Gaetano Mauro, il turismo a Ragusa solo consulenti, prebende e tanta fuffa

Riflessione del consigliere comunale di Ragusa, Gaetano Mauro, sul turismo nel territorio, con un occhio particolare al capoluogo ibleo, passando per le problematiche afferenti alle potenzialità dell’aeroporto di Comiso:

Turismo? Mauro: “Ragusa mangia la polvere di altre città limitrofe. Sull’aeroporto – cargo? Il presidente Schifani vuole Comiso allo stadio terminal”

Gaetano Mauro, consigliere comunale di Generazione, descrive le caratteristiche della domanda turistica ragusana, “vittima-secondo lo stesso consigliere di un immobilismo e di una dinamica dell’over tourism, cioè della congestione delle strutture nel periodo di picco delle presenze e in grave difficoltà nei periodi destagionalizzati”.
“Le opinioni dei turisti che soggiornano a Ragusa – ammette Mauro – confermano il potenziale non sfruttato dell’offerta ricettiva della Città, ma non si può ignorare che i dati sui flussi turistici suggeriscono la presenza di un forte sottodimensionamento della domanda turistica rispetto ai territori limitrofi.
A Ragusa anni di politiche turistiche e investimenti pubblici costati tanti denari ai ragusani non hanno sortito gli effetti desiderati. I dati illustrano le conseguenze in maniera cristallina: il gap riguarda sia i turisti internazionali che i vacanzieri italiani.
“Anche sull’aeroporto di Comiso- aggiunge Mauro- si continuano a dire cose inaccettabili, tra l’imbarazzante silenzio della politica ragusana. Chi crede alla favola che una compagnia aerea cargo abbia un proprio progetto di business sostenibile a Comiso? Nessuno.
Il Presidente della Regione Renato Schifani continua a fare proclami che sanno tanto di propaganda. O è egli stesso autore di una menzogna o peggio ancora i suoi consulenti lo hanno consigliato male”.
Gaetano Mauro , va oltre.
“Un esempio? Un aereo cargo può trasportare 30 pedane di merce, esattamente quanto un autotreno che viaggia su gomma. Un conto è trasportare 30 pedane di pomodorini o arance, un’altra è trasportare 30 pedane di microchip della Apple. Due valori completamente diversi. Un autotreno tra andata e ritorno per raggiungere un hub merci del nord Italia ha un costo medio di circa 2500 euro. Un aereo cargo di circa 30 mila euro.
Basta solo questo esempio per fare comprendere che il progetto di sviluppo dell’aeroporto di Comiso non passa affatto dall’idea che continua a propalare il governo della regione tra l’indifferenza della politica e dei sindaci di quest’area.
Il trasporto aereo domestico o di business , come più volte rimarcato dai vertici della Sac che gestisce lo scalo ibleo, non può sostenersi per le compagnie aeree perché il bacino di utenza della nostra provincia è molto limitato. Per quel tipo di traffico c’è l’aeroporto di Catania.
Ed allora? La vocazione del nostro aeroporto è quella turistica. E lo dicono i numeri, le previsioni degli analisti, gli investimenti dei tour operator.
Come non accorgersi che la nostra provincia è stata artefice negli ultimi anni di un grande cambiamento in termini di ricettività turistica alberghiera. E lo sarà ancora di più perché uno tra i più importanti brand di hotels internazionali sbarcheranno a breve in questo territorio.
Siamo appetibili per il business del turismo essendo l’aeroporto di prossimità turistica di un distretto naturale che comprende località che vanno da Ragusa a Modica, da Scicli a Marzamemi, da Noto a Siracusa. L’aeroporto di Comiso possiede un notevole potenziale per attrarre un flusso turistico significativo. Potrebbe emergere come un’alternativa proprio a Catania per il traffico turistico.
La risposta a tutto ciò arriva, paradossalmente – prosegue Mauro – in maniera estemporanea proprio su Comiso a partire dalla prossima summer 2024 che vedrà alcuni tra i più importanti tour operator del trasporto aereo puntare proprio sullo scalo ibleo. Infatti, penso alla compagnia aerea Neos , compagnia aerea della società Alpitour che, settimanalmente a partire dal 16 giugno e fino a settembre inoltrato, sbarcherà passeggeri nella nostra provincia, penso alla compagnia Hello Fly che collegherà Lampedusa e Malta con Comiso due volte a settimana, penso a Transavia che collegherà, con charter dedicati, Comiso con Parigi. Questo è lo sviluppo che avremmo auspicato e voluto sentire dal presidente della regione sullo sviluppo dell’aeroporto.
Riguardo il ruolo che la città capoluogo sta recitando in tutto ciò, è davvero sconcertante. La città di Ragusa non era presente alla BIT di Milano, borsa internazionale del turismo e non era presente alla TTG fiera internazionale del turismo e dell’ospitalità di Rimini. Un pessimo lavoro di pianificazione strategica. Grave ed ingiustificata l’assenza che caratterizza il nostro Comune, totalmente disinteressato allo sviluppo turistico del territorio.
Eppure, un passaggio immancabile nelle politiche di investimento sul turismo sono proprio le fiere. Non se ne parla più come non si parla più di valorizzare le attività cinematografiche per promuovere il territorio, come accaduto già nel passato.
Come non si parla di promuovere il turismo delle radici per coinvolgere i ragusani all’estero. Nessun investimento per dare sostegno alle imprese , per promuovere il turismo scolastico. Nulla. Solo consulenti, prebende e tanta fuffa.
Se non si è in grado , lo si dica . Non c’è tempo da perdere. Stiamo assistendo a un Comune, quello di Ragusa, che rincorre gli eventi anziché crearli, con una cittadinanza imprenditoriale che è più avanti della stessa amministrazione”.

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