Conferimento del secco indifferenziato: Firrincieli esterna legittime perplessità ma non riporta la risposta del Sindaco

L’allarme creato dalla notizia del mancato rinnovo della autorizzazione per l’utilizzo dell’impianto TMB a Cava dei Modicani porta il capogruppo del Movimento 5 Stelle, Firrincieli, a esternare alcune perplessità in merito alla vicenda, le stese che ha comunicato nel corso della seduta ispettiva del Consiglio Comunale di ieri, martedì, 5 maggio.
A tal proposito non si comprende come mai, il consigliere non sottolinea la circostanziata risposta avuta, in aula dal Sindaco.

Firrincieli, nella nota, evidenzia l’allarme creatosi in città per il divieto di conferire il secco indifferenziato all’impianto Trattamento meccanico biologico.
Parla anche della mancanza, come pare, dell’autorizzazione ambientale che sarebbe dovuta alle lentezze delle procedure e si chiede come mai si attende sempre l’ultimo giorno per verificare che tutto non è a posto.
Si chiede come mai non sia ancora prevenuta questa autorizzazione e si lancia in una battuta di grande e inarrivabile comicità, citando il grande lavoro che avrebbe svolto lungo questa direzione la precedente amministrazione comunale.
Non mancano mai, nel Movimento 5 Stelle, le amenità i qualche consigliere comunale, dopo che proprio durante la gestione grillina fu bocciato il progetto, peraltro esistente, della quarta vasca che avrebbe permesso di dormire sonni tranquilli per anni.
Il capogruppo 5 Stelle segnala che il sindaco ha addebitato la chiusura temporanea dell’impianto TMB ad un semplice tecnicismo, dal momento che la discarica è chiusa ma per rinnovare la proroga, che gli uffici del Libero Consorzio avevano predisposto per la firma, serviva scindere dalla vecchia autorizzazione, appunto, discarica e impianto.
Quanto ai costi, ha specificato il Sindaco nel suo intervento in aula, tenuto conto che quelli di conferimento ad un impianto TMB restano gli stessi e che il trasporto è coperto per contratto fino a 60 Km, restano pochi Km da onorare per un totale, in un mese, di soli 5.000 euro che si traducono in qualcosa come 10 centesimi al mese per utenza.
In ogni caso, secondo il Sindaco Cassì, è stata già depositata la documentazione utile a far riaprire l’impianto.
Firrincieli insiste, nella sua nota, comunque, che occorre un intervento deciso del Comune di Ragusa per far sì che questi intoppi non si verifichino, ma purtroppo quella dei 5 Stelle rimane sempre una opposizione di facciata.
Per evitare che accada un’altra volta, occorre identificare le responsabilità, secondo il principio di colpirne uno per educarne cento.
Sembra la stessa storia dell’impianto antincendio del Museo Archeologico, si discute, si fanno comunicati, ,a non si può sapere mai di chi sono le responsabilità: ci sarà qualcuno che doveva provvedere a preparare la idonea documentazione, ci deve essere qualcuno che deve capire come è fatta una autorizzazione, una proroga.
Perché Firrincilei non pone domande precise: chi se ne doveva occupare? il Comune ? Il Libero Consorzio? la SRR? l’ATO in liquidazione? Chi dirige la baracca?
Invece è sempre una opposizione finalizzata a farsi vedere dalla gente e non a identificare le responsabilità, un modo di vedere la politica che guarda più alla vecchia politica che alla rivoluzione grillina.
Come ha detto un autorevole grillino, “In questa maniera, Cassì può governare per altri vent’anni”

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