Dichiarazioni incrociate fra sindaco e il Circolo Il Carrubbo di Legambiente Ragusa presieduto dall’animatrice del Comitato Randello Libera

Una nota del sindaco Cassì per rispondere all’ultimo comunicato di Legambiente Ragusa, Circolo Il Carrrubo, che è presieduto dall’animatrice del Comitato Randello Libera.
Scrive il sindaco Cassì: “Nel nuovo comunicato di Legambiente trova conferma che l’esposto alla Procura contro il Comune era superato dagli eventi. Il dirigente ha ammesso l’errore dell’ufficio ed alle prime segnalazioni ha prima sospeso e poi annullato il p.d.c. con ordine di ripristino dei luoghi.
Mai parlato di “nobile gesto”: un annullamento di un atto in autotutela non lo è mai.
Trova però anche conferma che “la difesa di un sito protetto e il ripristino della legalità in un’area di grande pregio”, che sono alla base della nobile azione di Legambiente, ha riguardato il nuovo (illegittimo) parcheggio a ridosso della scogliera più che la scogliera stessa, dove “tantissimi cittadini che frequentavano quei luoghi da anni”, erano soliti parcheggiare disordinatamente ed in spregio a qualsiasi regola di sicurezza e di tutela dell’ambiente, mentre ora “hanno dovuto scegliere spiagge del litorale più affollate”.
Legambiente pretende serietà, ed ha ragione. Questo ambientalismo a corrente alternata dovrà prima o poi trovare una giustificazione seria, continuare a svicolare sul tema non le giova e non giova alla comunità dei cui diritti di tutela dell’ambiente essa è paladina”.

Il sindaco, nel minimizzare l’errore dell’ufficio e senza entrare nel merito di possibili risarcimenti che potranno essere richiesti in quanto il PdC aveva già prodotto i suoi effetti, rileva come l’attenzione degli ambientalisti sia tutta rivolta alla questione parcheggio, senza dare atto che, dopo anni, si è arrivati comunque alla chiusura del sentiero dei Canalotti, e quasi recriminando sul fatto che non sarà possibile per l’utenza usufruire dell’area dove solitamente, in maniera disordinata e senza i benché minimi criteri di sicurezza e di tutela dell’ambiente, così che i cittadini non avranno dove parcheggiare e dovranno scegliere altre spiagge del litorale.

In effetti da una nota degli ambientalisti, si rileva come gli stessi prendano atto che il Comune ha bloccato l’iter, elemento che basta per non parlare più di repressione dell’illegalità̀ nella pubblica amministrazione.
Basta per l’ammissione che segnalazioni e denunce erano fondate, con una punta di quasi soddisfazione per gli strascichi pesanti che ne potrebbero derivare per la comunità ragusana.
Non si fa cenno all’esigenza di avere chiarezza su quanto accaduto, giudicato come “sequenza costante di illegittimità̀ formali e sostanziali che hanno prodotto una situazione del tutto al di fuori della Legge.
Quasi che il blocco dei lavori possa sanare qualsiasi irregolarità specificata nell’esposto alla procura, dove si chiede di perseguire i reati consumati, con particolare riferimento a quelli ambientali.
In chiusura della nota, gli ambientalisti prendono come ironia provocatoria il passaggio del sindaco che non vede riconosciuti i meriti per aver interdetto l’accesso dei veicoli sulla scogliera.
E nel farlo si preoccupano della mancanza di disponibilità dei parcheggi, che ricordiamo insistevano su un’area privata, particolare che non permetterà di fruire della spiaggia di Randello, ancorché difficile da raggiungere per la distanza.
Dopo aver fatto tanto per non permettere la nascita del parcheggio, dopo aver giustamente chiesto la tutela della scogliera con la chiusura al traffico veicolare, ora si ricomincia per favorire l’uso dell’arenile di Randello e della scogliera dei Canalotti, dimenticando del già avviato progetto di riqualificazione dell’area.
Discriminazioni verso le fasce più deboli non ce ne sono, perché alla spiaggia di Randello si può comodamente accedere dalla Forestale.
Più libera di così Randello non potrebbe essere.

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