Consiglio comunale, viene fuori, puntualmente, lo scarso livello della maggioranza consiliare e l’inconsistenza delle opposizioni

Dobbiamo ammettere che ci mettiamo del tempo ad assimilare quello che accade nelle sedute di consiglio comunale, le assurdità di taluni passaggi, che tolgono il velo ad una consistenza assai bassa di questa assemblea cittadina dove nessuna voce riesce a levarsi contro un degrado sempre crescente del livello politica, ci induce a rivedere con attenzione ogni fase delle sedute, perché non riusciamo a credere a quello che vediamo e che sentiamo.

Seduta che si preannunciava di tutta normalità, normali comunicazioni delle minoranze, prevedibili i temi degli allagamenti in città per i temporali e delle trattative, con annesse polemiche, per il tentativo dell’amministrazione di acquisire la disponibilità di Palazzo Tumino.
Dopo l’approvazione dei verbali della seduta precedente e di un debito fuori bilancio sul quale nessuno eccepisce nulla, si deve passare all’approvazione del regolamento nuovo del Centro Diurno per Anziani.
Quasi una formalità che sta scivolando, normalmente, verso l’approvazione dell’aula dopo l’introduzione sull’argomento dell’assessore ai servizi sociali Rabito e della relazione del Dirigente Guadagnino.
Il Presidente del Consiglio Comunale, Ilardo, sta per passare alla votazione dell’atto, mancando richieste di intervento, quando il capogruppo della maggioranza Tumino pensa bene di intervenire per dire la sua, che si risolve nella consueta, inutile e polemica punzecchiatura, anche in mancanza di interventi delle minoranze, rivolta a opposizioni che non esistono. Come sparare sulla Croce Rossa, ma per il capogruppo Tumino non sono nuove queste esternazioni in aula, del tutto inopportune da un punto di vista politico, non condivise dai suoi stessi compagni di gruppo e di amministrazione, che lo rendono inadeguato al ruolo.
La sottolineatura dell’assenza delle minoranze in Commissione scatena un dibattito di scarsissimo livello, sollevando, da un lato, legittime ma non del tutto ammissibili rimostranze di chi, della minoranza era assente, dall’altro becere polemiche da cortile condominiale fra il consigliere di opposizione che vuole vantare il suo impegno in tutte le commissioni e la presidente della stessa che si arrampica sugli specchi per cercare di ammantare di regolarità una commissione che non aveva il numero legale all’ora di convocazione ed è stata salvata in extremis, dopo un’ora dalla convocazione, richiamando un altro consigliere a coprire il vuoto della maggioranza.
Vengono fuori convocazioni tramite PEC non pervenute, secondo la Presidente che viene smentita in aula dal vicesegretario generale circa la conferma del ricevimento regolare delle convocazioni, scambio di messaggini su whatsapp in gruppi separati della commissione e della maggioranza, telefonate ai consiglieri di minoranza che dichiarano l’impossibilità di essere presenti in tempo, tempi lunghi in attesa di qualcuno che arrivi, seduta che si apre dopo un’ora dalla convocazione per dare parere favorevole all’atto, ad ogni costo, fra tentativi di ostruzionismo dei consiglieri del Movimento 5 Stelle, con richieste di sospensione e di rinvio della seduta, con l’opportunità dello show per l’esperto capogruppo PD, Chiavola, che interviene per sbeffeggiare la leggerezza della maggioranza e del suo capogruppo.
Naturalmente dell’atto, del regolamento del Centro Diurno per gli Anziani, si è discusso poco o nulla, solo un’ora inutile di polemiche e di discussioni non consone all’aula consiliare, verificabili naturalmente dalla registrazione della seduta che può dare una visione plastica di quanto asserito in questo articolo.
Addirittura, dopo un fiume di polemiche, ancora il capogruppo di maggioranza Tumino rivendica il diritto di sottolineare l’assenza delle minoranze in Commissione e rincara la dose parlando del torpore delle stesse in aula.
Purtroppo, c’è poco da sperare, in seno all’amministrazione e alla maggioranza non si intravedono intenzioni di sostituire assessori o capigruppo o Presidenti di Commissione inadeguati al ruolo, si tollerano sbandate che si ritengono ininfluenti ai fini dell’andamento del governo della città che va avanti senza scossoni particolari fra leggerezze della maggioranza e inconsistenza delle minoranze.

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