Forte reazione di Legambiente Sicilia per l’esito dell’ispezione alla Soprintendenza di Ragusa

di Cesare Pluchino
Considerato l’esito dell’atto ispettivo, suscita qualche perplessità la pervicacia nel rilevare irregolarità che non sono riconosciute dai vertici dell’Assessorato Regionale ai Beni Culturali

Legambiente Sicilia non deve aver gradito l’esito della ispezione richiesta alla Soprintendenza di Ragusa, peraltro richiesta dalla stessa associazione, e, in un comunicato, in risposta alle dichiarazione della Soprintendente Panvini, riconferma le obiezioni a diverse decisioni sul piano paesaggistico, anche alla luce delle sentenze e delle ordinanze della magistratura amministrativa e di documenti dello stesso Assessorato Regionale ai Beni Culturali.
Nel constatare le dichiarazioni della Panvini, che intende querelare Legambiente per avere osato chiedere un’ispezione in merito alla gestione del piano paesaggistico a Ragusa e per avere contestato alcuni pareri rilasciati dai dirigenti che nel tempo si sono succeduti, sempre a Ragusa, Legambiente Sicilia allarga il suo campo di critica e di censura all’operato di molte soprintendenze siciliane che, invece di curarsi di tutela e conservazione, si mostrerebbero sensibili verso le richieste del potere politico e le pressioni di imprese e speculatori, mentre, nello stesso tempo, dirigenti che mostrano indipendenza, resistendo alle pressioni esterne, vengono sospesi e trasferiti a seguito di esposti anonimi.
L’emanazione regionale dell’associazione ambientalista, tramite l’ufficio stampa, considera, altresì strano  l’intervento dell’assessore Purpura che, con sorprendente velocità, “assolve” la dott.ssa Panvini e l’arch. Ferrara invitando Legambiente a porre fine a sterili polemiche, ricordando, nell’occasione, all’assessore, i pronunciamenti del TAR che condannano i comportamenti della Soprintendenza di Ragusa e la lettera con cui il suo assessorato informa il ministero dei beni culturali che nelle zone 2 del piano paesaggistico non si possono fare ricerche petrolifere (che, invece la dott.ssa Panvini ha autorizzato).
Viene spontaneo chiedersi il motivo di una richiesta di ispezione alla luce di quanto ricordato all’assessore e si condivide la richiesta di conoscere  i contenuti della relazione del settore ispettivo dell’assessorato ai BB.CC. per comprendere sulla base di quali documenti, e di quali valutazioni, l’assessorato regionale ha ritenuto infondati i rilievi che l’ associazione ha Il tutto perché, a questo punto, sarebbe opportuno fare chiarezza e sapere da che parte sta la verità, su fatti e documenti reali e non sulla base delle posizioni contrastanti dei protagonisti della vicenda che si approssima a diventare stucchevole come tutte le vicende di questo tipo.

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