Gigi Bellassai descrive la seduta del Consiglio comunale di Comiso, riassunto di incompetenza amministrativa, settarismo politico e irresponsabilità sociale

Il consigliere comunale di Comiso, Gigi Bellassai, del Partito Democratico, descrive l’andamento della seduta del civico consesso della cittadina casmenea, dedicata al provvedimento che avrebbe dovuto permettere la dilazione del pagamento dell’acconto IMU.

L’assessore al Bilancio, in nome e per conto dell’Amministrazione e della maggioranza di destra, porta in aula un provvedimento che avrebbe dovuto permettere la dilazione del pagamento dell’acconto IMU, già previsto per il 16 giugno, al 30 di settembre, esentando i ritardatari dal pagamento di sanzioni e interessi.
Il provvedimento è stato portato in aula anche per contrastare la proposta del Partito Democratico di spostare la data del pagamento dell’acconto IMU direttamente al 16 dicembre. Insomma, un modo per dire ai comisani: ci siamo anche noi!

Peccato però che, come al solito, la proposta dell’amministrazione è risultata sbagliata e, a leggere il parere dei revisori dei Conti e, ancora meglio, la risoluzione dell’Agenzia delle Entrate, perfino illegittima.

In una parola, impresentabile. E, dunque, non votabile. In caso contrario, nel caso cioè che per un colpo di testa (che pure è stato scampato grazie alla testardaggine dei consiglieri d’opposizione) si fosse votato il provvedimento ci sarebbe stato non il rischio, ma la matematica certezza del danno all’erario.

Oltre che il salasso di sanzioni e interessi per quei cittadini che, credendo alle dichiarazioni pubbliche dell’amministrazione, avessero deciso di dilazionare il pagamento dell’acconto IMU al 30 settembre.

Rimane la mozione del Partito Democratico: spostamento della data dal 16 giugno al 16 dicembre, senza alcun rischio di sanzioni e interessi, e senza alcun danno per l’ente giacché riceverà i trasferimenti dello stato.

Vi chiederete: beh, se le cose stanno così (e, fidatevi, stanno così), per il bene di Comiso e dei comisani, martoriati come tutti dalla pandemia, l’avrete certamente votata questa mozione, tutti insieme.

E invece, no.
Siccome a presentarla è stato il Partito Democratico (vade retro!) la maggioranza non può, non deve approvarla. Non importa se la proposta è legittima, utile e perfino necessaria al bene della città.
L’ha presentata il Partito Democratico, dunque, va respinta.

Dopo una serie, confusa e imbarazzante, di retromarce e autosmentite, l’assessore Pepi, – che col passare del tempo si rivela sempre più inadeguata al ruolo, delicato, che riveste (absit iniuria verbis), mettendo in difficoltà il resto della giunta e i suoi consiglieri comunali che in ogni seduta in cui lei è protagonista passano dall’irritazione, più che comprensibile, al totale smarrimento – con l’avallo della maggioranza, pensa bene di rinviare tutto a domani, cioè oggi, per riportare il provvedimento aggiornato e corretto e corredato di tutti i pareri tecnici necessari.

Questo teatrino si poteva evitare? Certo che sì! Sarebbe bastato, anzi, visto che oggi siamo di nuovo di scena, basterebbe votare la mozione del Partito Democratico e spostare tutto al 16 dicembre.
Se non accadrà, ne risponderanno ai cittadini.
Dovranno cioè spiegare ai cittadini per quali ragioni tecnico-amministrative hanno detto no alla nostra proposta assumendosene ogni responsabilità.

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