Confcommercio e Federalberghi confermano la crisi del settore turistico e l’inadeguatezza delle misure di sostegno

Crisi senza fine per l’intero comparto turistico. L’emergenza epidemiologica da Covid-19 ha letteralmente devastato una delle filiere più importanti per l’economia ragusana, fatta da centinaia di imprese che danno lavoro a migliaia di persone, di cui oltre due terzi dipendenti, per un valore aggiunto pari a 1,2 miliardi di euro.
Le regole del distanziamento sociale e il drastico calo di flussi turistici, sia nazionale che estero, hanno generato perdite di fatturato insostenibili per tutti gli attori coinvolti, dalla ristorazione alle strutture ricettive, e alle agenzie di viaggio.
Ecco perché Fipe-Confcommercio dell’area iblea e le altre principali associazioni di categoria del settore turistico, Federalberghi, Fiavet e Faita, hanno deciso di formare un fronte comune, unitamente alle associazioni sindacali di categoria, per chiedere al Governo il sostegno necessario a tenere in vita il comparto, finora supportato con risorse che potrebbero rivelarsi non sufficienti.

“Le nostre imprese, così come tutte quelle coinvolte nella filiera turistica, vivono una situazione drammatica senza precedenti – dichiara il presidente provinciale Confcommercio Ragusa, Gianluca Manenti – Siamo ormai a metà luglio e lo stato di profonda crisi perdura, intaccando in maniera pressoché irrecuperabile la stagione estiva. La nostra federazione, insieme alle altre associazioni e alle sigle sindacali coinvolte, non può che fare appello alle istituzioni a cui si richiedono interventi di sostegno”.

“Con questo avviso comune – prosegue Saro Dibennardo, presidente di Federalberghi Ragusa – chiediamo con forza che siano assicurate ulteriori e indispensabili risorse per il finanziamento degli ammortizzatori sociali da prorogare sino alla fine del 2020, eliminando le attuali disfunzioni, soprattutto procedurali, che ne hanno limitato la fruizione.
La cassa integrazione rappresenta ancora una copertura fondamentale per tante imprese.
Chiediamo, poi, che sia riconosciuto uno sgravio contributivo sulle nuove assunzioni nel settore e, infine, che siano realizzati interventi economici e fiscali importanti per la riduzione del cuneo fiscale anche per non rischiare di disperdere preziose competenze faticosamente formate”.
“Non c’è tempo da perdere – conclude Manenti – gli effetti dell’emergenza sul tessuto imprenditoriale sono già̀ gravissimi e potrebbero ancora peggiorare, mettendo a rischio, in provincia di Ragusa, la tenuta dei livelli occupazionali con centinaia di posti di lavoro in bilico.
Possiamo solo immaginare quali potrebbero essere le conseguenze in termini di costi sociali, perdita delle professionalità e calo dell’attrattività turistica del nostro territorio”.

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