EcosistemaUrbano 2020 vede Ragusa in fondo alla classifica e stuzzica la voglia di fare opposizione all’amministrazione Cassì

L’annuale classifica del Sole 24 ore, Ecosistema Urbano, il rapporto sulle performance ambientale delle città capoluogo vede Ragusa saldamente ancorata agli ultimi osti della classifica, quest’anno al n. 100 su 104 posti disponibili.
Come ogni anno, il rapporto stuzzica chi vorrebbe fare opposizione all’amministrazione di turno e, con queste posizioni sembrerebbe cosa facile, ma cosa facile non è, tant’è che la classifica è uscita, ormai, da una settimana, qualcuno che si occupa di politica avrebbe voluto cimentarsi sull’ argomento ma, fino ad ora, c’è solo il tentativo, timido e assai contenuto del consigliere PD Mario D’Asta che, in sintesi, esorta solo Cassì e la sua amministrazione a fare di più e meglio in termini di politiche ambientali.
Ci sarebbe solo da chiedersi perché i toni polemici sono sfumati o del tutto assenti, mentre, negli anni passati, ogni classifica annuale era lo spunto per riversare sull’amministrazione Piccitto ogni sorta di critica e di attacco.
Al tempo, le critiche erano solo strumentali, nessuno fece emergere la triste realtà di una discesa inesorabile, dalla posizione n. 74 del 2015, ci fu il fuoco di paglia della risalita al posto n. 53, nel 2016, poi la discesa libera,
posto n. 83 nel 2017, 86 nel 2018, 101 nel 2019.
E dire che, nel primo periodo dell’amministrazione Piccitto, l’assessore all’ambiente era il Presidente locale di Legambiente, che avrebbe dovuto porre le basi per una risalita senza alternative.
Quest’anno, le classifiche sono sempre riferite ai dati dell’anno precedente, Cassì, anche in qualità di assessore all’ambiente, si prende il merito di aver scalato un posto, ma è fin troppo evidente che si tratta di ben poca cosa, anche se si tiene conto che il 2019 è stato, comunque, il primo anno di questa nuova amministrazione, non considerando i primi sei mesi dall’insediamento, di pieno rodaggio e con bilanci scritti dai predecessori.
Ci possiamo fregiare di essere fra i migliori in Sicilia, sempre nel fondo della classifica, dobbiamo ammettere che non abbiamo una cultura ambientale, siamo quelli plastic free che andiamo a rifornirci di bicchieri e di piatti di plastica nei comuni limitrofi, viviamo in mezzo alla spazzatura abbandonata in maniera incontrollata, con contenitori della differenziata stracolmi all’eccesso in ogni giorno della settimana, indipendentemente dai turni di raccolta.
La classifica può solo servire in termini di riflessione globale sul futuro delle città, guardando alle esperienze positive di chi, negli anni, è riuscito a realizzare significative azioni e cambiamenti in chiave green.
Ci sono, qua e là, da nord a sud, significative esperienze, esempi di città che hanno saputo creare ottimi esempi di sostenibilità, Ragusa né è un esempio tangibile, centesima nella graduatoria finale di Ecosistema Urbano 2020, ma che riesce a essere un esempio, nella Sicilia dell’emergenza rifiuti, con il suo porta a porta che le ha fatto sfiorare il 73% di raccolta differenziata.
18 gli indicatori attraverso i quali è stata stilata la classifica, dalla qualità dell’aria, fra cui gli indici di PM10 e presenza di ozono, consumi idrici e dispersione della rete, capacità di depurazione, rifiuti e differenziata, trasporto pubblico, indici di motorizzazione, incidenti stradali, isole pedonali, piste ciclabili, fonti rinnovabili, voci che in qualche caso risultano, anche per alcuni settori dell’amministrazione, una lingua straniera sconosciuta.
Parametri in molti casi sconosciuti o, comunque inarrivabili per chi parte da zero in alcune performance che, solo negli ultimi anni, sono servite solo per sfoggiare opposizione green, solo teorica e praticamente inservibile.
Ragusa occupa buoni posti nelle classifiche che riguardano rifiuti e depurazione, piste ciclabili (non si comprende bene in virtù di che cosa), acqua, da dimenticare le posizioni per quanto riguarda trasporto pubblico, mobilità alternativa, numero di alberi.
Poco è stato fatto negli anni precedenti, poco ha fatto anche la giunta Cassì, pochissimo hanno fatto i rappresentanti dei cittadini che mai, anche negli anni passati hanno messo sul tavolo l’ultima classifica e hanno chiesto e si sono chiesti cosa fare per scalare posti in classifica.
L’Ecosistema urbano è una di quelle cose che serve per stilare comunicati quando esce, salvo, poi, disinteressarsi e dimenticare il tutto, fino alla classifica dell’anno successivo.

A Mario D’Asta la palma di primo consigliere che si è buttato sull’argomento con un approccio, dobbiamo dire, intelligente: nel suo attuale atteggiamento di opposizione moderata, elegante che non vuole sfregiare ma solleticare come una brezza autunnale, il democratico parla di impegni futuri che devono essere assunti da questa amministrazione e, per iperbole, dice già dalle prossime settimane.
Mette in risalto che ci troviamo al penultimo posto per il trasporto pubblico, pochi passeggeri e molte auto in giro, ma se non si è fatto nulla al riguardo, e si continua nel più assoluto immobilismo, non si può sperare che la classifica cambi.
Ci piace dare spazio alla parte finale della nota di Mario D’Asta, che arriva a commuoverci nella sua spontanea vena di buonismo: “Al giro di boa di metà mandato – afferma l’esponente democratico – questi dati devono invogliare l’amministrazione Cassì a fare ancora di più e meglio in termini di politiche ambientali.
Ci sono ancora tutti i margini per recuperare a patto che l’impegno su questo fronte sia raddoppiato per consentirci di scalare, nel prossimo futuro, classifiche che meritano di essere prese in debita considerazione. Occorre, insomma, gestire con maggiore attenzione alcune problematiche di stretto impatto ambientale che, altrimenti rischiano di degenerare ulteriormente. Dobbiamo recuperare terreno rispetto al 2019 e possiamo farlo solo se si adotteranno politiche adeguate. Ragusa merita più attenzione sul fronte ambientale”.

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