati.
Al di là delle inevitabili strumentalizzazioni, è opportuno spiegare da cosa nasce l’intervento e come ora, insieme ai progettisti, è stato rivisto accogliendo proprio le proposte dei cittadini.
Dopo aver risolto con una rotonda il grave problema di sicurezza stradale per l’ingresso all’Ospedale GPII (ricordate quanti incidenti?) e aver migliorato lo svincolo nei pressi di Bruscè, il nuovo intervento punta a eliminare la svolta a sinistra per Modica che taglia la strada (in curva) a chi viene dall’altra direzione e causa rallentamenti a chi sta dietro, mezzi di soccorso compresi.
Poche idee ma ben confuse: quello che si stava facendo non ha suscitato ‘dibattito’, ma solo sdegno e proteste. Non ci sono state strumentalizzazioni che, da questi amministratori vengono viste appena uno parla.
L’assessore, da parte sua, asserisce che si è operato per rispondere alle proposte dei residenti, senza dire che è insorta tutta la città.
Poi tutto un discorso per spiegate che viene ristretto lo spazio inizialmente previsto per la ciclabile la quale sarà accorpata al già esistente percorso pedonale, che diventerà quindi ciclopedonale e non altererà la sede stradale. In pratica la regolarizzazione di quanto avviene, normalmente, a Ragusa e a Marina di Ragusa, la novità, mai sentita, della pista ciclo pedonale, con quali criteri di sicurezza tutti da scoprire.
Si asserisce, infine, che “la strada sarà contemporaneamente allargata con una doppia corsia in entrambi i sensi di marcia, affinché i mezzi di soccorso abbiano ancora più spazio per andare e venire dall’Ospedale.
Sia nel tratto precedente a questo dosso, sia in quello successivo, la carreggiata continuerà a mantenere la stessa larghezza che ha sempre avuto.”
Sarà tutto da vedere.
