Gianni Iurato sollecita interventi per il reparto COVID del Maria Paternò Arezzo sul quale si lavora nel più stretto riserbo

Come spesso avviene per molti fatti attinenti la sanità regionale, notizie non ufficiali, disposizioni assessoriali, indiscrezioni di stampa e programmi che vanno avanti nel più assoluto riserbo, si affastellano in maniera disordinata.
Ricordiamo tutti il teatrino relativamente all’apertura del nuovo ospedale che si prolungò ben oltre il famoso trasferimento farlocco, oggi la situazione è ben diversa ma abbiamo a che fare con una comunicazione prevalentemente auto celebrativa e autoreferenziale, che tralascia di informarci su quello che si sta facendo per il Maria Paternò Arezzo o per il vecchio Civile.
Così, capita che ci troviamo smarriti di fronte ad una interrogazione del consigliere Gianni Iurato che si rivolge anche al Direttore Generale dell’ASP per capire lo stato dell’arte dei lavori per installare un centro COVID in alcuni locali del Maria Paternò Arezzo.
Iurato dice che il DG Aliquò ha individuato, da circa un mese, alcuni locali dell’ospedale Maria Paternò Arezzo di Ragusa (in particolare nell’ex Ostetricia), il centro trattamento Covid-19 per tutta la provincia di Ragusa.
La cosa ci si sorprende perché, all’inizio di questo mese di luglio, le cronache regionali riportavano una ultima decisione dell’assessore regionale alla sanità, non smentita, secondo la quale sparivano gli ospedali classificati come centri Covid in Sicilia, niente distinzioni, niente più guerre intestine per accaparrarsi finanziamenti dedicati al potenziamento delle strutture connesse all’emergenza epidemiologica, tutti gli ospedali sullo stesso piano, organizzati per gestire le eventuali altre emergenze, seguendo un piano di riordino disposto dal Ministero della Salute.
La Regione avrebbe così riorganizzato, con apposito decreto, la fase post lokdown, predisponendo il rafforzamento strutturale della rete ospedaliera mediante l’adozione di specifici piani per la gestione di nuove fasi pandemiche.
Si parlava anche delle risorse finanziarie, poco meno di 4 milioni di euro in provincia di Ragusa per interventi sui Pronto soccorso e per aumentare i posti nelle terapie intensive e sub intensive.
Si dovevano predisporre, per ogni ospedale, percorsi e settori differenziati di accoglienza, di degenza per i-Covid, per i sospetti-Covid, e per i no-Covid. Tutti gli ospedali della Sicilia sarebbero diventati presidi Covid, sarebbero stati potenziati con percorsi tesi al contenimento delle infezioni.
Di queste disposizioni dell’assessore nessuna comunicazione ufficiale pare sia arrivata all’Asp di Ragusa, il Direttore Generale avrebbe invece intrapreso una strategia ancora diversa, iniziando a predisporre al Maria Paternò Arezzo un reparto COVID, dove confluiranno tutti i pazienti Covid che non abbiano bisogno di cure specialistiche, in reparti come neurologia, ostetricia o emodinamica, che obbligheranno a percorsi riservati nei singoli ospedali di pertinenza.
Di queste strategie occulte, senza notizie, ne sanno qualcosa i sindacati che parlano, in una lettera alla direzione strategica, di lavori ultimati e dell’esigenza di prevedere il personale necessario nel nuovo polo dedicato ad una eventuale recrudescenza della pandemia.

Ne sa qualcosa anche il consigliere Iurato che scrive al Sindaco Cassì, rivolgendosi anche al Direttore Aliquò, per salutare positivamente, come molti in città e come pensa il personale sanitario, la scelta della nuova struttura dedicata, ma chiedendo notizie sullo stato di adeguamento dei locali.
Iurato, da consigliere comunale, chiede lumi sulle attrezzature specifiche e sui percorsi protetti, sui locali per la quarantena, sulla zona grigia e sui locali di ricovero, per arrivare a quelli per le dimissioni.
Chiede ancora di sapere “se è già stato individuato e formato tutto il personale sanitario (medico, infermieristico, tecnico, ausiliario, ecc.) che dovrà gestire il centro Covid-19.
E, quindi, rivolge altre richieste all’indirizzo del sindaco e del manager.
“Con quanti posti letto di rianimazione – chiede – sarà attrezzato il centro?
Inoltre, vorrei capire se si è già in possesso dei fondamentali dispositivi di sicurezza individuale (in numero sufficiente) che dovranno essere assegnati in dotazione a tutto il personale sanitario e non.
E, ancora, è utile conoscere se è già stata trasferita all’Asp di Ragusa la dotazione finanziaria necessaria, dalla Regione o dallo Stato, per approntare il centro e fra quanto tempo si ritiene che il nuovissimo reparto Covid-19 entri in funzione nella sua interezza e piena funzionalità”.
Iurato invita il sindaco a incontrare con urgenza il direttore generale per avere notizie certe e dettagliate sull’andamento dei lavori e sul funzionamento del nuovissimo centro.
Potrebbe essere anche utile indire, scrive tra l’altro il consigliere nella sua interrogazione, una conferenza dei servizi attraverso cui coinvolgere i rappresentanti di altre specifiche istituzioni pubbliche competenti.
“In questo preciso momento storico – aggiunge Iurato – è necessario organizzarci in maniera incisiva ed adeguata per non farci trovare impreparati in vista di una eventuale nuova fase di contagio.
Tutti dobbiamo contribuire, nella diversità dei ruoli, affinché si sproni, si solleciti e si incoraggino gli uomini delle istituzioni sanitarie competenti a fare bene e sempre meglio.
Tutto ciò alla luce di questa gravissima emergenza sanitaria che preoccupa sempre più e che però guarda ad una realtà del settore tecnicamente più attrezzata oltre a un personale adeguatamente formato e bastevole. Soprattutto in ordine al trascorso periodo di emergenza che ha messo a nudo tragiche carenze a tutti i livelli e che, purtroppo, è costato vite umane tra i sanitari e gli ammalati”.

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