Consiglio comunale di Ragusa: dal carosello su Iblea Acque al Calesse di Zagami

E veniamo agli altri episodi del Consiglio Comunale di Ragusa, di lunedì 8 aprile.
Una menzione va fatta per il Presidente Ilardo che orchestra, con maestria democristiana, il teatro del Consiglio, garbato con tutti, distribuendo minuti straordinari con cencelliana strategia.

Uno degli argomenti maggiormente affrontati è stato quello di Iblea Acque, paradossalmente, però, sono stati più numerosi gli interventi di alcuni consiglieri di maggioranza.
Per le minoranze solo Chiavola e Calabrese sono andati sull’argomento, il primo per avere lumi sui chiarimenti relativi al servizio autobotti, fra tanti altri rilievi su ascensori comunali che non funzionano, illuminazione pubblica carente nella manutenzione, scerbatura dei cigli stradali sempre all’anno zero, alberi tagliati per cui, almeno, si dovrebbero evitare manifestazioni di propaganda per altre azioni per il verde pubblico.
Calabrese ha ribadito le sue forti riserve sulla questione Iblea Acque, che vede senza futuro, il credito del Comune, che continua a pagare le bollette di energia elettrica per il sollevamento, è arrivato a dieci milioni, ha detto che i sindaci si riuniscono ma continuano a cincischiare, nulla si sa su che cosa si viglia fare con l’amministratore unico, se il sistema sarà in grado di reggere, serve chiarezza, occorre prendere posizione, siamo un Comune virtuoso che non può regalare soldi agli altri comuni.
“Occorre invertire la rotta perché così non va – ha detto Calabrese – in molte zone non c’è rete fognaria, non c’è rete idrica e non si vede come Iblea Acque potrà provvedere, peraltro dovendo occuparsi su tutto il territorio provinciale.”
“O Iblea Acque ci dice quale è la sua strategia oppure uniamoci per uscire da questa situazione assai delicata” ha concluso Calabrese.
Il primo a intervenire si Iblea Acque il consigliere Iurato, criptico all’inizio, sottilmente polemico con attuali gruppi di minoranza che, a suo tempo, approvarono lo statuto della società.
Ha sottolineato che è complicato sciogliere la società ma nessuno lo ha chiesto: è solo questione di una diversa gestione.
Meglio attendere le risposte del Presidente della Società, dell’Amministratore per capire i riscontri nei vari comuni, perché ogni volta che Ragusa, che ha una gestione sana della cosa pubblica, viene a condividere gestioni con altri comuni meno virtuosi, ne fa sempre le spese.
Quindi, per Iurato, si deve attendere che, dopo opportuna riflessione sulla continuazione della gestione con criticità evidenti, ci sia, al 1° di luglio, alla scadenza del primo anno, una relazione puntuale dei vertici per rendere conto per capire cosa hanno fatto e cosa hanno fatto anche nei confronti dei comuni meno virtuosi dal punto di vista degli incassi delle bollette.
La solita maniera democristiana per esternare il proprio dissenso nei confronti di una gestione le cui falle sono, ormai, irrecuperabili: una voce della maggioranza dissenziente, come in tante altre occasioni, che, spesso, non riesce a trattenersi.
Un canto delle prefiche gli interventi dei consiglieri Occhipinti e Schininà: la Occhipinti afferma che Iblea Acqua poteva diventare un fiore all’occhiello ma non gli abbiamo dato spazio per poter operare, con inutili polemiche. A causa di questo “fango” ci sono persone che sarebbero indotte a non pagare, da escludere l’ipotesi di dare la gestione ai privati.
Per Schininà le critiche contro la società equivalgono, addirittura, a fare terrorismo, nella società devono avere il tempo di organizzarsi.
Dichiarazioni che hanno lasciato basiti, se per i rilievi di un consigliere comunale sono emersi errori e irregolarità nella gestione, se il Comitato di controllo analogo si è visto costretto a richiedere un parere legale sull’incarico retribuito all’amministratore unico, se sono state rilevate irregolarità nelle procedure concorsuali, peraltro pienamente ammesse dallo stesso Cassì, per non parlare delle criticità in ordine a organizzazione della società, per le manutenzioni, per la bollettazione, con la gestione della rete fognaria, per quelle che vedono ancora il Comune di Ragusa sopportare il pagamento dei costi energetici, con una esposizione arrivata a 10 milioni, desidereremmo che i consiglieri Occhipinti e Schininà ci spiegassero dove sono le polemiche, dov’è il fango, dov’è il terrorismo.
Comprensibile il tentativo di sostenere il regime ma c’è un limite a tutto.

Altro episodio significativo del consiglio comunale la storia del “Pensavo fosse amore… e invece era un calesse”, l’ennesima citazione dotta del consigliere Zagami che con la sua calma interiore, con la sua serenità, non le manda a dire al sindaco che, come in questa occasione, si è visto esitante, e molto, nella risposta.
Dopo una rapida ma competente serie di domande sulla vallata Santa Domenica, e sui lavori che la interessano, ha chiesto lumi sulle notizie di piantumazione di specie poco adatte al clima fortemente umido della cava, ha chiesto notizie sul ritrovamento di tombe, sulla fine delle vasche di depurazione, una serie di domande attese per un sito dove si lavora da anni e non è mai scaturito nulla di concreto.
Dopo aver espresso soddisfazione per aver constatato come, dopo la sua interrogazione relativa ai fondi della Legge su Ibla, come per incanto, qualcosa si muove, ha, poi, tirato fuori la questione della sua estromissione dalla chat di maggioranza, rivendicando il suo diritto a esercitare il suo mandato con fini democratici.
Ma Zagami sa che non è fuori dalla chat di maggioranza per le sue interrogazioni, forse per essere stato estromesso dal movimento politico Ragusa Prossima che lo aveva accolto nella lista, con il consenso del sindaco, come espressione di un partito, che aveva poi richiesto l’iscrizione a Ragusa Prossima per tentare di lavare l’onta e le possibili refluenze del traccheggio, anche e soprattutto in presenza dei sentori che volevano Zagami forse candidato ad avvicinarsi ai cuffariani di Ignazio Abbate .
Che poi è stata singolare l’espressione di Zagami, nel dire: “Ho appreso da notizie di stampa che sono fuori dalla maggioranza”, quando la creazione della nuova chat che lo escludeva era già avvenuta prima delle notizie di stampa..
E il consigliere Zagami conclude il suo intervento, quanto mai incisivo e pregnante per la serenità di fondo ostentata con una mitica citazione, del titolo di un film di Troisi: “Pensavo fosse amore … invece, era solo un calesse” che racchiude in maniera forte e significativo il sentire comune che si diffonde sempre più per la delusione di molti per le aspettative non mantenute.
Se è apparsa esitante l’uscita di Zagami che afferma di aver saputo dalla stampa di essere stato estromesso dalla chat di maggioranza, quasi a volere sentire dal sindaco che si sarebbe trattato di una fake news, da mettersi le mani nei capelli la risposta del sindaco che, quando non ha preventiva condivisione con il suo comunicatore delle risposte da dare a rilievi e a critiche, come spesso avviene quando si parla, per esempio di Iblea Acque e di SRR, tira fuori delle argomentazioni risibili.
Il sindaco risponde a Zagami assicurando che mai metterebbe in dubbio il potere di esercitare democraticamente il proprio mandato, “piuttosto dovrebbe guardarsi attorno … probabilmente c’ stato un difetto di comunicazione … nel mantenimento dei rapporti ma non me sindaco quanto con i suoi colleghi consiglieri, probabilmente si poteva fare di più, potevamo fare di più tutti quanti, auspico che potremo farlo in futuro e credo che ci possa essere un recupero”
Cassì ha concluso di avere sempre le porte aperte e, concludendo, ha assicurato la massima disponibilità, soprattutto nei confronti di un consigliere che, per come ha espressamente detto, considera ancora consigliere di maggioranza.
Da dimenticare, al riguardo, il precedente intervento della consigliera Occhipinti che, rivolgendosi al collega Zagami, dopo il suo intervento, ha dichiarato in aula: “collega, nessuno le ha mai detto che non può fare interrogazioni ma non metta in mezzo la maggioranza, non critichiamo il suo operato, lei non critichi il nostro”, affermazioni del tutto surreali, in netta contrapposizione all’atteggiamento del primo cittadino e surreali nel riferimento a non mettere in mezzo la maggioranza quando la maggioranza lo estromette dalla chat.

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